Robben Ford sta per tornare con l’album “Two Shades of Blue”, in uscita il 27 marzo per Provogue/Artone. Intanto, possiamo ascoltare un nuovo singolo estratto, intitolato “Perfect Illusion”, disponibile con un lyric video ufficiale.
Come racconta lo stesso Ford, il pezzo fu scritto nel 1999 durante una pausa dalle session con Michael McDonald: “Ero uscito a prendere una boccata d’aria sul vialetto di ghiaia quando ho visto quello che sembrava un gioiello. Guardando meglio, era una goccia d’acqua che rifletteva la luce. E ho pensato: ‘Ecco, un’illusione perfetta’.“
Un’intuizione fulminea che ha dato vita a uno dei brani più evocativi del nuovo lavoro, secondo estratto dopo “Make My Own Weather”, già rilasciato nelle scorse settimane.
Un album che non era quello previsto
“Two Shades of Blue“ rappresenta l’ennesima metamorfosi artistica per Ford, chitarrista nominato cinque volte ai Grammy e inserito da Musician Magazine tra i 100 Greatest Guitarists del XX secolo. A 74 anni, il musicista californiano non ha perso un grammo della sua irrequietezza creativa, quella che lo porta a non fare mai due dischi uguali.
Il progetto è nato come un tributo a Jeff Beck, scomparso nel 2023, ma si è trasformato strada facendo. Ford ha acquistato appositamente una Stratocaster per l’occasione e si è fatto assemblare una pedalboard ispirata al setup del grande chitarrista britannico, con l’aiuto di Daniel Steinhardt di That Pedal Show.
Registrazioni transatlantiche
L’album è stato registrato tra Stati Uniti e Regno Unito con due formazioni diverse. Le session londinesi agli Eastcote Studios, prodotte dall’ingegnere George Murphy, hanno visto Ford affiancato da musicisti di primo calibro: Ianto Thomas (Mark Knopfler) alla batteria, Jonny Henderson (Otis Grand) alle tastiere, Robin Mullarkey (Paloma Faith) al basso, oltre a una sezione fiati con Paul Booth, Ryan Quigley e Trevor Mires.
Il trasferimento di Ford a Londra ha dato nuova linfa al progetto: “Questa città è piena zeppa di grandi musicisti, ancora meglio per me di Nashville o Los Angeles” ha dichiarato il chitarrista.
Tra jazz, blues, rock e fusion
La carriera di Ford è un viaggio attraverso i generi. Dai primi anni con Charlie Musselwhite e Jimmy Witherspoon, passando per gli L.A. Express di Tom Scott e la collaborazione con Joni Mitchell (“i due anni più formativi della mia vita musicale“), fino ai palchi condivisi con George Harrison, Miles Davis, Bonnie Raitt e Bob Dylan.
“Two Shades of Blue” spazia dal funk-blues viscerali di “Make My Own Weather” (“uno dei miei pezzi blues più duri che abbia mai scritto”) fino a strumentali ambiziosi che mettono alla prova anche un virtuoso del suo calibro.
“Volevo fare qualcosa di diverso, lanciarmi una sfida” spiega Ford, che nel frattempo ha fondato il Robben Ford Guitar Dojo insieme alla partner Milam Kelly Roberts, progetto che ha riacceso la sua voglia di esplorare i confini dello strumento.
“Perfect Illusion” è solo un assaggio di un album che promette di confermare Ford al vertice del chitarrismo mondiale, nonostante – o forse proprio grazie a – quella “maledizione” che lo spinge a non ripetersi mai.











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