;
HomeMusica e CulturaDischi & LibriAntonio Lusi, “Risonanze”: quando il basso diventa il centro del mondo

Antonio Lusi, “Risonanze”: quando il basso diventa il centro del mondo

Sei brani, un basso al centro e un cast internazionale d'eccezione: "Risonanze" è il nuovo album di Antonio Lusi.

Ci sono dischi che nascono da una scaletta e dischi che nascono da una necessità. “Risonanze”, il nuovo album del bassista Antonio Lusi, uscito il 13 marzo su tutte le piattaforme digitali, appartiene chiaramente alla seconda categoria. Sei brani, un’idea artistica precisa e un cast di musicisti che basterebbe da solo a giustificare l’ascolto.

Il basso come voce narrante

Ideato e diretto artisticamente da Lusi, il disco mette lo strumento al centro della scena, non come sfondo armonico o supporto ritmico, ma come motore narrativo dell’intero lavoro. Una scelta non scontata, che racconta un approccio maturo alla composizione: il basso come voce identitaria, capace di dialogare alla pari con chitarre, tastiere, batterie e con alcune delle firme più pesanti della scena internazionale.

Una tracklist da far girare la testa

Già scorrere i credits è un esercizio curioso. “Acufene”, il brano di apertura, è scritto insieme a Valter Vincenti e Alborosie, con Lele Melotti alla batteria, uno dei batteristi italiani più richiesti, con una discografia che spazia da Vasco Rossi a Mina, da Eros Ramazzotti a Fiorella Mannoia. 
“Tutu”, rivisitazione del brano di Miles Davis, porta in studio Danny Morris per un solo di basso e Leandro Paradisi per l’arrangiamento dei fiati.

Il colpo di scena arriva con la traccia 3: “Nuovo Cinema Paradiso”, la celebre colonna sonora di Ennio Morricone, rivisitata con Jamie Wollam alla batteria, il drummer dei Tears for Fears dal 2010, e David Sancious alle tastiere.
Sancious non è un nome qualunque: è il tastierista fondatore della E Street Band di Bruce Springsteen, membro della Rock and Roll Hall of Fame, e ha lavorato in carriera con Sting e Peter Gabriel. Non esattamente il primo musicista che si incontra in sala prove.​

“Corazón Espinado” vede invece alla batteria Horacio “El Negro” Hernandez, batterista cubano di fama mondiale, Grammy pluripremiato ed eletto “Drummer of the Year” nel 1997, noto per le sue collaborazioni con Carlos Santana.

Le voci di Benedetta Gelati ed Erika Notarangelo completano il quadro. Il disco chiude con “Questo Immenso” e “Abbiamo ancora da fare”, quest’ultima di nuovo con Lele Melotti.

Un progetto di relazioni, prima che di note

“Risonanze” è, alla fine, esattamente quello che il titolo promette: non un album solista nel senso tradizionale, ma uno spazio di incontro. Ogni brano porta con sé una storia, un rapporto umano e artistico che precede la sessione di registrazione.

Il fatto che Lusi sia riuscito a costruire questo network, da Melotti a Sancious, da Wollam a El Negro, dice qualcosa sulla sua credibilità e sulla sua rete di relazioni nel mondo professionale. Il disco è disponibile su tutte le piattaforme digitali. Per ascoltarlo: bfan.link/risonanze



MUSICOFF NETWORK

Musicoff Discord Community Musicoff Channel on YouTube Musicoff Channel on Facebook Musicoff Channel on Instagram Musicoff Channel on Twitter