Madreperla - Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti

Madreperla - Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti
Si sono presi il giusto tempo i Madreperla per realizzare il loro secondo disco in studio, seguito ideale dell’ottimo "La Noia È Una Vostra Invenzione" dato alle stampe agli sgoccioli del 2010; hanno deciso di fare le cose con calma, di capire bene quali fossero i brani più idonei e completi da inserire nella nuova raccolta e, non in ultimo, di individuare il sound preciso e coerente da conferire all’intero lavoro. Ho Quasi 30 Anni E Sono Pieno Di Debiti, per quanto molto tirato sotto l’aspetto musicale e spiccio nella sua durata, è senza ombra di dubbio assai più maturo e devastante del suo predecessore.

Così, tra l’altro, l’ha definito il progetto capitanato dal cantante e chitarrista Fabio Prevedello Gorgoni: «Un album che contiene tutto quello che per noi è la sintesi della nostra generazione, figlia dell'inganno dei meravigliosi anni Ottanta ma che quotidianamente combatte la guerra degli anni Duemila». Rispetto a La Noia È Una Vostra Invenzione, disco registrato e missato da Francesco Leporatti e artisticamente prodotto da Pino Marino, questo nuovo Lp ha tutta l’aria di essere stato pensato, ponderato, a lungo.
 


Si avverte quanto, nel prepararlo, i quattro musicisti romani si siano guardati bene dal renderlo prevedibile e poco accattivante. E del resto Ho Quasi 30 Anni E Sono Pieno Di Debiti risulta essere un album molto compatto e potente, nonché suonato benissimo. Al suo interno si nota non solo tanta efficacia a livello musicale, ma anche una rilevante ricerca per quel che concerne l’aspetto testuale. Come si evince dal titolo del cd, c’è tanta amarezza, rabbia, sgomento e disillusione nelle liriche delle canzoni, questo è chiaro.

Tuttavia, stavolta i Madreperla sono stati davvero astuti nell’esternare determinate sensazioni e perplessità con chiarezza senza comunque apparire scontati e monotoni, tantomeno pesanti e ridondanti. Sette sono i pezzi che hanno trovato posto nel disco. Forse un po’ pochini verrebbe da pensare, anche se bisogna riconoscere che un album dalla breve durata come questo ha sicuramente il pregio di farsi riascoltare a ripetizione.
 


Se ne La Noia È Una Vostra Invenzione c’era spazio per alcuni episodi morbidi e rallentati (e in parte acustici), questa volta la band ha deciso di realizzare un disco non solo perennemente roboante ed elettrico, ma anche esclusivamente caratterizzato da brani dirompenti, fatti di riff allettanti e di ritmi alquanto concitati, dando ai soli di chitarra il giusto spazio. L’album si apre con un pezzo notevole, prodotto molto bene e capace di coinvolgere fin dalle prime battute grazie ad intrecci chitarristici à la Black Keys che non lasciano di certo perplessi: Lavorare Fa Male.

Altrettanto valido e straripante è sicuramente Bava, secondo brano in scaletta: qui il sound è robusto e la struttura appare molto interessante in quanto non del tutto stereotipata. Bava non manca di denotare evidenti rimandi allo stile dissacrante e sfrontato de Il Teatro Degli Orrori degli esordi. Questo perché, in determinati passaggi, la canzone ricorda abbastanza E Lei Venne!.
 


Dopo Bava è la volta di 30 Anni, forse il componimento cardine del disco. Anche qui è evidente la lungimiranza da parte della band di adattare un testo poco convenzionale ad una musica davvero molto ruvida e destabilizzante. Guai a sottovalutare poi Il Grande Inganno, altra canzone di spessore in quanto compatta, solida, ma soprattutto in grado di arrivare subito all’ascoltatore. Il trittico finale di Ho Quasi 30 Anni E Sono Pieno Di Debiti è contraddistinto dalle seguenti tracce: Mai Più, Belgrado 1999 e Rodolfo (Storia Di Un’Auto In Fiamme).

Se di Mai Più sono soprattutto le soluzioni chitarristiche e l’impeccabile lavoro effettuato dalla sezione ritmica a risultare trascinanti, di Belgrado 1999 e di Rodolfo (Storia Di Un’Auto In Fiamme) è invece lecito sottolineare la grande padronanza del linguaggio che ha permesso ai Madreperla di scegliere parole quanto mai precise e calzanti da incastonare in strofe assolutamente emblematiche. Si chiude così un disco potentissimo e maturo. Un disco che magari non otterrà la giusta considerazione a livello mediatico dal momento in cui ci troviamo in Italia (Paese dove l’industria fa di tutto per spezzare le ali a progetti musicali validi e poco inclini al mainstream), ma che sarà ugualmente capace di far stropicciare gli occhi a tutti coloro che sceglieranno di dargli un ascolto attento. A quel punto sarà curioso per chiunque sentire come suoneranno dal vivo le sette canzoni presenti nel cd. Alessandro BasileGenere: Alt Rock Line-up: Fabio Prevedello Gorgoni – voce, chitarre elettriche
Teodoro Pizzolante – chitarre elettriche
Giuseppe Nobile – basso
Andrea Del Vecchio – batteria Progetti simili consigliati: Kevlar Project, Iceberg, Malego, Stereoclimax Tracklist: 1. Lavorare Fa Male
2. Bava
3. 30 Anni
4. Il Grande Inganno
5. Mai Più
6. Belgrado 1999
7. Rodolfo (Storia Di Un’Auto In Fiamme)

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