Treble B e quella voglia di uscire dal mix come spade affilate

Treble B e quella voglia di uscire dal mix come spade affilate

Il treble booster, invenzione degli anni '60 che offrì alle nuove leve della chitarra un modo unico per potenziare il proprio sound, sovraccaricando l'amplificatore e affilando quel range di frequenze che fa letteralmente bucare il mix della band. Inutile ricordare i nomi di chi ci ha costruito sopra il proprio guitar tone, Tony Iommi, Ritchie Blackmore, Rory Gallagher, ma soprattutto il mitico Brian May che ne ha fatto praticamente un elemento indispensabile per dare una precisa shape sonora ai sui Vox ac30.

Duesenberg non si è quindi dimenticata di inserire nella sua nuova linea di pedali un elemento così importante e ancora oggi ricercato dai chitarristi. 
Nasce quindi il Treble B, che ascoltiamo in questo video test dalle potenti mani rock/blues del nostro Vincenzo Grieco.

"Sparkle". Che tradotto significa "scintillare" ed è il termine che gli anglosassoni usano per riferirsi a una timbrica che esplode di armoniche. Non fastidiosa, bensì ariosa. Ed è quello che fa un treble booster, senza però dimenticarsi che il suono deve rimanere corposo sul resto dello spettro sonoro.

Il Treble B si rifà, com'è giusto, a ciò che facevano i vecchi treble booster, ma ne aumenta la versatilità aggiungendo il controllo "Range", che ci aiuta a modellare con maggiore precisione le frequenze che stiamo boostando. Il che significa poter interfacciare al meglio il pedale con differenti tipologie di amplificatore, chitarra e pickup raggiungendo sempre l'agognato "sweet spot", cosa che non era proprio scontata e chi ha usato un treble booster vintage sa di cosa stiamo parlando.

Duesenberg Treble B trebke boost Duesenberg Treble B

Per coprirne tutte le più consuete possibilità d'uso, ascoltiamo il pedale anche insieme all'overdrive Channel 2, che abbiamo recentemente ascoltato in questo video test.

I prodotti Duesenberg sono distribuiti in Italia da Aramini Strumenti Musicali.