Bravi musicisti che registrano dischi di altri… Oggi il primo pensiero che viene (e non a torto) è: “non erano in grado di suonare“. Ma nel passato non era sempre così, soprattutto quando le sale d’incisione costavano non poco e le grandi major preferivano affidarsi a musicisti di fiducia, a prescindere dagli artisti prodotti e dalle loro capacità.
Nel 1967, un giovane Leland Sklar – ad oggi una vera e proprio leggenda del basso – visse un’esperienza che avrebbe segnato la sua carriera in modo inaspettato: rimase seduto nella control room degli United Studios di Hollywood, mentre assisteva in silenzio mentre i musicisti della leggendaria Wrecking Crew che registravano l’album della sua stessa band, i Group Therapy.
Una situazione imbarazzante che, con il senno di poi, si rivelò una delle lezioni più preziose della sua vita. Lo ha raccontato lui stesso in una video intervista a The Session Panel.
Bisogna dire che al posto della band suonarono alcuni dei session player più rispettati dell’epoca: Carol Kaye e Bobby West al basso, Hal Blaine alla batteria, Jim Gordon alle percussioni, mentre Mike Rubini, Mike Melvoin e Larry Knechtel gestivano le tastiere.
I Group Therapy potevano registrare solo le parti vocali, mentre tutto il resto veniva affidato ai veterani. Ma Sklar, invece di lasciarsi abbattere, trasformò quella situazione in un’opportunità, osservando con attenzione ogni dettaglio del lavoro di quei maestri.
Il salto: da osservatore a collega in tre anni
Appena 3 anni e mezzo dopo la situazione si ribalta: Sklar si ritrovò a collaborare quotidianamente proprio con quegli stessi musicisti che aveva studiato dalla regia. Il punto di svolta fu il rapporto con Mike Post, produttore dei Group Therapy che Sklar definisce “il re della televisione”. Post, diventato uno dei compositori più prolifici della TV americana, lo volle in tutte le sue colonne sonore: da The Rockford Files a Magnum P.I., da Hill Street Blues a The A-Team.
Ma il vero ingresso nel mondo delle session arrivò con James Taylor alla fine degli anni ’60. Quella collaborazione, ancora attiva oggi, lo portò a fondare The Section, gruppo che negli anni ’70 divenne la band residente della Asylum Records.
Oltre 2.000 album e una carriera straordinaria
Oggi Leland Sklar può vantare un curriculum di oltre 2.000 album, avendo collaborato con artisti come Jackson Browne, Phil Collins, Carole King, Linda Ronstadt, Toto e Lyle Lovett. Il suo approccio versatile e la sua capacità di servire la canzone senza mai sopraffarla lo hanno reso il bassista di riferimento per generazioni di artisti. Dal 2018 fa parte di The Immediate Family, supergruppo che riunisce i veterani di The Section.
Come dice lui stesso con disarmante ironia: “È molto strano come vanno queste cose!“. Da ragazzo costretto a guardare altri musicisti registrare la sua musica a icona indiscussa del basso moderno. Una traiettoria improbabile che dimostra come le esperienze più difficili possano trasformarsi nelle opportunità più grandi.










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