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Miguel Llobet, il chitarrista che anche Segovia ammirava

Il catalano Miguel Llobet occupa un ruolo di fondamentale importanza nel passaggio alla chitarra moderna e alla valorizzazione dello strumento, avendolo portato ben oltre i suoi precedenti confini.

In sintesi. Miguel Llobet (1878-1938) e il chitarrista catalano che ha traghettato la chitarra dalla forma ottocentesca a quella moderna. Allievo di Francisco Tàrrega, e stato il maestro di una generazione e l’ispiratore dichiarato di Andrés Segovia. Le sue registrazioni storiche restano un riferimento.

Il catalano Miguel Llobet occupa un ruolo di fondamentale importanza nel passaggio alla chitarra moderna e alla valorizzazione dello strumento, avendolo portato ben oltre i suoi precedenti confini.

Miguel Llobet è stato uno dei più grandi chitarristi della storia spagnola (e non). È stato una delle più grandi fonti di ispirazione dell’immenso Andrés Segovia, questo già basterebbe a mettere un punto esclamativo su tutto. Purtroppo però, nonostante il suo grande contributo al mondo della sei corde, è stato a lungo tempo dimenticato.
Questo nonostante sia stato non solo un abilissimo musicista, ma anche un compositore e un abile trascrittore. Le sue trascrizioni per lungo tempo sono state usate senza che se ne riportasse adeguatamente il nome dell’autore.

Ma è bene riscoprire la storia di quest’uomo e riascoltare alcune sue registrazioni, prendendole con le dovute premesse poiché trattasi di rare e vecchie incisioni, con tutti i segni delle vecchie tecnologie e del tempo, oggi rintracciabili sulla piattaforma YouTube solo grazie a un utente che ha conservato alcuni nastri di una trasmissione registrata alla radio, risalente ai primi anni ’80.
Capirete che la qualità audio è filtrata, in malo modo, all’inverosimile, ma ciò che si ascolta rende comunque l’idea della grandezza di Llobet.

Miguel Llobet era un uomo di passione, un vero spagnolo, un grande amante dell’arte a 360 gradi. In particolare, la pittura lo affascinava quasi quanto la musica.
Prendendo spunto da questo, viene messo in parallelo ai pittori impressionisti, poiché con la sua maestrìa ha dato un grande contributo all’evoluzione della chitarra in senso moderno, esattamente come quei pittori, nello stesso periodo in cui nasceva e cresceva Miguel, erano votati alla creazione di una nuova arte moderna, appunto.

Si tratta di un corso impetuoso di armonie innovative, attenzione alla timbrica, composizioni più brevi del passato e recupero dell’antico in chiave moderna comprese le nostre ancora amate scale pentafoniche (-foniche, in quanto si parla di 5 suoni), tutte caratteristiche che i più attenti sapranno cogliere tra le note suonate da Llobet.

Merito anche suo la grande evoluzione della tecnica chitarristica, con uno step ulteriore in ciò che lui stesso aveva appreso dal suo maestro, il grande Francisco Tàrrega.
Quest’ultimo si può considerare l’iniziatore di quel percorso evolutivo che poi verrà continuato dall’allievo. A Tàrrega si fanno risalire sulla chitarra la diffusione di tecniche come tremolo, il rasgueado tipico dei chitarristi flamenco, ma anche la postura classica che ancora oggi conosciamo con la chitarra poggiata su una gamba rialzata da terra.

Impressionismo musicale e chitarristico abbiamo detto. Non è un caso, che Llobet sia stato scelto comee musicista dal compositore Manuel De Falla, suo coetaneo e una delle figure principali nell’impressionismo musicale.
De Falla è autore della composizione per chitarra (homenaje), “Piece de guitarre ècrit pour le tombeau de Debussy“, che verrà suonata per la prima volta proprio da Llobet e più tardi anche da Segovia.

La chitarra, che prima era accompagnamento per i balli e per il divertimento lungo le strade della Catalunya, assurge con musicisti come Llobet a un livello nuovo e ben più nobile, non più meramente festaiolo ma degno di accostare la propria voce a quello degli altri strumenti classici.
Porgeranno l’orecchio alla sua chitarra, durante il soggiorno a Parigi nei primi del ‘900, maestri del calibro di Stravinskij, Albéniz e Debussy (l’impressionista musicale per eccellenza), che ne parleranno sempre con lodi.

E poi c’è il rapporto con il suddetto Andrés Segovia, il più famoso chitarrista classico di tutti i tempi, che sebbene di origini andaluse, con tutto il diverso influsso che ciò poteva comportare, guardò sempre con ammirazione all’opera del Maestro.
Ecco una foto di un giovane Segovia che ruba con gli occhi dalle mani di Llobet.

