Electro-Harmonix allarga la famiglia del suo fuzz “ritrovato” con il nuovo Bass Big Muff Pi 2, versione ottimizzata per le basse frequenze del recente Big Muff Pi 2 a doppio op-amp.
Il “circuito perduto” scende in basso
Come il Big Muff Pi 2 per chitarra, anche il Bass Big Muff Pi 2 si basa sul circuito dual op-amp anni ’70 di Bob Myer, riportato alla luce e sviluppato in collaborazione con Josh Scott di JHS Pedals. L’obiettivo è portare sul basso quella combinazione di sustain praticamente infinito e grinta sulle medie che caratterizza il nuovo corso del Muff, evitando però di sacrificare le fondamentali nel mix.
Electro-Harmonix descrive il pedale come un fuzz con medie più pronunciate rispetto alle varianti più scavate, pensato per “bucare” il mix anche quando la band alza il tiro e le basse diventano affollate. In pratica, si va dalle classiche saturazioni cremose fino ai territori doom più pesanti, mantenendo una struttura sonora che resta leggibile anche nei contesti più densi.
Controlli: il Muff a misura di bassista
La base resta quella tipica della famiglia: VOL, TONE e SUSTAIN gestiscono rispettivamente livello d’uscita, equilibrio timbrico e quantità di distorsione/sustain. La vera differenza rispetto alla versione chitarra sta però nelle due aggiunte mirate al basso: BLEND e BASS BOOST.
- Il controllo BLEND miscela segnale pulito e fuzz, permettendo di far ringhiare il Muff senza perdere attacco e definizione delle note, anche con sustain elevato.
- Lo switch BASS BOOST aggiunge ulteriore low-end, particolarmente utile con il TONE aperto verso le alte, così da mantenere il corpo anche con impostazioni più brillanti.
Questa combinazione punta a risolvere il classico dilemma del bassista fuzz: o suoni grosso e indistinto, o definito ma magro sulle basse. Qui l’idea è di far convivere fondamentali solide e saturazione pesante nello stesso suono.
Footswitch “intelligente” e formato nano
Il Bass Big Muff Pi 2 adotta il soft footswitch con relay true bypass, capace di lavorare sia in modalità latching sia momentary: un click per l’on/off tradizionale, oppure pressione tenuta per brevi iniezioni di fuzz a chiamata. È una soluzione interessante per chi vuole usare il Muff come “accento” su fill, stacchi o parti specifiche, senza impazzire con tap millimetrici.
Il tutto è racchiuso nel classico chassis nano EHX, compatto e pedalboard-friendly, alimentato a 9V con batteria inclusa e alimentatore opzionale, con assorbimento dichiarato attorno ai 20 mA. In sostanza, si inserisce senza traumi nelle catene già affollate di chi suona dal vivo o in studio e ha bisogno di un fuzz da basso dedicato, non di un compromesso riciclato dalla chitarra.










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