Non c'è da perdere l'attenzione dinanzi a queste esperienze musicali eterogenee, sempre ricche di nuove idee e spunti estemporanei che sbalordiscono e catturano all'ascolto, sia nella buona che nella cattiva sorte uditiva. Una musica più dionisiaca che apollinea, secondo quel folle nietzscheano de La nascita del ...
Il 9 dicembre del 1918 il Kaiser abdicò al trono e i leader socialdemocratici proclamarono la repubblica, quella di Weimar, fatta di caos, stabilità e stanziamento verso il nazismo. Un periodo di equilibrio si ebbe dal 1924 al 1929, grazie a Gustav Stresemann, cancelliere e ministro degli esteri, ma con la sua morte ...
Non alzatevi dalle vostre "scomode" poltrone perché il peggio deve ancora venire, Berg rigetta in Wozzeck la parte più nera di sè, il proprio animo represso, fustigato e umiliato, nutrito in anni passati in guerra sottomesso, come il suo protagonista, a gente che odiava, messo in catene, prigioniero e costretto alla ...
Il nostro lettore si ricorderà dell'orribile colpo subito dallo Schönberg Kreis con la nascita della Universal Edition su cui ci eravamo lasciati nell'ultimo incontro, l'attesa è terminata, eccoci ad accogliere quell'era demiurgica in cui ogni artista si sente un Prometeo, di là del bello e del brutto e di per ...
C'eravamo lasciati con la necessità dei fondatori della Seconda Scuola Viennese di ribellarsi contro l’idolatria borghese verso l'arte, questi compositori non erano certo sprovvisti di vena seria(le) e di critica musicale “impegnata”, nel senso di dedizione nel ribellarsi alle forme artistiche e sociali pre ...
Una radicale inquietudine ipodermica metastatizzatasi nell’inconscio espressionista plana come cigno privato d’ali, ordine e sostanza della sua vita, in questo “arcipelago barocco” europeo: The City of Strangers. Vox populi, vox Dei... Nel tempo o aldilà del tempo non è dato saperlo. Ecco i dubbi d’un perpl ...
Reincarnazione di Beethoven o compositore kitsch, Jean Sibelius rimane ancora un'indefinita e solitaria apparizione dalla foresta. Oscillante tra lo sdegno amletico di sé e l'ebbro entusiasmo, raggiunse la sua fortuna critica tra gli anni venti e trenta del Novecento, senza vedere mai in opera il suo capolavoro: l'Ott ...
L'eclettico Stravinskij non ha e non dà tregua alcuna, immergendosi sfrontatamente in seno all'impressione di Vuoto pessimistico, preannunciato dagli Impressionisti (e da Debussy) e concretizzato dagli Espressionisti, del suo tempo "barbarico". Barbarico poiché legato alla Necessità e non al Gioco, vera utopica meta ...
Per riprendere le fila del nostro discorso, sospeso sulle sperimentali note di Satie occorre adesso fare un work in regress su quell'atteggiamento ironico provocatorio del francese e della sua "losca" banda, train de vie proprio anche di un intero clima culturale diffuso in area parigina, capitale del XIX secolo, come ...