In sintesi: Roxy Music uscito nel 1972 e l’album che fece esplodere la formula art rock di Bryan Ferry e Brian Eno: copertina pop di Kari-Ann Muller, collage stilistico fra rock, jazz, doo-wop e avanguardia, riedizione deluxe rimasterizzata e rimixata in surround da Steven Wilson. Un disco di debutto che rifiuto la coerenza per cercare un linguaggio nuovo.
Una fotomodella, Kari-Ann Muller, sulla copertina, prima di una serie di cui avrebbero fatto parte Amanda Lear e Jerry Hall. Estratto il disco dall’involucro e messo sul piatto, ad anticipare la canzone iniziale erano il chiacchiericcio e i rumori di bicchieri di un party. Era il 1972 e usciva il primo album dei Roxy Music: una riedizione deluxe rimasterizzata e rimixata in surround sound da Steven Wilson ha celebrato l’anniversario dell’esordio.
Un prodotto da alta societa: il collage culturale di Bryan Ferry
Un prodotto da alta societa: questa la sensazione che si voleva dare. In realta era un aspetto fra i tanti del complesso collage architettato da Bryan Ferry: allievo di Richard Hamilton (estensore nel 1957 del manifesto della Pop Art da cui trasse ispirazione anche Andy Warhol), cantante mancato dei King Crimson (ma Robert Fripp e Peter Sinfield ne agevolarono i passi successivi), aspirante prototipo del divo musicale di nuova generazione, come un Sinatra ridisegnato da Stanley Kubrick.
Era il momento del David Bowie modello Ziggy Stardust e del tirannosauro Marc Bolan (e di Slade, di Sweet), per questo i neonati Roxy Music furono aggregati alla pittoresca congrega del glam rock. Piu appropriato sarebbe stato parlare di art rock: lo spiegano Simon Frith e Howard Horne nel saggio Art Into Pop, mettendo in luce la dialettica fra matrice sonora e contesto culturale.

Brian Eno, il non musicista che trattava il suono come materia
Pure Brian Eno, il non musicista che trattava il suono della band impiegando registratore Revox a bobina e sintetizzatore VCS 3, proveniva dalla scuola d’arte. Con quell’aria affettata e un po’ blase, che gli valse ai tempi qualche punzecchiatura ironica: Byron Ferrari lo soprannominarono ad esempio quelli di New Musical Express, Bryan Ferry incarnava l’attitudine di un personaggio insieme aristocratico e postmoderno.
Fra citazioni cinematografiche (2HB onora Humphrey Bogart, Chance Meeting allude a Breve incontro di David Lean) ed enumerazione di oggetti mercantili (fumando Virginia, bevendo Madeira, guidando Studebaker), si mescola l’alto al basso ostentando una disinvoltura warholiana.

Generi attraversati: rock’n’roll, jazz, doo-wop, country, madrigale
Sul piano stilistico, grande e la confusione sotto il cielo (con relativa situazione eccellente): un rock’n’roll che deraglia nel rhythm’n’blues (Re-Make/Re-model) e sfiora il doo-wop (Would You Believe?), il country in forma di parodia (If There’s Something), un madrigale con oboe atteso da un crescendo melodrammatico (Sea Breezes), del jazz diluito (2HB) e perfino dell’avant-garde, in The Bob (Medley).
Perche? L’album e davvero una specie d’indicatore di dove potevamo andare: traccia in modo deliberato molte direzioni differenti. Non avevamo alcuna intenzione di avere un suono riconoscibile: ci piace essere elusivi e variare il piu possibile, Ferry dixit.
La riedizione deluxe rimasterizzata da Steven Wilson
L’occasione per riparlare del long playing con cui debuttarono i Roxy Music e la riedizione deluxe allestita per celebrarne l’anniversario: originale rimasterizzato (con l’epica Virginia Plain in sequenza, diversamente dalla primissima stampa britannica) e rimixato in Surround sound dal porcospino Steven Wilson, con supplemento audiovisivo su DVD.

Spicca un’esibizione d’epoca al Bataclan per la televisione francese accanto a un’ampia dotazione di bonus (oltre ai provini e alle versioni alternative, valgono le session radiofoniche targate BBC, due delle quali per John Peel, la prima addirittura con David O’List anziche Phil Manzanera alla chitarra) e volume allegato di 136 pagine.
Alberto Campo
La recensione e stata pubblicata sul Mucchio numero 763.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sul debutto dei Roxy Music
1. Quando esce il primo album dei Roxy Music? Esce nel 1972, prodotto in Inghilterra. La line-up include Bryan Ferry, Brian Eno, Phil Manzanera, Andy Mackay, Graham Simpson e Paul Thompson.
2. Chi e in copertina? La modella Kari-Ann Muller, prima di una serie di copertine pop dei Roxy Music. Sara seguita da Amanda Lear, Jerry Hall e altre figure femminili centrali nell’identita visiva del gruppo.
3. Glam rock o art rock? Il debutto venne inquadrato nella stagione del glam, ma per Simon Frith e Howard Horne in Art Into Pop si tratta di art rock vero e proprio: la matrice sonora dialoga con scuola d’arte e cultura pop.
4. Che ruolo aveva Brian Eno nel disco? Era il non musicista che lavorava il suono dal vivo con un registratore Revox a bobina e un sintetizzatore VCS 3. Una figura decisiva nel rendere il debutto un laboratorio sonoro.
5. Perche la riedizione di Steven Wilson e importante? Wilson ha rimasterizzato l’originale e ne ha curato un rimix in surround sound, recuperando Virginia Plain in sequenza, allegando sessioni BBC, video Bataclan e un volume di 136 pagine.
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