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Amudi Safa e l’amore vero: quello per la Musica

Collettività e condivisione sono dei valori che ci colpiscono sempre nel profondo del cuore, a maggior ragione quando è la Musica a darne rappresentazione.

In sintesi. Il chitarrista Amudi Safa, dopo l’esordio solista con il disco strumentale Exposed Hearts, abbraccia un’idea di composizione più condivisa. Insieme a Giovanni Ghioldi (basso e voce) ed Elia Micheletto (batteria) dà vita a un trio da cui nasce il singolo Just in Case, mixato da Giacomo Pasquali. Un brano che celebra la musica suonata insieme come autentica forma di condivisione.

Dal solista al collettivo: la nuova via di Amudi Safa

Questo è uno dei motivi che ci fanno apprezzare il nuovo singolo del nostro amico Amudi Safa. Apprezzatissimo chitarrista, dopo l’esordio da solista con il disco strumentale Exposed Hearts si è recentemente avvicinato a un’idea di composizione musicale più tradizionale.
Ed è qui che si arriva al collettivo e al condividere, perché per dare spazio a questa sua nuova visione creativa Amudi si è incontrato con due amici musicisti di grande valore: Giovanni Ghioldi a basso e voce ed Elia Micheletto alla batteria.

Proprio suonando insieme in una situazione reale e condivisiva si è creata quell’impagabile alchimia necessaria alla composizione, di cui il brano “Just in case” è soltanto una delle conseguenze.
Una dichiarazione d’amore in piena regola: ma non verso una persona, piuttosto verso un’idea. Quella (ben rappresentata nel videoclip) della musica insieme come elemento di vera condivisione, di flusso creativo tutt’altro che monotono e annoiato, in contrapposizione con il mood casalingo imposto dalla pandemia, del quale ormai siamo tutti piuttosto stanchi.

Ad accompagnare Amudi nella realizzazione del brano troviamo i suddetti Ghioldi e Micheletto, con un’altra cara conoscenza nel ruolo di mixing engineer, vale a dire il nostro fratello Giacomo Pasquali.

Just in Case: la chimica del suonare insieme

Il passaggio dal lavoro solista alla dimensione di gruppo non è un semplice cambio di formazione: è un modo diverso di intendere il momento creativo. Quando tre musicisti si trovano nella stessa stanza, le idee non vengono semplicemente sommate, ma reagiscono l’una con l’altra. Una linea di basso suggerisce un fraseggio di chitarra, un accento di batteria cambia il respiro di un’intera frase melodica. È in questo scambio continuo, fatto di ascolto reciproco prima ancora che di tecnica, che prende forma Just in Case.

La presenza di Giovanni Ghioldi al basso e alla voce e di Elia Micheletto alla batteria non è dunque un dettaglio di contorno, ma il cuore del progetto. Il brano nasce dalla pratica condivisa del suonare insieme, quella che molti musicisti riscoprono proprio dopo periodi di isolamento, quando la musica fatta in solitudine mostra tutti i suoi limiti. Il risultato è un pezzo che non parla d’amore verso una persona, ma verso un’idea: la musica come flusso vivo, sempre diverso, mai monotono.

A completare il quadro c’è il lavoro in fase di mixing di Giacomo Pasquali, chiamato a dare equilibrio e respiro a un materiale già ricco di sfumature. È spesso in questa fase, lontana dai riflettori, che un brano trova la sua identità definitiva: il bilanciamento tra gli strumenti, lo spazio lasciato alla voce, la profondità complessiva del suono. Tutto contribuisce a restituire all’ascoltatore quella sensazione di insieme che era il punto di partenza.

Vi lasciamo quindi al videoclip di Just in Case, che racconta per immagini proprio questa idea di condivisione creativa.

© Foto di copertina di Fabio Supernova

Per chi ha fretta: 5 cose da sapere su Amudi Safa e Just in Case

1. Chi è Amudi Safa?

È un apprezzato chitarrista, autore del disco strumentale solista Exposed Hearts, che si è poi avvicinato a un’idea di composizione musicale più tradizionale e condivisa.

2. Cos’è Just in Case?

È il singolo nato dalla nuova visione creativa di Amudi Safa, suonato insieme al suo trio e accompagnato da un videoclip che ne racconta lo spirito.

3. Con chi ha realizzato il brano?

Con due musicisti di grande valore: Giovanni Ghioldi al basso e alla voce ed Elia Micheletto alla batteria.

4. Chi ha curato il mixing?

Il mixing engineer del brano è Giacomo Pasquali, che ha dato equilibrio e respiro al suono finale.

5. Qual è il senso del brano?

È una dichiarazione d’amore non verso una persona ma verso un’idea: la musica suonata insieme come elemento di vera condivisione e flusso creativo.

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