HomeStrumentiChitarra - Test & DemoUdo Amps Da Capo, ampli/monitor di alto livello per chitarra acustica
udo amps

Udo Amps Da Capo, ampli/monitor di alto livello per chitarra acustica

L’amplificatore prescelto da artisti come Tommy Emmanuel è la soluzione professionale per lo strumentista acustico che cerca massima qualità e minimo ingombro.

Con 75 watt di potenza, un versatile speaker da 8” dal doppio cono in un cabinet bass reflex, 2 versatili canali totalmente separati in input e output, effetti interni di qualità ed FX loop addizionale, questo combo dalle dimensioni e peso molto contenuti ha tutti i numeri per soddisfare ogni esigenza.

D’altronde, la presenza sul palco di un amplificatore dedicato è diventata negli ultimi decenni un fattore essenziale per la maggior parte dei chitarristi acustici che formano oggi una comunità larghissima a livello mondiale.
Le cose erano molto diverse qualche decennio fa.

Udo Amps Da Capo

Un personal monitor sul palco

Il mio primo combo per strumenti acustici risale agli anni 80 ed è tuttora qui, glorioso Gallien-Krueger 200MV, uno dei primissimi esemplari di amplificatore/monitor nel formato che oggi chiamerebbero “lunchbox”. Mi ha salvato la pelle in ogni tipo di situazione, dall’house-concert al palco di una rock band.

Ho continuato ad usarlo per anni grazie al minimo ingombro e alla possibilità – più che preziosa per un polistrumentista – di utilizzarlo appunto come monitor di palco per due, se non anche tre, strumenti diversi in contemporanea, pur mantenendo separate le uscite.

Il poverino è oggi praticamente un oggetto di antiquariato, superato e con vari limiti, in attesa della seconda riconatura.
Fra tanti notevoli ampli che lo hanno seguito nel tempo, però, ancora non ne avevo trovato uno che offrisse sufficiente leggerezza, alta qualità e la suddetta separazione dei canali anche in output. Almeno fino ad oggi…

Da Capo

Il nome suonerà bizzarro agli italiani, ma fotografa perfettamente il percorso di Udo Roesner, progettista tedesco all’origine dei noti amplificatori AER, dal quale marchio di recente ha deciso di separarsi.
Il nome del primo prodotto della sua nuova azienda è dunque coerente con un percorso ripreso, appunto… dal principio.

Il primo nato del catalogo Udo Amps vanta come padrino lo stesso Tommy Emmanuel che, pur senza rinnegare il suo AER Signature, elenca ufficialmente nel suo rig anche il nuovo Da Capo, delle cui qualità parla con entusiasmo nel video incluso in questo articolo.

Udo Amps nasce dall’unione di Roesner e Thomas Mattiussi, assieme titolari di MARco Labs, con il rinnovato intento di mirare alto e senza compromessi. In questo caso, il risultato è un oggetto capace di convincere immediatamente per la trasparenza del suono e la possibilità di controllare quasi ogni aspetto con precisione ed efficienza.

La parola d’ordine è senza dubbio “analogico”. Di digitale troviamo solo gli effetti interni, e sono di notevole qualità. Niente di rivoluzionario o di nuovissimo, anche per precisa scelta, ma “solo” un amplificatore molto ben fatto in ogni dettaglio, in cui è veramente difficile trovare un vero difetto.

Udo Amps Da Capo

Sotto il riflettore

Il look è quello ormai familiare al mondo della chitarra acustica, un cubotto (in realtà, più un parallelepipedo) dalla faccia anteriore larga come un album in vinile, con un peso di 7,5 Kg che lo rende trasportabile e robusto allo stesso tempo, grazie allo spesso chassis (12mm) protetto dalla verniciatura antigraffio.

Il classico maniglione superiore incassato permette di maneggiarlo agevolmente e la custodia morbida con tracolla apribile su due lati è molto pratica.
Dietro la grata metallica occhieggiano il doppio cono coassiale e il foro del bass reflex.
Il pannello dei comandi è anche qui sul top con i due input per gli strumenti, mentre sul back panel alloggia tutto il resto delle connessioni, interruttore on/off e fusibile di protezione compresi.

Udo Amps Da Capo

Due canali e oltre

La sequenza dei comandi sul pannello permette di regolare individualmente i due canali, ognuno dotato di input combo jack1/4”/XLR con selezione line/mic per il segnale in entrata.
Sono doppi i controlli di Gain ed EQ attiva a 3 bande, ma il canale 1 offre anche il pulsantino tone per scavare le medie frequenze e dare enfasi alle alte (-3dB a 700Hz, +7dB a 8KHz), mentre il canale 2 è dotato di filtro high pass per un taglio sui bassi nel range tra 50 e 350 Hz.

Udo Amps Da Capo

Questi controlli addizionali diventano importanti al momento di scegliere il canale più adatto alle caratteristiche di uno specifico strumento o di un microfono.
All’estrema destra, prima del Master volume, troviamo la sezione di effetti interni, con tre manopole per selezione, regolazione e abbinamento.

Udo Amps Da Capo

Effetti di qualità

La prima manopola, pan, serve ad assegnare l’effetto prescelto a uno solo o a tutti e due i canali. La seconda, preset, permette la scelta tra i 6 effetti (vedi sotto) e la terza, level, ne regola la quantità.

