Un mixer "senza" fader? Diavolerie moderne che convincono

Un mixer "senza" fader? Diavolerie moderne che convincono

Parliamoci chiaro e onestamente: i mixer senza fader fisici non ci sono mai piaciuti. O meglio: quelli incontrati sin qui, che si trattasse di superfici di controllo, applicazioni su tablet, mixer veri e propri, eccetera, ci hanno sempre lasciati non solo freddi ma incapaci di trovarvi un motivo di fascinazione che compensasse il deficit... motorio.

Sarà che ormai tanti anni di manipolazione di fader ci avranno lasciato una perversione tattile e in definitiva una soddisfazione un po' feticista, da cui è difficile liberarsi. E, parlando ancora di perversioni, il voyeurismo implicito della generazione 'con screen' va anche un po' contro la sicurezza, imparata a forza nella lunga gavetta dietro ai maestri che ognuno di noi fonici ha necessariamente dovuto fare per guadagnarsi il proprio titolo, della necessaria supremazia dell'udito sulla vista, del guardare il mixer solo per essere sicuro di mettere le mani sui pomelli giusti, e fidarsi poi solo dell'ascolto.
Da qui si arriva, i più virtuosi fra noi, a non guardare neanche più lo 'strumento', per suonarlo felici a occhi chiusi...

Naturalmente, tutte romanticherie queste (probabilmente da ineluttabile crisi di mezza età, e oltre...): prontamente ed elegantemente smentite da un prodotto come il Touchmix 30-Pro di QSC, che ha saputo ritagliarsi un posto da preziosissimo 'anello mancante' fra i piccoli mixer tuttofare, oltre che un angolino nel cuore congelato di più di un fonico-orso 'vecchia maniera': vediamo come.

No Faders = No Glory?

Sarà anche per merito della diffusione degli  smartphone e dei tablet, ma anche nel cauto mondo dell'audio pro e semipro sembra scontata (e già acquisita!) l'accettazione di quello che poco fa poteva essere un totale tabù: il controllo del suono senza un oggetto fisico (leggi: fader) dedicato a questo.
QSC è stata fra i pionieri di questo approccio nella produzione di mixer integrati (senza la necessità di appendici come stagebox, tablet di controllo, eccetera..) con i modelli Touchmix 8 e Touchmix 16 di qualche anno fa, ed oggi del Touchmix-30 PRO.
In realtà la macchina è sul mercato da un paio d'anni e quella che recensiamo qui è l'ultima iterazione, col nuovo firmware (v. 1.3) che la rende ancora più affidabile, oltre ad offrire qualche chicca davvero interessante... Ma andiamo per ordine.

Il Mixer

La macchina è a tutti gli effetti un mixer digitale a 32 canali, di modeste dimensioni (vedi Scheda) con 30 ingressi (24 mic/line su XLR più 3 coppie di ausiliari su jack), e costruito intorno a uno schermo tattile (da 10") che funge da interfaccia per la maggior parte delle funzioni di controllo.
Ha dei pulsanti dedicati a complemento per alcune specifiche funzioni e una manopola rotante d'inserimento dati. Si trasforma all'occorrenza in un'interfaccia audio Mac/PC, e monta un registratore multitraccia incorporato, in grado di gestire lo stesso numero di tracce per canali disponibili. 

Le funzioni di missaggio sono quelle classiche, con delle sezioni dedicate (sul touch screen) per il livello, EQ, dinamiche, routing, oltre a tutte le funzioni accessorie e di corredo che vedremo, e non ultima, una corposa sezione di Help (un vero e proprio manuale integrato!).

Ingressi e uscite

Innanzitutto occorre dire che, a differenza di quanto solitamente accade con mixer simili di altri costruttori, QSC ha optato per una presenza onboard degli ingressi microfonici e linea: in altre parole, questo vuol dire che non c'è uno stagebox esterno, connesso magari con qualche protocollo su rete o altro.
Il mixer, nella filosofia del costruttore, è (quasi) totalmente comandabile in remoto (da tablet, ecc), per cui qualora dovesse venir fuori all'utente la necessità di piazzare le sorgenti (i microfoni) vicino ai preamplificatori, o appunto in assenza ad esempio di stagebox nel live, uno può sempre posizionare il mixer stesso vicino al palco, e controllarlo a distanza (solo i trim del guadagno dei pre microfonici sono unicamente sulla macchina, ma c'è sempre un post-trim digitale di +/-15dB).

