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Roxy Music: il debutto che riscrisse il pop inglese

Una fotomodella – Kari-Ann Muller – in copertina, prima in una serie di cui avrebbero fatto parte in seguito Amanda Lear e Jerry Hall. Estratto il disco dall'involucro e messo sul piatto (correva il 1972…), ad anticiparne la canzone iniziale erano il chiacchiericcio e i rumori di bicchieri di un party. Una riediz

In sintesi: Roxy Music uscito nel 1972 e l’album che fece esplodere la formula art rock di Bryan Ferry e Brian Eno: copertina pop di Kari-Ann Muller, collage stilistico fra rock, jazz, doo-wop e avanguardia, riedizione deluxe rimasterizzata e rimixata in surround da Steven Wilson. Un disco di debutto che rifiuto la coerenza per cercare un linguaggio nuovo.

Una fotomodella, Kari-Ann Muller, sulla copertina, prima di una serie di cui avrebbero fatto parte Amanda Lear e Jerry Hall. Estratto il disco dall’involucro e messo sul piatto, ad anticipare la canzone iniziale erano il chiacchiericcio e i rumori di bicchieri di un party. Era il 1972 e usciva il primo album dei Roxy Music: una riedizione deluxe rimasterizzata e rimixata in surround sound da Steven Wilson ha celebrato l’anniversario dell’esordio.

https://www.youtube.com/watch?v=BonWfTW7jKc

Un prodotto da alta societa: il collage culturale di Bryan Ferry

Un prodotto da alta societa: questa la sensazione che si voleva dare. In realta era un aspetto fra i tanti del complesso collage architettato da Bryan Ferry: allievo di Richard Hamilton (estensore nel 1957 del manifesto della Pop Art da cui trasse ispirazione anche Andy Warhol), cantante mancato dei King Crimson (ma Robert Fripp e Peter Sinfield ne agevolarono i passi successivi), aspirante prototipo del divo musicale di nuova generazione, come un Sinatra ridisegnato da Stanley Kubrick.

Era il momento del David Bowie modello Ziggy Stardust e del tirannosauro Marc Bolan (e di Slade, di Sweet), per questo i neonati Roxy Music furono aggregati alla pittoresca congrega del glam rock. Piu appropriato sarebbe stato parlare di art rock: lo spiegano Simon Frith e Howard Horne nel saggio Art Into Pop, mettendo in luce la dialettica fra matrice sonora e contesto culturale.

Roxy Music: For Your Pleasure, interno copertina del secondo album
I Roxy Music nell’interno copertina del secondo album For Your Pleasure

Brian Eno, il non musicista che trattava il suono come materia

Pure Brian Eno, il non musicista che trattava il suono della band impiegando registratore Revox a bobina e sintetizzatore VCS 3, proveniva dalla scuola d’arte. Con quell’aria affettata e un po’ blase, che gli valse ai tempi qualche punzecchiatura ironica: Byron Ferrari lo soprannominarono ad esempio quelli di New Musical Express, Bryan Ferry incarnava l’attitudine di un personaggio insieme aristocratico e postmoderno.

Fra citazioni cinematografiche (2HB onora Humphrey Bogart, Chance Meeting allude a Breve incontro di David Lean) ed enumerazione di oggetti mercantili (fumando Virginia, bevendo Madeira, guidando Studebaker), si mescola l’alto al basso ostentando una disinvoltura warholiana.

Roxy Music, recensione storica de Il Mucchio Selvaggio
Roxy Music sulle pagine de Il Mucchio Selvaggio

Generi attraversati: rock’n’roll, jazz, doo-wop, country, madrigale

Sul piano stilistico, grande e la confusione sotto il cielo (con relativa situazione eccellente): un rock’n’roll che deraglia nel rhythm’n’blues (Re-Make/Re-model) e sfiora il doo-wop (Would You Believe?), il country in forma di parodia (If There’s Something), un madrigale con oboe atteso da un crescendo melodrammatico (Sea Breezes), del jazz diluito (2HB) e perfino dell’avant-garde, in The Bob (Medley).

Perche? L’album e davvero una specie d’indicatore di dove potevamo andare: traccia in modo deliberato molte direzioni differenti. Non avevamo alcuna intenzione di avere un suono riconoscibile: ci piace essere elusivi e variare il piu possibile, Ferry dixit.

La riedizione deluxe rimasterizzata da Steven Wilson

L’occasione per riparlare del long playing con cui debuttarono i Roxy Music e la riedizione deluxe allestita per celebrarne l’anniversario: originale rimasterizzato (con l’epica Virginia Plain in sequenza, diversamente dalla primissima stampa britannica) e rimixato in Surround sound dal porcospino Steven Wilson, con supplemento audiovisivo su DVD.

Roxy Music anniversary edition deluxe rimasterizzata

Spicca un’esibizione d’epoca al Bataclan per la televisione francese accanto a un’ampia dotazione di bonus (oltre ai provini e alle versioni alternative, valgono le session radiofoniche targate BBC, due delle quali per John Peel, la prima addirittura con David O’List anziche Phil Manzanera alla chitarra) e volume allegato di 136 pagine.

Alberto Campo

La recensione e stata pubblicata sul Mucchio numero 763.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul debutto dei Roxy Music

1. Quando esce il primo album dei Roxy Music? Esce nel 1972, prodotto in Inghilterra. La line-up include Bryan Ferry, Brian Eno, Phil Manzanera, Andy Mackay, Graham Simpson e Paul Thompson.

2. Chi e in copertina? La modella Kari-Ann Muller, prima di una serie di copertine pop dei Roxy Music. Sara seguita da Amanda Lear, Jerry Hall e altre figure femminili centrali nell’identita visiva del gruppo.

3. Glam rock o art rock? Il debutto venne inquadrato nella stagione del glam, ma per Simon Frith e Howard Horne in Art Into Pop si tratta di art rock vero e proprio: la matrice sonora dialoga con scuola d’arte e cultura pop.

4. Che ruolo aveva Brian Eno nel disco? Era il non musicista che lavorava il suono dal vivo con un registratore Revox a bobina e un sintetizzatore VCS 3. Una figura decisiva nel rendere il debutto un laboratorio sonoro.

5. Perche la riedizione di Steven Wilson e importante? Wilson ha rimasterizzato l’originale e ne ha curato un rimix in surround sound, recuperando Virginia Plain in sequenza, allegando sessioni BBC, video Bataclan e un volume di 136 pagine.

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