Proviamo la workstation digitale Yamaha PSR-SX900

Proviamo la workstation digitale Yamaha PSR-SX900

Mettiamo le mani per un test approfondito sulla workstation digitale Yamaha PSR-SX900.

PSR è ormai una sigla che gli appassionati di tastiere elettroniche hanno imparato a riconoscere al primo sguardo, collegandola al colosso giapponese Yamaha e associandola ad una classe di strumenti dedicati alla performance musicale a tutto tondo.
Da sempre, i vari modelli appartenenti alla famiglia PSR sono stati concepiti per offrire al musicista un completo arsenale di funzionalità utili a realizzare una performance di alto livello, in qualsiasi contesto.

In quest'ottica, la nuova PSR-SX900 rappresenta la più recente evoluzione di tutte le caratteristiche salienti della serie a cui appartiene, e spinge più in là lo standard qualitativo per questo tipo di strumenti.
L'abbiamo provata per voi, scopriamo insieme quali sono i suoi punti di forza.

La nuova PSR-SX900 si presenta con un look familiare, il primo impatto visivo non genera alcuna perplessità, le dimensioni dello chassis nero sono piacevolmente contenute (così come il peso, di soli 11,5 kg), e tutti i comandi trovano collocazione sul pannello superiore secondo uno schema ampiamente collaudato da anni ormai.
I comandi sono tutti facilmente raggiungibili e chiari nel funzionamento, e già dal primo approccio con lo strumento non abbiamo trovato difficoltà ad eseguire le operazioni che ci eravamo prefissati. 

Anche il pannello posteriore è facile da utilizzare: 4 uscite audio, due ingressi, due connessioni per pedali, MIDI In/Out, due prese USB-to-Host e una USB-to-Device consentono allo strumento di interfacciarsi con il mondo esterno.

Ritornando sul pannello principale, troviamo al centro l'ottimo display touchscreen TFT da 7 pollici derivato da quello che equipaggia l'ammiraglia Genos; ai suoi lati si sviluppano le due aree laterali dedicate alla gestione degli stili di accompagnamento (a sinistra) e alla selezione dei timbri (a destra). 

Nella fascia subito sotto, tra il display e la tastiera, trova posto una fila di comandi (divisi in sezioni) dedicati alla performance, che permette così di controllare in tempo reale l'andamento dello style selezionato, i vari fills, le Registration Memory, i One Touch Settings e così via. 

A completare la dotazione di comandi troviamo un joystick per pitch/modulation sulla sinistra, due knobs assegnabili a sinistra del display, e ovviamente la meccanica FSB a 61 tasti, che adesso offre una maggiore resistenza iniziale e una corsa più lunga dei tasti rispetto al passato, permettendo così un migliore controllo della dinamica e un maggiore comfort anche nella zona posteriore dei tasti.

Lo chassis racchiude anche un raffinato sistema di amplificazione, composto da due diffusori per una potenza totale pari a 30w; i diffusori sono realizzati in polipropilene, e tutto il sistema è ottimizzato per offrire una resa nitida e bilanciata su tutte le frequenze. Durante i nostri test la diffusione sonora si è rivelata potente ed avvolgente, senza mai dare l'impressione di essere "a corto di fiato".

Iniziando ad ascoltare i timbri presenti a bordo, si ha subito la conferma dell'evoluzione qualitativa subita dalla famiglia PSR: le voci suonano potenti, limpide e bilanciate, sono presenti in grande quantità (quasi 1400 considerando anche i drumkit, alcuni dei quali derivati da Genos) e possono soddisfare molteplici esigenze interpretative.
I pianoforti acustici ed elettrici, da sempre punto di forza della casa giapponese, rispondono molto bene alla dinamica nonostante la meccanica non pesata, e la loro varietà è tale che si possono facilmente coprire svariati stili di suono semplicemente attingendo alle diverse varianti disponibili sul display. 

Lo stesso discorso vale per le altre categorie: archi, fiati, chitarre, bassi, sintetizzatori, c'è una vasta scelta per ognuno di essi. Le voci sono organizzabili su quattro parti (Right 1-2-3 e Left), attivabili tramite appositi pulsanti sul lato destro del pannello; esse possono inoltre essere arricchite da una nutrita sezione effetti, derivati dagli algoritmi VCM presenti sugli strumenti top di gamma per la produzione musicale Yamaha.
Fanno parte della sezione effetti anche il Vocoder e il Vocal Harmony, applicabili a un microfono esterno connesso sulla parte posteriore.

Anche la sezione dedicata agli Styles non è da meno: sono presenti 525 stili di accompagnamento, che coprono un vasto ventaglio di possibilità, dai ritmi più tradizionali dedicati all'ambito folkloristico ai groove più moderni e accattivanti per i contesti più giovanili.
Una delle funzioni più interessanti è però lo Style Assembly, che permette di combinare parti strumentali provenienti da stili diversi per creare il proprio stile di accompagnamento personalizzato, dando un grande spunto alla creatività dell'utente. 

A completare la performance possono anche essere chiamati in causa gli ormai famosi Multi Pad, utili per "lanciare" brevi spezzoni MIDI o Audio (ad esempio effetti percussivi, elettronici o altro) che arricchiscono e personalizzano ulteriormente la performance.

Nella nuova SX900 sono inoltre state molto sviluppate funzionalità accessorie, come le funzioni di assegnazione di diversi parametri a diversi controlli (pedali, pulsanti assegnabili, knobs Live Control, menu di scelta rapida ecc.) molto utili durante la performance per evitare di dover entrare nei numerosi menu. 

Le Registration Memory, utili per richiamare impostazioni dell'intero pannello con un singolo tasto, possono ora essere organizzate in playlist: in questo modo è molto più semplice gestire il cambio di impostazioni in base al repertorio che si intende eseguire, indipendentemente dalla sua grandezza. 

Infine, la funzione Chord Looper permette di impostare una sequenza di accordi che poi vengono riprodotti automaticamente, lasciandoci liberi di dedicarci ad altre operazioni senza dover tener premuto nemmeno un pulsante.

Interessante anche la possibilità di espandere lo strumento (Voices e Styles) attraverso i packs messi a disposizione da Yamaha. L'operazione è possibile tramite il software Yamaha Expansion Manager, tramite il quale è anche possibile gestire suoni e stili già presenti, creare una selezione dei nostri preferiti da inserire in un Personal Pack, insomma è un utile strumento per l'ottimizzazione delle risorse in base alle esigenze personali.

Sempre al passo con i tempi, sempre a disposizione del musicista, le Yamaha PSR si rivelano sempre dei veri strumenti tuttofare all'interno del loro mercato, e la nuova SX900 non fa differenza, elevando gli standard qualitativi e offrendo al musicista una user experience sempre di alto godimento, in ogni contesto musicale.


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