La storia del suono italiano riparte da Anaheim. Generalmusic, eccellenza tricolore che ha segnato decenni di evoluzione nel settore degli strumenti musicali e dell’audio professionale, ha annunciato il rilancio dei marchi GEM e LEM proprio nel palcoscenico più prestigioso del settore: il NAMM Show 2026.
Non si tratta di un semplice ritorno nostalgico, ma di una vera e propria rinascita imprenditoriale. Dopo il fallimento del 2011 e il tentativo finlandese del 2014 che non ha lasciato traccia concreta, i marchi che hanno accompagnato Keith Emerson, Rick Wakeman e Steve Lukather – ma anche Mina, Claudio Baglioni, Lucio Dalla ed Eros Ramazzotti – tornano in mani italiane con un progetto che punta dritto al mercato globale.
Due marchi, due anime, una sola visione
La nuova Generalmusic riparte dalla chiarezza strategica. GEM si dedicherà a keyboard e digital piano, mantenendo quella cifra stilistica che ne ha fatto un punto di riferimento per tastieristi in cerca di suono e feeling vintage.
LEM, invece, tornerà a occuparsi di audio professionale, installazione e broadcast, riportando in scena un marchio nato nel 1969 come Laboratorio Elettro Musicale.
Le nuove linee di prodotto sono previste già nel 2026, frutto di un’analisi del mercato internazionale e di una progettazione orientata alla scalabilità industriale. Niente improvvisazioni: si parla di design contemporaneo, tecnologie attuali e richiami ai dettagli vintage che hanno reso iconiche tastiere e sistemi audio del passato.
Un equilibrio tra memoria storica e necessità del presente, dove il “proprio suono” deve dialogare con le esigenze di musicisti, DJ e professionisti di oggi.
La memoria come capitale
Il peso specifico di Generalmusic nella storia del settore musicale non è folklore da comunicato stampa. Parliamo di un’azienda che ha sviluppato oltre 200 prodotti distribuiti in più di 80 Paesi, nata nel 1890 come fabbrica di fisarmoniche e cresciuta fino a diventare un colosso con 400 dipendenti, divisioni in Germania, Benelux e Stati Uniti.
Il marchio GEM nacque nel 1959 con il primo organo elettrico italiano, mentre LEM arrivò dieci anni dopo. Nel mezzo, acquisizioni strategiche come Schulze Pollmann (1972), collaborazioni con Ahlborn per organi liturgici (1980) e l’acquisizione di Elka da Castelfidardo nel 1989. Una storia fatta di innovazione continua, che oggi viene riletta non come archivio polveroso ma come piattaforma da cui ripartire.
Chi guida il ritorno
Alla guida del progetto ci sono due figure che conoscono il settore dall’interno. Fabio De Fazio, nel mondo musicale da tre generazioni, co-fondatore ed ex General Manager di StrumentiMusicali.net, e Marco Medica, CEO di Audio Effetti, distributrice di tecnologia per l’intrattenimento.
Due professionisti che puntano su un modello di business moderno, integrato e orientato alla relazione diretta con il cliente finale, tanto professionale quanto consumer.
“In un settore in costante crescita come quello dell’audio professionale e degli strumenti musicali, spinto dalla content creation, dal live, dal broadcast e dal ritorno all’analogico, siamo aperti a collaborazioni strategiche che possano contribuire con visione e passione all’obiettivo di riportare Generalmusic, e i marchi GEM e LEM, al ruolo di protagonisti nel panorama mondiale dell’audio e della musica” (Fabio De Fazio).
Il rilancio parte dal NAMM, ma l’orizzonte è chiaramente globale. Resta da vedere se il mercato internazionale – oggi saturo di marchi emergenti e consolidati – sarà disposto a fare spazio a un nome che evoca nostalgia ma che deve ancora dimostrare capacità progettuale e industriale all’altezza delle aspettative.










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