Eventide H9, panoramica e primo approccio al multieffetto

Eventide H9, panoramica e primo approccio al multieffetto

Tutta l'eredità dei suoni degli stompbox Eventide in un nuovo multieffetto dalle dimensioni compatte: approfondiamo l'uso dell'H9 Harmonizer Effects Processor.

Dopo una tradizione composta da quattro capisaldi, utilizzati per anni da artisti di altissimo livello e da professionisti del settore, Eventide ha rimesso mano alla sua tradizione sonora riuscendo a inglobare in una sola macchina, estremamente potente, tutti gli algoritmi dei suoi effetti di punta, cioé:

  • Timefactor
  • Modfactor
  • Pitchfactor
  • Space

Oltre a questo, come se non fosse abbastanza, sono stati inseriti una serie di nuovi algoritmi appositamente per l'H9.

L'H9 è una macchina dalle dimensioni estremamente ridotte e dal design minimalista, visto il basilare pannello bianco su chassis in ferro battuto nero; il resto della paletta cromatica del pedale è composto dalle luci rosse del display a sette segmenti e dal nero della manopola centrale chiamata "Hot Knob", che si unisce ai restanti pulsanti trasparenti retroilluminati in rosso.

Molto, forse a tratti anche troppo, minimalista, ma riesce a fare la sua degna figura in pedaliera, soprattutto grazie al suo form factor, che è circa un terzo più piccolo rispetto a un Line 6 M5 tanto per fare un confronto diretto.
La dotazione dei controlli non è ampia, poichè il pedale dà il meglio di sé quando viene controllato tramite l'applicazione per iOS e Android o tramite computer (via USB tipo micro A).

Abbiamo due IN e due OUT, un'uscita per un pedale di espressione (di cui ne esiste uno dedicato, costruito dalla Mission Engineering), connessione USB e alimentazione a 9V e 500 mAh. Su questo va fatto un sincero complimento a Eventide per l'ingegnerizzazione di una macchina poco esosa di corrente e non difficilissima da alimentare.

Esistono ben tre versioni dell' H9:

  • H9 Harmonizer
  • H9 Core
  • H9 Max

Le versioni differiscono per il parco di algoritmi on board, per questo articolo Eventide ci ha fornito la versione più completa possibile, l'H9 Max.

Tutti gli algoritmi sono suddivisi, come accennato prima, per tipologia di macchina, ma allo stesso tempo ne esistono alcuni nati esclusivamente per l'H9, stiamo parlando di:

  • UltraTap Delay
  • Resonator
  • EQ Compressor
  • CrushStation
  • SpaceTime
  • Sculpt
  • PitchFuzz
  • HotSawz

Questi algoritmi utilizzano molte più risorse, per questo motivo solo il processore dell'H9 riesce a supportarli, nessun tipo di aggiornamento firmware può permettere a macchine precedenti di utilizzarli.
Insomma, se non lo si fosse già capito, che non sarà mai possibile utilizzare un algoritmo come l'ultra tap delay su un Timefactor. Allo stesso tempo va però precisato che l'H9 purtroppo non gestisce più di un algoritmo alla volta.

Ragion per cui non sarà possibile utilizzare combinazioni di modulazioni e ritardi o aggiungere riverberi ai nostri chorus, la motivazione da quanto si riesce a evincere si basa su una serie di fattori:

  • Qualità sonora dell'algoritmo
  • Opzioni disponibili per ogni singolo algoritmo
  • Latenza della macchina

Per quanto questo possa far storcere il naso a molti utilizzatori di multieffetti "classici", anche di formato ridotto, comprendo la necessità ingegneristica di Eventide di voler puntare a un solo suono alla volta però di qualità assoluta, quasi da studio.
Infatti, soprattutto utilizzando l'applicazione per dispositivi mobile oppure tramite computer, l'H9 ha un numero di opzioni e di possibilità che difficilmente possono trovarsi su un pedalino o su un piccolo multieffetto (se non utilizzando un editor desktop).