Chiunque sia avvezzo a mixer un poco evoluti non potrà che apprezzare la presenza, oltre ai soliti VCA (anzi DCA in questo caso: i 'telecomandi' di un gruppo arbitrario di fader), di veri e propri sottogruppi, che non sempre si trovano in mixer digitali di questa fascia. Servono a raccogliere il suono di più sorgenti, processarle eventualmente insieme, e instradarle alla somma (il vero e proprio 'mix' finale), e/o a qualche altra destinazione.
Il TM-30 si distingue per delle capacità speciali di 're-routing': non solo le mandate AUX 9-16 possono essere re-instradate sulle prime otto, ma gli stessi sottogruppi possono avere come destinazione le medesime AUX.
Cosa significa questo per l'utente medio? Significa flessibilità in missaggio, in gestione di quello che può essere processato all'esterno, in ascolti monitor più organizzabili secondo le esigenze di palco o di registrazione, e più controllabili in dinamica ed equalizzazione.

La flessibilità, appunto non si ferma qui, ma sembra essere stata il leit-motiv dei progettisti: da una patchbay quasi aperta (qui ogni ingresso è instradabile su qualsiasi canale di controllo – tranne i DCA, che vanno configurati tradizionalmente: basta selezionare la porta d'ingresso e la sua destinazione - il canale che la controllerà in sequenza), fino alla matrice di ingresso/assegnazione, per passare alla moltiplicazione dello stesso ingresso su più fader (per processamenti differenti..), e molto altro.
Ovviamente ci sono delle configurazioni di base da cui partire, e le scene di default nascono con un collegamento 1-a-1 con i canali del mixer, così come apparirebbe più logico. La capacità di riconfigurare tramite matrice questi ultimi è comunque cosa rara in questa fascia di prezzo, e va ricordato.

Tele-controllo

Se un mixer del genere, con le dovute premesse sull'assenza di fader fisici, si configura come un capacissimo strumento da tenere in posizione vicino all'operatore, la scelta di non dotarlo di preamplificatori fisicamente staccati dall'unità madre (e ad essa connessi tramite qualche forma di protocollo in genere su cavo di rete - opzione invece di molta della concorrenza...), può far storcere il naso a non pochi potenziali acquirenti.

D'altra parte, la sua capacità di essere invece quasi totalmente controllabile a distanza (via rete), ad esempio attraverso tablet e laptop compatibili, rende questo problema facilmente superabile. Molti professionisti ormai riportano di usarlo direttamente sul palco, vicino quindi alle sorgenti, e di affidarsi totalmente al tablet quale interfaccia tattile per la gestione totale delle sue funzioni.
Solo il gain di ogni canale – come scrivevamo prima, è esclusivamente controllabile a mano sull'unità centrale, e tutto il resto è comunque telecomandabile.

Ma...registra ?!

Registra. Cioè, voi abilitate i canali da registrare, attaccate un hard disk USB alla macchina, premete REC et voilà: fino a 32 tracce di sana registrazione, senza se e senza ma, di altrettanti ingressi del mixer.
Niente laptop, niente schede né licenze extra da comprare. In più, la capacità di re-instradare le tracce appena registrate per un 'virtual soundcheck', cioè di alternare la sorgente dei nostri canali in mix da live (il microfono connesso alla macchina) a rec (la traccia già registrata: in questo modo si può raffinare il mix live che andremo a fare, esercitandosi con delle sorgenti registrate, con la più totale flessibilità e semplicità).
Dato che anche questa è una tipica caratteristica di mixer molto più costosi, chapeau!

Effetti

Se tralasciamo l'ovvia implementazione di EQ e dinamica (completa, di qualità, con parecchi utilissimi preset ad aiutare il principiante o il professionista affrettato), si può aggiungere che la dotazione degli altri effetti è sicuramente adeguata, con sei multieffetti assegnabili. Si va da riverberi (tutti accettabili e perfettamente utilizzabili, se non eccellenti: ma sarebbe un miracolo...) a modulazioni, delay, pitch shifting ecc.

Da menzionare la facilità di assegnazione dei rispettivi ritorni alle mandate AUX, attraverso dei fader virtuali dedicati: chi ha praticità di mixer del genere sa bene quanto questa semplice possibilità sia interpretata dalle diverse case nei modi più disparati.

La ciliegina: l'Automixer

Immaginate cosa si provasse se, in una situazione di amplificazione di conferenza/tavola rotonda con tanti microfoni e un solo speaker alla volta, poteste demandare al mixer stesso la gestione dinamica dei guadagni e dei fader rispetto all'esigenza di ruolo attivo alternato di uno o massimo due microfoni alla volta (non più di uno/due speaker a parlare alla volta...).
L'eventualità di botta e risposta serrati, e l'impossibilità di sapere chi dei numerosi parlatori potrebbe intervenire e per quanto, costituiscono situazioni generalmente abbastanza temute dai fonici, poiché impegnative (e poco gratificanti…). 

