Ghost notes ed accenti in ottavi

Ghost notes ed accenti in ottavi
Ciao a tutti gli amici bassisti di MusicOff, in questo articolo affronterò un altro argomento molto importante per il nostro strumento: le ghost notes, a volte anche dette dead notes (note morte), cioé quelle note ottenute pizzicando una corda “stoppata”, ottenendone così un suono percussivo. Sul pentagramma queste note sono indicate con una "x", che sarà posizionata in sostituzione della nota musicale sulla quale la ghost note verrà suonata, ad esempio:La posizione della ghost note è ovviamente una scelta del trascrittore, essendo il suono percussivo non influenzato dall'altezza della nota su cui è suonato, potremo a nostra discrezione e comodità eseguire le ghost notes anche in altri punti della tastiera rispetto a quelli trascritti. Vediamo prima di tutto come ottenere un buon suono di ghost note, anche in questo caso l'impostazione di entrambe le mani è fondamentale.La mano sinistra si occuperà di “stoppare” la corda, per farlo è importante utilizzare tutte le quattro dita in modo da fermare la corda in più punti. Se utilizzassimo un solo dito otterremmo, oltre al suono percussivo, dei suoni armonici che non sono adatti al nostro scopo.La mano destra ovviamente si occuperà di pizzicare la corda, anche in questo caso però bisogna fare attenzione a come si pizzica, bisogna cercare di pizzicare la corda con i polpastrelli e non con la punta delle dita, bisogna evitare posizioni delle dita ad “uncino” o troppo perpendicolari al piano delle corde, altrimenti si rischia di ottenere un suono di ghost piccolo, secco e poco corposo.
Questa è una regola che vale per il pizzicato in genere e non solo per le ghost notes.Veniamo ora agli esercizi, utilizzeremo delle ritmiche in ottavi in cui alterneremo l'uso delle ghost notes all'uso di note reali, in questo modo otterremo un tappeto ritmico di suoni percussivi nel quale inseriremo le note reali che saranno i nostri accenti ritmici.
Iniziamo con una serie di combinazioni a nota fissa utilizzando la nota Do al terzo tasto della corda La, suoneremo la nota reale con il dito 1 della mano sinistra e utilizzeremo tutte le 4 dita poggiate sulla corda per “stopparla”:Come potete notare le combinazioni sono molte; il modo migliore per eseguire gli esercizi è ovviamente con l'uso del metronomo, partendo da 60 bpm e salendo gradualmente man mano che l'esercizio viene fluido e pulito.
È molto importante ottenere fluidità e pulizia quando si eseguono gli esercizi lentamente, molto spesso si tende erroneamente a ricercare subito la velocità, credo invece fermamente che la fase più importante dello studio di questo tipo di esercizi (ma non solo), sia quella in cui suoniamo molto lentamente, riuscendo così a curare il suono, la pulizia e la precisione ritmica.
È davvero molto frequente tendere ad accelerare sui tempi lenti, è questo l’aspetto che va curato e corretto nelle fasi iniziali di studio. La velocità è una meta successiva.Un altro aspetto che spesso viene trascurato è quello fisico, è molto importante a mio avviso avere un rapporto fisico con il tempo per ottenere un buon timing e quindi un buon groove. Cercate sempre di battere il piede insieme al metronomo, descrivete con il piede un movimento regolare tra battere e levare in cui il battere corrisponde al colpo del piede a terra e il levare al momento in cui il piede è in alto.
E' importante anche eseguire gli esercizi senza metronomo, solo con l'ausilio del nostro piede, cercando di mantenere un tempo regolare privo di accelerazioni o rallentamenti.
Il timing è qualcosa in cui dobbiamo sapere essere autonomi, bisogna averlo anche senza una “guida” esterna!Per concludere, proviamo ora a prendere spunto da alcune figurazione ritmiche dell'esercizio precedente per comporre dei veri e propri riff:Ho utilizzato note appartenenti alla pentatonica minore di Do, provate a dare sfogo alla vostra creatività scegliendo note diverse e combinazioni ritmiche diverse, con l'ausilio magari del vostro batterista di fiducia!Buono studio e buon divertimento!Alessandro Cefalì

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Autore


Alessandro Cefalì

Classe ’78, intraprende lo studio del basso elettrico nel 1992. Frequenta per 3 anni l'Università della Musica di Roma per poi proseguire studi Jazz privatamente. Svolge un'intensa attività live con numerose band Blues, Rock e Pop. Ha collaborato con autori come Valerio Billeri e i Coincido e con diverse band romane. Dal 2009 fa parte dei Karmamoi. Porta avanti privatamente la didattica con allievi principianti e avanzati.