Eventide ha insomma dovuto fare i conti con la logistica, le scelte erano due: o creavano una macchina grossa quanto un Korg SDD 3000 oppure optavano per un multieffetto compatto con poche manopole e gestito tramite applicazione.
Questa scelta ha spezzato il pubblico in due filoni, uno più old style che vorrebbe la gestione on board di tutta la macchina, e di una più geek che invece trova assai comodo l'utilizzo di un cellulare o di un tablet.

Definire cosa sia meglio non è possibile, al massimo posso darvi la mia personale opinione: trovo molto più comodo avere il tablet per controllare i vari parametri che piegarsi ogni volta per cambiare un'impostazione!
Dalla sovracitata applicazione è possibile accedere a tutte le impostazioni del pedale, su come gestire ogni controllo delle manopole, degli aux, alla taratura del pedale di espressione e tanto altro ancora, è possibile impiegare anche qualche ora per settare un singolo preset.

Per la parte audio invece iniziamo a dare un ascolto ai suoni ottenibili tramite gli algoritmi proprietari dell'H9 con la collaborazione di Alessio Erriu dei Novembre, utilizzando la seguente catena audio:

Chitarra Andrea Palmas -> Zead -> Reference ultimo cavo -> Skill Reference ric 01 -> Eventide nella mandata effetti -> Captor 16 -> Reference Rmc01 -> Audient id22

Attenzione: questa è solo una prima parte del test, nei prossimi articoli vedremo i risultati ottenibili con i restanti algoritmi!

Arriviamo all'esborso monetario: l'H9 non è assolutamente una macchina economica, a seconda del modello abbiamo diversi street price (in base ovviamente anche ai rivenditori), cioé circa:

  • H9 Core - 420 euro
  • H9 Harmonizer - 499 euro
  • H9 Max - 650 euro

Considerando opportunamente il costo, va fatta la dovuta considerazione che non possiamo definire l'H9 una macchina "singola", dato che racchiude più di quattro macchine dal costo abbastanza elevato.
Ragionando in maniera più "elastica", per avere una paletta sonora completa come quella dell'H9, rimanendo sempre nel parco effetti di Eventide, dovremmo acquistare tutti i pedali dal quale derivano tutti gli algoritmi, aggiungendo:

  • Un equalizzatore
  • Un compressore
  • Un octave-fuzz

Per le prime quattro, il costo varia tra le 400 e le 500 euro ognuno, quindi per avere un parco completo di suoni "Powered by Eventide" si arriva a una spesa di più o meno 1800 euro. Aggiungendo i restanti effetti penso si superino facilmente i 2000 euro e oltre...

Ora, volendo proprio esagerare, a meno che non si usino combinazioni di modulazioni con delay e riverberi, tutto il sistema audio di un musicista è riproducibile con due o tre H9 Max, dal costo totale di 1300  o 1950 euro, che però hanno:

  • Minore ingombro
  • Minore peso
  • Algoritmi esclusivi e suoni al top della qualità

Le necessità dipendono da ogni musicista, però a conti fatti l'H9 non risulta essere una macchina così costosa, rispetto non solo a qualche competitor ma anche rispetto agli stessi prodotti della casa acquistati in blocco.

Come però tutte le macchine professionali, non è nemmeno lontanamente plug'n'play, è un pedale che va studiato e il manuale di istruzioni va letto e riletto per poter avere un imprinting tale da avere il meglio sia in termini di resa sonora che di workflow durante le prove, le session in studio o anche nei live show.

Pro

  • Qualità sonora
  • Form Factor ridottissimo
  • Tantissimi controlli per ogni algoritmo
  • Parco suoni molto vasto

Contro

  • Non immediato da utilizzare
  • Utilizzo con l'applicazione praticamente necessario
  • Un solo algoritmo alla volta

Nel prossimo articolo di quella che sarà una vera e propria "trilogia" inizieremo a parlare dei vari effetti, a partire dalle modulazioni.


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