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Nell'articolo precedente, Come si sviluppa il groove, vi ho mostrato alcuni esercizi per fortificare la percezione e il senso del ritmo.

Nell’articolo precedente, Come si sviluppa il groove, vi ho mostrato alcuni esercizi per fortificare la percezione e il senso del ritmo.

Vorrei continuare con quest’argomento, aggiungendo un importante elemento melodico: la scala pentatonica minore. Prendiamo in considerazione tutte le posizioni in cui possiamo suonarla (sia sul basso che sulla chitarra) e partiamo da ogni nota da cui è composta sviluppando la scala in verticale.

Consideriamo ad esempio la pentatonica di Sol minore, che è formata dalle seguenti note: Sol Sib Do Re Fa. Gli intervalli rispettivi sono 1 3b 4 5 7b.

Muoviamoci lungo il manico in verticale andando fin dove possiamo, in modo ascendente e discendente per ogni posizione. Sul basso, partendo dal terzo tasto della quarta corda possiamo arrivare fino al quinto tasto della prima corda.
Sulla chitarra invece partiamo dal terzo tasto della sesta corda e arriviamo al sesto tasto della prima corda.

Posizioni della pentatonica

Proviamo ora cominciando non solo dalla fondamentale, cioè la nota “Sol”, ma anche da ognuna delle note che compongono la scala. A seconda della nota di partenza avremo una diteggiatura diversa.
Una volta imparate e visualizzate bene tutte le diteggiature passiamo allo step successivo e colleghiamo tutte le posizioni in modo da poterci muovere su tutto il manico avanti e indietro senza interruzioni.

Partiamo dalla prima nota, eseguiamo la scala in senso ascendente e, arrivati al punto finale della diteggiatura, spostiamoci di una nota in orizzontale e suoniamo nella posizione successiva proseguendo in senso discendente.
Questo procedimento possiamo farlo sia nel punto più alto, che in quello più basso della posizione. In questo modo potremo suonare la scala su tutta la tastiera senza fermarci mai!
Per assicurare una buona esecuzione dal punto di vista ritmico proviamo a eseguirlo a tempo con ogni nota scandita in quarti, utilizzando il metronomo a diverse velocità.

Posizioni collegate della pentatonica

Ci siamo! L’esercizio è diviso in tre step per ogni suddivisione che andremo ad affrontare.

Crome/Ottavi

  • Step 1: Impostiamo il metronomo a 40 bpm sul secondo e quarto movimento (come spiegato nell’articolo precedente) e proviamo a eseguire l’esercizio in crome. Suoniamo eseguendo le note lunghe e legate.
  • Step 2: eseguiamo lo stesso esercizio suonando le note staccate e molto corte.
  • Step 3: eseguiamo l’esercizio accentando prima la croma in battere di ogni movimento e successivamente quella in levare. Proviamo a suonare prima con note lunghe e successivamente con note corte.

In questo modo svilupperemo controllo e una grande precisione ritmica. Se riusciamo a eseguire questo esercizio in modo scorrevole proviamo ad andare avanti e utilizzare suddivisioni in terzine di crome e in semicrome (sedicesimi).

Terzine di crome

Applichiamo i tre step dell’esercizio precedente.

  • Step 1: Impostiamo il metronomo a 40 bpm sul secondo e quarto movimento ed eseguiamo l’esercizio in terzine di crome. Suoniamo eseguendo le note lunghe e legate.
  • Step 2: adesso eseguiamo lo stesso esercizio suonando le note staccate e molto corte. Step 3: eseguiamo l’esercizio accentando prima la croma in battere, poi la seconda croma e infine la terza croma di ogni movimento. Proviamo a suonare prima con note lunghe e successivamente con note corte.

Accentando la seconda croma della terzina otterremo un effetto ritmico che rimanda alla musica Afrobeat, mentre accentando la terza croma l’effetto sará simile ad uno Shuffle.

Semicrome/sedicesimi

Siamo arrivati al gran finale!

  • Step 1: Impostiamo il metronomo a 40 bpm sul secondo e quarto movimento e proviamo a eseguire l’esercizio in semicrome. Suoniamo eseguendo le note lunghe e legate.
  • Step 2: eseguiamo lo stesso esercizio suonando le note staccate e molto corte, andando su/giú, avanti/indietro lungo la tastiera senza fermarci mai. 
  • Step 3: eseguiamo l’esercizio accentando il sedicesimo in battere, poi il secondo sedicesimo, il terzo sedicesimo e infine il quarto per ogni movimento. Proviamo a suonare prima con note lunghe e successivamente con note corte. Questa volta, eseguendo le note staccate, otterremo un effetto ritmico che rimanda fortemente alla musica funk e quello che mi piace chiamare “effetto Vulfpeck”, in riferimento a una delle band più groovy del momento.

Mi raccomando: quando eseguite ognuno di questi esercizi cercate sempre di stare ben sincronizzati con il metronomo e battere il piede su tutti i quarti, facendo attenzione a non spostarvi quando accentate le note in levare.
Ricordatevi che per avere timing e un buon groove dovete sviluppare l’indipendenza ritmica, proprio come un batterista.
È molto importante avere il controllo di tutte le parti del corpo, non solo delle dita che si muovono sullo strumento!

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