Dead Can Dance - Anastasis

Dead Can Dance - Anastasis
È una vera ingiustizia che il nuovo album dei Dead Can Dance non possa concorrere all'Oscar come migliore colonna sonora di quest'anno solo perché non accompagna una pellicola. Infatti bisogna sfatare il mito che i film siano solamente quelli che si guardano al cinema; noi creiamo tutti i giorni, in ogni momento, delle trame nella nostra testa. Certo, la maggior parte di queste non sono poi così geniali, ma proprio per questo bisogna premiare “Anastasis”: un album che ispira la nostra mente a proiettare qualcosa di tanto maestoso da far impallidire anche i migliori effetti speciali.Un minuto o 16 anni non sembrano fare alcuna differenza per Lisa Gerrard e Brendan Perry, la cui creatività è ancora rigogliosa come nel 1996. “Anastasis” è ricco di tutti gli elementi che hanno fatto dei Dead Can Dance una delle band più influenti della storia, a partire dall'atmosfera.
Sembra di essere in cammino verso Petra, in Giordania, o qualcosa di altrettanto maestoso, in un tempo lontano, con la sabbia bollente sotto i piedi nudi e il sole incandescente che batte sulla kefiah. Il caldo diabolico insinua nella nostra mente miraggi e un'eterea voce femminile, all'orizzonte finalmente appare la nostra seducente meta ... sempre che la vista non ci inganni.

L'album è costruito utilizzando una grande varietà di strumenti, tutti arrangiati con grande cura e un eccezionale gusto per la maestosità. L'atmosfera è esotica, orientaleggiante, ma accessibile, con frequenti punte di surrealismo.
Lisa Gerrard e Brendan Perry hanno voci dal colore opposto, ma che accostate formano un quadro imponentemente regale. La leggerezza di “Children of the Sun” è bilanciata dalla profondità della voce di Brendan, protagonista anche di episodi più gravi, come le solenni e suggestive “Opium” e “Amnesia”. L'eterea voce di Lisa invece è spesso adagiata su un cuscino di arabeschi, come nelle sinuose “Anabasis”, “Agape” e “Kiko”, che si schiude in un assolo poetico.
Anastasis” è incantevolmente coeso ed omogeneo, ed ogni sua nota trabocca di un certo fascino. Per questo elogiare un brano in particolare è un po' fare un immeritato torto agli altri, ma non si può negare che uno dei momenti più piacevoli dell'album è "Return of the She-King", in cui finalmente, dopo essersi tanto rincorse, le due voci duettano. 
I Dead Can Dance risorgono dalle loro ceneri per nulla opacizzati dal passare del tempo: “Anastasis” -che in greco significa proprio resurrezione- potrebbe benissimo posizionarsi tra la loro produzione degli anni ottanta senza sfigurare. Certamente non si tratta del loro album di maggior spessore, ma non sottovalutatelo per questo: la verità è che ogni singolo episodio della discografia del duo anglo-australiano è una fonte inestimabile di sensazioni uniche. Se davanti a una catastrofe imminente per tutta l'umanità mi venisse data la possibilità di selezionare degli album da salvare per lasciare una testimonianza della nostra specie, sicuramente i Dead Can Dance sarebbero tra le prime scelte: la loro capacità di poter fare da colonna sonora a scene di ogni parte del mondo e di qualsiasi periodo della nostra storia è praticamente unica. In particolare sono sicuro che se Alessandro Magno avesse avuto un lettore mp3 tra gli album più ascoltati durante la conquista della Persia ci sarebbe sicuramente “Anastasis”.

Francesco "Forsaken_In_A_Dream" Cicero
Dead Can Dance - Anastasis

Genere:  World FusionLine-up:
Lisa Gerrard
Brendan Perry

Tracklist:
1. “Children Of The Sun
2. “Anabasis
3. “Agape
4. “Amnesia
5. “Kiko
6. “Opium
7. “Return Of The She-King
8. “All In Good Time

Artisti simili consigliati: Brendan Perry, Lisa Gerrard,  Lisa Gerrard & Patrick Cassidy, Lisa Gerrard & Pieter Bourke, Arcana, Elend, Ashram, Sigur Rós

L’album è ascoltabile per intero al seguente link.

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