I JBL 4309 sono i più piccoli della famiglia Studio Monitor passivi del costruttore di Northridge, e portano con sé tutto il bagaglio genetico di un marchio che da oltre ottant’anni detta legge nel mondo del suono professionale e domestico.
Un sistema due vie bass-reflex con doppio condotto frontale, frontale blu iconico e una tromba HDI che occupa quasi metà del pannello.
La tromba HDI e il DNA professionale
L’elemento più caratterizzante – visivamente e acusticamente – è la tromba HDI (High Definition Imaging), derivata direttamente dal sistema professionale M2 Master Reference Monitor utilizzato nei laboratori Harman di Northridge.
La sua geometria nasce dagli studi sulla dispersione fuori asse basati sulla misura composta Spinorama, oggi sempre più considerata uno standard anche dai costruttori concorrenti. L’obiettivo è garantire una risposta in frequenza lineare non solo in asse, ma anche nelle riflessioni ambientali che raggiungono l’ascoltatore dalle pareti laterali.
La tromba è abbinata al driver a compressione 2410H-2 con membrana da un pollice in Teonex®, che consente un incrocio relativamente basso a 1,6 kHz e una resa dinamica di stampo professionale nonostante la sensibilità contenuta di 87 dB.

Il midwoofer da 6,5 pollici monta un cono in polpa di cellulosa, cestello in pressofusione di alluminio con design aerodinamico e un gruppo magnetico di notevoli dimensioni. I due condotti reflex frontali sfruttano uno sviluppo interno a 90 gradi per raggiungere circa 25 cm di lunghezza – impossibile linearmente nella profondità di 23 cm del cabinet – con imboccature svasate per ridurre le turbolenze.
Il mobile in MDF da quasi 2 cm con rinforzi interni a H-bracing appare solido e ben smorzato. Sul pannello posteriore una morsettiera con contatti dorati predisposta per bi-wiring/bi-amping, mentre sul bordo inferiore della tromba un selettore rotativo a cinque posizioni permette di regolare il livello delle alte frequenze con passi da 0,5 dB.
All’ascolto: muscoli e carattere
I 4309 amano la potenza: non sono diffusori ad alta efficienza – nel senso più stretto e reale del termine – nonostante la tromba, e una ottantina di watt robusti sono il minimo consigliabile per sentirli esprimere al meglio.
Il timbro è schietto e aperto, con qualche caratterizzazione in gamma medio-alta che passa però spesso inosservata grazie alle altre qualità.
Il registro inferiore è accattivante e sostanzioso, con buona profondità e un’emissione reflex ben integrata. La scena sonora tende ad avanzare verso l’ascoltatore piuttosto che svilupparsi in profondità, specie se si sfrutta il rinforzo della parete di fondo: una caratteristica tipicamente monitor che richiede cura nel posizionamento.
Per il resto delle impressioni d’ascolto dettagliate rimandiamo al video all’inizio di questo articolo.









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