Uscito nel 1969, Easy Rider di Dennis Hopper e Peter Fonda non è solo un film simbolo della controcultura: la sua colonna sonora è un disco a sé, dieci brani che vanno da Steppenwolf a Jimi Hendrix, da Bob Dylan ai The Byrds. Ripercorriamo la tracklist canzone per canzone.
Easy Rider, il film che fece da specchio a un’epoca
Easy Rider è l’opera cinematografica indipendente scritta, diretta e interpretata da Dennis Hopper e Peter Fonda, con un giovane Jack Nicholson nei panni che ne lanciarono la carriera. Presentato nel 1969, il film è l’icona della vita “on the road” dei motociclisti dell’epoca, ma è anche uno spaccato crudo, crudissimo, dell’intolleranza e del bigottismo americano di quegli anni, che cresce e assume contorni drammatici sempre di più, fino al suo climax nel tragico finale.
Una colonna sonora che vale come un album
Gli ideali di libertà e anticonformismo sono ben espressi anche da una magnifica colonna sonora, canto del “nati per essere selvaggi“, come annuncia il titolo del pezzo più famoso degli Steppenwolf. Una selezione di brani che oramai si può considerare come un disco a sé stante più che una mera compilation, tracklist che ci racconta nota dopo nota le atmosfere di quella golden era del rock e delle pulsioni giovanili che miravano a un cambiamento radicale del mondo (che purtroppo si dimostrò un fallimento di lì a pochi anni). Ma nel 1969 si respirava ancora a pieni polmoni un’aria di gioia rivoluzionaria, che ripercorriamo attraverso queste 10 canzoni che compongono la soundtrack del film.
Le 10 canzoni della colonna sonora, una per una
Steppenwolf – “Born to be Wild” Lo sappiamo, non è la canzone di apertura né del film nè della colonna sonora. Ma facciamo uno strappo alla regola, perché siamo di fronte al brano simbolo di tutto. Indivisibile dall’immaginario associato ai motociclisti, è ritenuto da molti anche il primo pezzo heavy metal (perlomeno in forma preistorica) mai scritto. Ovvio, su queste questioni si può litigare giorni, ma quell’heavy metal thunder del testo romba fortissimo, come il motore di una moto che sfreccia sulle highway americane, incurante del punto di arrivo finale, perché si sa, è il viaggio stesso la cosa più importante.Gruppo di punta della scena americana negli anni ’60, nella cui formazione originale fu anche il mitico David Crosby. Dubitiamo che esista al mondo qualcuno che non ha mai ascoltato la loro dodici corde e brani come “Mr. Tambourine Man” o “Turn! Turn! Turn!”. Ma ben presto la band si trovò pervasa dalla psichedelia, partorendo quel capolavoro del genere che è l’album Fifth Dimension. D’altronde, il loro contributo è stato fondamentale anche nel country-rock ed è infatti questo lo stile che ritroviamo nel film di Hopper&Fonda.
Per chi ha fretta: 5 cose da sapere sulla colonna sonora di Easy Rider
1. Qual è il brano simbolo del film?
“Born to be Wild” degli Steppenwolf, ritenuto da molti uno dei primi pezzi heavy metal in forma embrionale.
2. Qual è la canzone di apertura?
“The Pusher” degli Steppenwolf, un brano duro sulle droghe pesanti e su chi le spaccia.
3. Perché “The Weight” non è cantata dai The Band?
La Capitol Records non rilascio i diritti d’uso per il film, così venne usata la cover degli Smith.
4. Che ruolo ha Bob Dylan nella soundtrack?
Due brani interpretati da Roger McGuinn dei The Byrds, “It’s Alright, Ma” e “Ballad of Easy Rider”, nascono dalla penna o dall’aiuto di Dylan.
5. Quanto pesa Jimi Hendrix in Easy Rider?
“If 6 was 9” irrompe come un tuono nel viaggio dei protagonisti, manifesto sonoro della controcultura anni Sessanta.
Quando la musica fa il film
Le colonne sonore che diventano dischi a sé: su Musicoff le raccontiamo, dai classici della controcultura al cinema di culto.
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