Questa la lista:

  1. reverb (long) = hall di media ampiezza
  2. reverb (short) = room di piccole dimensioni
  3. chorus = doubling/chorusing non troppo invasivo
  4. custom delay/reverb = riverbero con delay di medio ritardo
  5. my delay = il preset personale di Udo Roesner, più lungo
  6. tap n’ delay = eco con ritardo regolabile da pedale 

L’entrata Switch sul pannello posteriore consente di collegare un doppio footswitch (non fornito) di tipo latching on/off con jack stereo per accendere/spegnere l’effetto interno e interagire in tap tempo con il preset 6.
Collegando uno switch singolo mono è possibile regolare solo l’attivazione dell’effetto.

Udo Amps Da Capo

Un FX loop addizionale (in parallelo) lascia spazio anche al collegamento in send/return di un effetto esterno, che non subisce l’azione della manopola level ma solo del pan. È possibile comunque modificare internamente il circuito assegnando al secondo switch esterno l’on/off dell’effetto collegato.

L’input phones è dedicato all’ascolto in cuffia e la sua attivazione comporta il muting dell’altoparlante, controllando il volume di ascolto con il master.
L’entrata aux con mini-jack stereo è invece riservata, come di consueto, a riproduttori audio esterni.

Udo Amps Da Capo

Output comuni e separati

Particolare attenzione è stata dedicata agli output. Le 2 uscite sbilanciate su jack da ¼” raccolgono ognuna il mix dei due canali post fx, EQ e master, ma non sono identiche: la 2 offre un segnale dal livello standard, ad esempio per collegarsi a un p.a., mentre la 1 è attenuata per evitare distorsioni in caso di connessione diretta a una scheda audio.

I 2 output XLR bilanciati, invece, DI ch1 e DI ch2, sono progettati per la separazione totale dei due canali in modo da gestirli in modo autonomo, ad esempio con due strumenti diversi o nel caso di chitarra e voce. La regolazione originaria prevede su queste uscite la sola influenza del master volume, ma anche qui è possibile modificare internamente passando da pre a post EQ.

Oltre a quelle succitate, altre modifiche possono essere apportate (da persona qualificata…) accedendo al circuito interno. In particolare, è possibile eliminare l’alimentazione phantom (attiva di default per i 2 canali) e attenuare il segnale in entrata ai vari input.
Sul sito web del costruttore è possibile scaricare l’ottimo manuale d’uso per conoscere l’ampli nel dettaglio.

Live test

Il suono dell’ampli è il risultato di una ricerca lunga decenni a contatto con i più grandi strumentisti e si sente.
Con vari tipi di chitarre basta regolare impedenza e gain all’input, ritoccare eventualmente un minimo l’EQ, e il piacere di suonare che segue è una garanzia.

La qualità degli effetti on board è di per sé un plus notevole. La naturalezza del riverbero fa dimenticare di avere di fronte un’elaborazione digitale e la scelta di delay è giusta.
Il filtro hi-pass, poi, è un’arma essenziale soprattutto sul palco a volume più alto e con lo strumento vicino all’amplificatore: il taglio graduale permette di attenuare velocemente il pericoloso rientro sulle basse frequenze.

Come da promessa del costruttore, poi, la caratteristica più evidente è quella di una grande fedeltà al suono originale che, riprodotto dal Da Capo, non perde in calore né in definizione, senza accentuare più di tanto l’attacco sulle corde che è inevitabilmente in primo piano nei trasduttori per chitarra acustica.

Udo Amps Da Capo

Versatilità

Con una personale esperienza che va un poco oltre il contesto chitarristico, posso testimoniare di aver ottenuto risultati di alto livello collegando all’ampli – oltre all’acustica – anche un violino, un bouzouki e un mandolino, in varie configurazioni. 

Anche la voce viene riprodotta con grande accuratezza. Con un semplice microfono dinamico o un condensatore di medio livello la fedeltà è già molto alta e l’uso del filtro hi-pass è utile anche per ridurre il pop da effetto prossimità.
Considerate le dimensioni, lo speaker riproduce i dettagli e le sfumature in maniera sorprendente.

I punti chiave

Non è facile presentarsi al pubblico con un nuovo prodotto quando alle spalle ne hai uno considerato da decenni quasi uno standard. Per Udo Roesner la scommessa è evidente e un elenco di ciò che differenzia il Da Capo dalla diretta concorrenza può essere utile per orientarsi:

  • la potenza: una quindicina di watt in più consente maggiore elasticità e un suono pulito a maggiore volume. 
  • gli output: la possibilità di separare completamente i due canali dalle uscite D.I. in certi casi può fare la differenza. 
  • il cabinet: ottimizzato il rapporto tra speaker (modificato per l’occasione)  e bass reflex con maggiore spazio interno per lasciar “respirare” il cono
  • FX: qualità e scelta ne fanno un ulteriore punto di forza 

In generale, è la grande qualità del suono che arriva immediatamente all’orecchio. Il progettista ha lavorato molto per migliorare la sezione di ingresso, modificando filtri e struttura del guadagno, a tutto vantaggio della fedeltà e della dinamica.

Udo Amps Da Capo

Difetti?

Le dimensioni sono quelle di un lunchbox maggiorato e il peso, sempre accettabile, non è quello di un cestino per la merenda, ma tutto rimane nei limiti del ragionevole. 
Manca forse un vero e proprio notch filter anti-feedback ma il filtro hi-pass sul canale 2 è di per sé sufficiente ad evitare problemi nella maggior parte dei casi.
Sarebbe piaciuta anche la possibilità di montare l’ampli direttamente su un’asta.

In un momento così poco favorevole per il mercato il Da Capo è il primo prodotto del neonato catalogo Udo Amps ed è per ora unico protagonista in una produzione limitata ma prossima ad allargarsi. Nell’obiettivo ci sono già nuovi amplificatori dedicati agli strumenti nylon string e alla chitarra jazz.

Maggiori informazioni dal distributore italiano Backline Srl.