Andrés Segovia (sx) e Miguel Llobet (dx) - Valencia, 1915
Andrés Segovia (sx) e Miguel Llobet (dx) – Valencia, 1915

D’altronde, la formazione musicale di llobet si poggia anche sul pianoforte e sul violino. Già però da bambino era rimasto affascinato da quella chitarra appartenuta a un zio e lasciata a prendere la polvere in un cantuccio di un locale catalano. La chitarra diventerà il suo strumento nel 1889, all’età di 11 anni.
Si dedicherà ad essa con dedizione, fino ad iniziare una carriera concertistica nel 1901, prima nella sua Barcellona, poi nella già citata Parigi, assoluto centro nevralgico di ogni Arte del tempo.

Le sue registrazioni storiche purtroppo non sono molte, tra queste figura anche l’esecuzione di una composizione, “May Breezes”, del tedesco (romantico) Felix Mendelssohn.
Purtroppo Miguel Llobet morirà nel 1938, a causa di una pleurite.

Miguel Llobet: nascita e formazione a Barcellona

Miguel Llobet nasce a Barcellona nel 1878. La sua formazione musicale poggia prima sul pianoforte e sul violino, ma a undici anni resta folgorato da una chitarra dimenticata in un locale catalano. Da quel 1889 lo strumento diventa la sua vita, fino al debutto concertistico del 1901.

L’allievo di Francisco Tàrrega

Llobet studia con Francisco Tàrrega, l’iniziatore del percorso evolutivo della chitarra classica moderna. Da Tàrrega eredita la diffusione di tecniche come il tremolo, il rasgueado flamenco e la postura classica con la chitarra poggiata sulla gamba rialzata, e porta tutto questo un gradino oltre.

Le tournée europee e americane

Dopo Barcellona, Llobet conquista Parigi, centro nevralgico di ogni arte del primo Novecento, e porta la chitarra nelle sale da concerto internazionali. Da strumento da strada e da ballo, la sei corde assurge con lui a un livello nuovo, degno di stare accanto agli altri strumenti classici.

Lo stile interpretativo: maturità ed espressività

Il suo è un linguaggio di armonie innovative, attenzione alla timbrica, composizioni più brevi e recupero dell’antico in chiave moderna, scale pentafoniche comprese. Per questo viene accostato ai pittori impressionisti: come loro, contribuisce alla nascita di un’arte moderna. Non a caso Manuel De Falla lo sceglie per la prima esecuzione dell’homenaje per la tomba di Debussy.

L’influenza su Segovia e i chitarristi successivi

Andrés Segovia, il più famoso chitarrista classico di tutti i tempi, guardò sempre con ammirazione all’opera di Llobet, eseguendo a sua volta l’homenaje di De Falla. A Parigi anche Stravinskij, Albéniz e Debussy ne parlarono con lodi: Llobet è una delle radici della chitarra concertistica del Novecento.

L’eredità: registrazioni storiche e repertorio

Le incisioni di Llobet sono poche e segnate dal tempo, recuperate su YouTube grazie a vecchi nastri radiofonici. Tra queste, una sua esecuzione di May Breezes di Felix Mendelssohn. Llobet muore nel 1938 per una pleurite, ma resta il padre riconosciuto della chitarra classica moderna.

Per chi ha fretta

1. Chi e Miguel Llobet?

Chitarrista classico catalano (1878-1938), tra i più importanti del primo Novecento. Allievo diretto di Francisco Tàrrega, ha portato la chitarra classica nelle sale da concerto internazionali.

2. Perche conta nella storia della chitarra?

Perché ha unito la tradizione spagnola di Tàrrega e Sor con l’esecuzione concertistica moderna. È stato uno dei primi chitarristi a registrare professionalmente in Europa.

3. Segovia lo conosceva?

Sì, e ne fu apertamente debitore. Segovia guardò sempre all’opera di Llobet come a un riferimento e lo riconobbe tra i padri della chitarra moderna concertistica.

4. Esistono sue registrazioni?

Sì, vecchie incisioni segnate dal tempo, recuperate su YouTube da nastri radiofonici. Comprendono brani di Tàrrega, Sor, sue trascrizioni e May Breezes di Felix Mendelssohn.

5. Cosa portare a casa per il proprio studio?

L’idea della chitarra come strumento di canto, non di puro virtuosismo. Llobet privilegiava sempre l’espressività rispetto alla velocità.

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