QSC, prendendo in prestito un'idea auspicata da molti, (ma realizzata concretamente per la prima volta dall'americano Dan Dugan, e oggi commercializzata anche in forma di plug-in da vari produttori), si è unita alle fila degli estimatori, e dall'ultima versione del firmware, ha aggiunto la funzione.
Si tratta di una modalità che permette di assegnare un insieme di fader (riferiti ciascuno al proprio ingresso microfonico) a uno di due gruppi possibili di 'auto mix': il sistema a quel punto ne gestirà i guadagni secondo uno schema cosiddetto di gain-sharing (il gain totale è semplicemente distribuito fra i microfoni 'attivi', quelli in cui viene rilevata un'attività sopra una determinata soglia).
Il risultato è una semplificazione pazzesca e quasi miracolosa di una situazione potenzialmente ingrata e difficoltosa.

Scene e WIZARD

Dicevamo dei preset di base a disposizione, organizzati anche in librerie sia per i canali (e i loro elementi costitutivi: EQ, dinamiche, ecc.), che per il routing, e ovviamente le configurazioni totali di tutto il mixer completo; queste ultime sotto forma di scene, richiamabili istantaneamente durante un live con dei bottoni dedicati (come i fratelli maggiori...).

Il TM-30, però va ben oltre, offrendo uno strumento interattivo di configurazione... magico: il Wizard, appunto, cioè una configurazione guidata (e amichevole!) delle principali categorie di parametri, per cui si è seguiti in un percorso di proposte e scelte facilitate, utili anche e soprattutto per gli operatori meno smaliziati. Premendo il tasto apposito, si ha accesso diretto al configuratore di input di Gain, EQ e Tuning, e altri Wizard (come ad es. quello del Feedback sono raggiungibili dal relativo tasto). 

Se lo scopo di quelli del Gain e di EQ è di facile comprensione, vale la pena celebrare gli altri citati: quello del Feedback è un utilissimo 'trova-feedback', che automaticamente alza il livello dell'uscita selezionata (anche aux), e immediatamente setta dei filtri (fino a 8) sulla frequenza che sta innescando in quel momento, e l'attenua di quanto basta a interrompere il processo.

Quello del Tuning, invece, è un ausilio preziosissimo per aggiustare l'equalizzazione della risposta del mixer rispetto all'ambiente dove state operando insieme al vostro impianto: occorre avere un microfono di misurazione con sé (ve ne sono in commercio anche di molto economici), e il Wizard omonimo ci guiderà nel processo di rilevamento del suono in (fino a) 4 punti della sala, inviando in uscita frequenze di cui poi compara la risposta ripresa dal sopracitato microfono, ed aggiusta un equalizzatore grafico a compensare le differenze, secondo un algoritmo, e comunque a misura del grado di precisione richiesto.

Il risultato è una veloce ed efficace 'pulizia' del sistema, anche in condizioni di acustiche difficili o in assenza di più sofisticati sistemi di calibrazione.

Tutto questo, va da sé, non solo definisce il TM-30 come un prodotto estremamente versatile e capace, ma conferma una volta di più come i progettisti della QSC si siano dedicati alla missione di rendere compatto, affidabile, maneggevole e intelligente quanto basta un sistema che non si rende diffidente agli operatori con meno esperienza, ma è in grado di farsi apprezzare anche dai professionisti più esperti.

VANTAGGI:

  • Immediatezza di setup
  • Controllo remoto
  • Registratore integrato
  • Virtual Soundcheck
  • Wizards
  • Manuale/Help integrato
  • Analizzatore di spettro integrato e assegnabile
  • Routing evoluto
  • Copy/paste (sui parametri dei canali e su essi stessi)
  • Feedback Wizard
  • Room Tuner

SVANTAGGI:

  • Niente faders!
  • Schermo non enorme, per le dimensioni
  • Gli effetti sono ok, ma non superlativi

SCHEDA:

  • Tipo: mixer digitale
  • Pre microfonici: 24
  • Uscite AUX: 14    
  • Bus assegnabili: 8
  • DCA: 8
  • Effetti assegnabili: 6
  • Uscite stereo (2x XLR): 2 (1x main Mix, 1x Monitor Mix)
  • Uscite cuffia: 4
  • Ingressi Stereo ausiliari: 3 (Jack)

I prodotti QSC sono distribuiti da Exhibo.


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