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Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Ciao a tutti gli amici di Musicoff, in questo nuovo articolo torno su un argomento che abbiamo incontrato più volte nei miei precedenti articoli: le geometrie.

Ciao a tutti gli amici di Musicoff, in questo nuovo articolo torno su un argomento che abbiamo incontrato più volte nei miei precedenti articoli: le geometrie.

Per geometrie intendo quella serie di rapporti fisici che si creano sulla tastiera del basso elettrico nel momento in cui studiamo un nuovo concetto musicale, che sia una scala, una triade o un riff; rapporti fisici che traducono automaticamente ogni cosa noi suoniamo in una forma geometrica, quindi una diteggiatura da applicare sul nostro strumento.

Le geometrie, come più volte detto, aiutano molto nella memorizzazione iniziale di quello che dobbiamo imparare ma, se non seguite da un’evoluzione nell’approfondimento della reale struttura musicale dei concetti studiati, rappresenteranno una gabbia che ci limiterà molto nella comprensione futura di quello che stiamo suonando.

L’unico modo per uscire dalla dipendenza dagli aspetti geometrici sulla tastiera del basso è quello di analizzare sempre le relazioni, in termini di intervalli musicali, che intercorrono tra le note che compongono ciò che dobbiamo suonare e, di conseguenza, conoscere i nomi delle note che stiamo suonando.

Per intervallo musicale si intende la distanza, in termini di toni e semitoni, che intercorre tra due note di diversa altezza, ed è questo il primo passo analitico che dobbiamo fare su qualsiasi nuova forma musicale stiamo imparando.
Ad esempio, se ci troviamo a dover studiare una nuova scala, prima ancora di impararne passivamente la diteggiatura, sarà importante conoscerne la struttura, ovvero la sequenza di toni e semitoni che la compongono e quindi, di conseguenza, le note.

Analizziamo quindi prima di tutto in che modo gli intervalli di tono e semitono si possono suonare sulla tastiera del basso elettrico:

Semitono

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Semitono su due corde

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Tono sulla stessa corda

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Tono su due corde

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Tono dalla corda a vuoto

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Tono verso la corda a vuoto

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Prendiamo ora in esame una scala di Mi Misolidio e la sua sequenza di intervalli:

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Applicando a questa scala i diversi modi elencati sopra di suonare l’intervallo di tono e, contestualmente, scegliendo la nota di partenza Mi in diverse posizioni sulla tastiera, possiamo notare come lo stesso concetto musicale può essere eseguito in numerosi modi diversi, nello spartito ho specificato la diteggiatura solo dove sono necessari degli spostamenti:

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Prendiamo ora in esame un famoso riff, “Day Tripper” dei Beatles, ovviamente in questo caso troveremo intervalli più grandi del tono e del semitono, ma ognuno di questi intervalli corrisponde ad una somma di toni e semitoni; con un minimo di ragionamento quindi, il lavoro fatto finora ci tornerà utile:

Riff di partenza ed intervalli

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Spostiamo la quinta

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Suoniamo il riff su due corde

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Suoniamo il riff su 4 corde

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

All’ottava sotto dal Mi a vuoto

Geometrie, intervalli e note: liberiamoci dalle forme

Ovviamente nel momento in cui dovremo eseguire il riff con la nostra band bisognerà fare una scelta di diteggiatura in base a criteri di suonabilità e resa timbrica del riff stesso, ovvero dovremo scegliere in che modo a nostro avviso il riff suona meglio.
In ogni caso averlo studiato come vi ho appena illustrato, vi porterà ad una comprensione più profonda del concetto musicale in esame, piuttosto che all’esecuzione sterile di una diteggiatura o geometria sulla tastiera.

Buono studio!

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