Quarant’anni dopo l’uscita di Ride the Lightning, Gary Holt punta il dito verso le icone del thrash metal: i testi di “Creeping Death” sarebbero suoi, non di James Hetfield. .
Tutto parte da una demo registrata dagli Exodus nel 1983, intitolata “Die By His Hand”. All’epoca la band comprendeva anche Kirk Hammett, che poco dopo avrebbe lasciato il gruppo per rispondere alla chiamata dei Metallica.
Hammett porta con sé il riff, che, come ha sempre riconosciuto anche Holt, era comunque una sua creazione, ma nelle “valigie” finisce anche qualcosa d’altro.
«Il riff è di Kirk, il testo è mio»
Nel corso di una recente intervista al podcast Heavy Stories, Holt ha ripercorso quella vicenda con la consueta franchezza, stemperata da una buona dose di ironia: «Il riff è di Kirk, il testo è mio», ride Holt. «Non mi hanno mai accreditato, e già questo ti dice tutto su come mi sento. Dovrebbero pagarmi per quella roba» (Gary Holt).
Il nodo centrale è una manciata di parole. Nella demo degli Exodus il verso recitava “dying by his hand”; nella versione Metallica, diventata il celebre coro scandito da migliaia di fan in tutto il mondo, Hetfield trasformò la frase in “die by my hand”. Un cambiamento minimo, ma sufficiente, secondo Holt, per reclamare almeno un riconoscimento morale — e, scherzosamente, anche economico.
Il conto da mandare a James
«Mi spetta qualcosa, James. Ti mando le mie coordinate bancarie! Sarà un bell’assegno», aggiunge Holt ridendo, prima di smorzare i toni e precisare: «Ma quei riff erano di Kirk e lui era più che benvenuto a portarseli dietro. Erano suoi. Io non avevo nessun diritto su niente di tutto ciò» (Gary Holt).
Una dichiarazione che vale la pena leggere bene: Holt non sta aprendo una causa legale né si candida a riscrivere i libri di storia. Sa benissimo che i crediti ufficiali di “Creeping Death” riportano Hetfield, Ulrich, Burton e Hammett, e che sul piano formale la sua posizione è quella di un semplice osservatore.
Una questione irrisolta da decenni
Non è la prima volta che Holt solleva l’argomento. Nel 2020, in un’intervista con Metal Hammer, aveva ammesso di essersi arrabbiato con Hammett per la vicenda, confrontandosi direttamente con lui. Hammett avrebbe risposto di credere di aver chiesto il permesso, versione che Holt non ha mai condiviso.
I Metallica non hanno mai commentato pubblicamente la questione, e tutto lascia pensare che non lo faranno nemmeno stavolta. Nel frattempo, le folle continuano a scandire “die by my hand” negli stadi di mezzo mondo, qualcosa che, come minimo, deve costare a Holt almeno un sorriso amaro.










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