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John Coltrane, musicista ed “eroe dei due mondi”

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17 luglio 1967 si spegneva a New York una delle stelle più brillanti del firmamento del Jazz, il cui nome sarebbe rimasto tra i primi 10 (o anche meno) fondamentali in assoluto del genere per tutte le generazioni a venire, e lo è ancora oggi: John Coltrane.

In sintesi. John Coltrane, scomparso il 17 luglio 1967, è tra i sassofonisti più importanti della storia del jazz. La sua musica unisce due anime opposte: il misticismo meditativo di A Love Supreme e la violenza del free jazz di Ascension, entrambi del 1965. Pragmatico e spirituale al tempo stesso, ha lasciato un’eredità immensa, da Giant Steps fino alle sue collaborazioni con Miles Davis.

A qualcuno potrebbe sembrare strana l’espressione “eroe dei due mondi”, di garibaldina memoria. In effetti, poco ha a che vedere con l’accezione originale, ma la si può usare per Coltrane in altro senso: il sassofonista della Carolina del Nord, infatti, incarna la perfetta unione di due opposti (almeno in apparenza…). 
Basti pensare a due suoi capolavori come A Love Supreme e Ascension, incisi a distanza di pochi mesi nel 1965. Entrambi dischi di grande creatività, uno però armonioso e docile all’orecchio di chi ascolta, l’altro completamente lasciato a voli e movimenti scomposti, certo di non facile impatto e assimilazione per l’ascoltatore.

In A Love Supreme, Coltrane porta la musica verso movimenti ritmici ripetitivi come un mantra e quindi anche meditativi (d’altronde pare che la scintilla creativa gli fosse scattata durante una seduta di yoga), con fraseggi asciutti, che possono compiere grandi salti ma senza perdere il loro forte ancoraggio al sottofondo mantrico.
Il titolo è anche quello della sua poesia contenuta nelle note di copertina, un ringraziamento all’entità superiore che gli ha offerto il dono della musica e del talento.
L’album è un vero e proprio pezzo di storia del Jazz, tanto che gli scritti originali sono custoditi al National Museum of American History di Washington.

A Love Supreme e Ascension: due capolavori opposti

Ugualmente importante per la storia del Jazz è Ascension, che, invece, è completamente all’opposto come attitudine.
Dopo l’apripista Ornette Coleman, la musica “free” iniziava a farsi strada tra i jazzisti e Coltrane fu uno dei primi a portarlo da subito ad altissimi livelli di esecuzione. L’album è “violento”, un calderone di note “indigeste”; appare come una sagoma dai contorni affilati e taglienti.
Un disco dal passo martellante, pieno di piccole e grandi esplosioni che scagliano, in maniera apparentemente disordinata, frammenti roventi su chi ascolta.
L’opera è uno dei manifesti del free jazz, all’epoca ebbe un impatto tanto rivoluzionario quanto terrorizzante per musicisti e ascoltatori (molti abbandonavano con disappunto le sale concerto, stremati e disorientati).

Le due anime di Coltrane: pragmatismo e spiritualità

Ma Coltrane aveva due anime opposte anche in sé stesso. Sempre molto pragmatico, assolutamente cosciente di tutto ciò che succedeva nella sua musica in merito di scale, accordi e note (e Giant Steps lo dimostra sensibilmente, con la sua geometria/numerologia perfetta), ma al contempo un uomo spirituale, legato alle filosofie orientali, che ha rifiutato la scienza e la medicina fino alla fine dei suoi giorni.

Il suo pragmatismo musicale lo portò anche a scontrarsi con colui che fu suo leader alla metà degli anni ’50, Miles Davis, che raramente dava ai musicisti la totale conoscenza delle opere che avrebbero eseguito, a volte solo pochi indizi, come in Kind of Blue.
E pensare che Davis all’inizio neanche lo voleva, ritenendo Sonny Rollins un sassofonista ben superiore, avendoli ascoltati insieme pochi anni prima.
Ma cambiò immediatamente idea dopo averlo risentito nel provino.

Gli ultimi giorni e l’eredità di un gigante

Nel maggio nel ’67, John Coltrane si trovava a Philadelphia con la moglie Alice (al suo fianco anche come superba pianista/organista/arpista), in visita alla madre. Da tempo era visibilmente ingrassato e accusava forti dolori al fegato. I periodi dell’eroina gli avevano deteriorato il fisico e il suo rifiuto di frequentare medici e controlli ospedalieri certo non gli erano stati d’aiuto.
Fu colpito da dolori molto forti, che ne intaccarono addirittura alcune facoltà mentali.
Continuando a rifiutare le cure, fu ricoverato solo in punto di morte. Si spense alle quattro del mattino, perdendo una battaglia mai combattuta, ma probabilmente senza speranza, contro un tumore al fegato.

Lasciando, tuttavia, un’inestimabile eredità al mondo intero: la sua musica.
A tal proposito, vi invitiamo alla lettura della bella serie di articoli di Claudio Faraci dedicati ai preziosi insegnamenti che si possono trarre dal masterpiece Giant Steps.

Perché Coltrane resta un punto di riferimento

Al di là dei singoli dischi, la grandezza di John Coltrane sta nella sua capacità di tenere insieme rigore e libertà. Da un lato c’è il sassofonista che studia l’armonia fino alle sue conseguenze estreme, come dimostra la celebre geometria di Giant Steps. Dall’altro c’è il ricercatore che, una volta padroneggiate le regole, sceglie consapevolmente di superarle per cercare una musica piu’ istintiva e spirituale.

È questo dualismo a renderlo ancora oggi un modello per chi studia il jazz. Il suo percorso mostra che la tecnica non è un fine, ma uno strumento al servizio dell’espressione. Ascoltare in sequenza A Love Supreme e Ascension significa attraversare due modi diversi di intendere la stessa libertà creativa, e capire perché il nome di Coltrane resta tra i primi quando si parla di improvvisazione e linguaggio jazzistico.

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su John Coltrane

1. Chi era John Coltrane?

Un sassofonista della Carolina del Nord, tra i più importanti e influenti di tutta la storia del jazz, scomparso il 17 luglio 1967 a New York.

2. Cosa rappresenta A Love Supreme?

È un album meditativo e spirituale del 1965, con movimenti ritmici ripetitivi come un mantra. Gli scritti originali sono custoditi al National Museum of American History di Washington.

3. Cos’è Ascension?

È uno dei manifesti del free jazz, sempre del 1965: un disco violento e dirompente, all’opposto di A Love Supreme, che all’epoca disorientò musicisti e ascoltatori.

4. Che rapporto aveva con Miles Davis?

Fu nel gruppo di Miles Davis a metà anni Cinquanta. Davis all’inizio preferiva Sonny Rollins, ma cambiò idea dopo il provino di Coltrane.

5. Come è morto Coltrane?

Si spense il 17 luglio 1967 a causa di un tumore al fegato. Rifiutò a lungo le cure mediche e fu ricoverato solo in punto di morte.

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