È il primo disco di inediti da McCartney III del 2020, e già dalle prime parole che lo descrivono si capisce che si tratta di un progetto diverso da tutto ciò che ha pubblicato finora.
Un titolo, una strada, una vita
Il titolo non è casuale: Dungeon Lane è il percorso che collega Liverpool alla costa di Speke, il quartiere in cui McCartney ha trascorso l’infanzia nel dopoguerra. Un dettaglio geografico che diventa metafora di un viaggio a ritroso nel tempo.
L’album è stato definito come il suo «lavoro più introspettivo di sempre», capace di raccontare la vita prima della fama, prima della Beatlemania, prima di tutto.
C’è la Liverpool degli anni Cinquanta, la resilienza dei suoi genitori, e soprattutto i primi passi condivisi con John Lennon e George Harrison, quando erano solo un gruppo di ragazzini con chitarre economiche e nessuna certezza sul futuro.
Il singolo d’apertura
Il disco si apre idealmente con “Days We Left Behind”, il singolo già disponibile su tutte le piattaforme. È una ballad intimissima – pianoforte, chitarra acustica, niente batteria – che dà anche il titolo indiretto all’intero progetto: il verso che cita Dungeon Lane viene proprio da questa canzone.
McCartney ha presentato il brano su BBC Radio Merseyside, e ha spiegato con una semplicità disarmante il senso di tutto:
«Per me è davvero una canzone di ricordi. Pensavo proprio a quello, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia scrivendo solo del passato, ma poi penso: come puoi scrivere di qualcos’altro?» (Paul McCartney)
Come già accaduto con “McCartney III”, Paul suona quasi tutti gli strumenti da solo, ma questa volta non forzato dalla pandemia, bensì per scelta.
La tracklist completa
I 14 brani di The Boys of Dungeon Lane sono:
- As You Lie There
- Lost Horizon
- Days We Left Behind
- Ripples in a Pond
- Mountain Top
- Down South
- We Two
- Come Inside
- Never Know
- Home to Us
- Life Can Be Hard
- First Star of the Night
- Salesman Saint
- Momma Gets By










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