Due EQ plug-in a confronto derivati da mixer storici

Due EQ plug-in a confronto derivati da mixer storici

Ciao Musicoffili, eccoci al confronto tra i due equalizzatori presenti nella suite Honey3 di Acustica Audio.

Il Vintage, che abbiamo testato in una puntata dedicata e che è quello fisicamente modellato dalla console made in USA degli anni '70 (Harrison 32C), e il Classic, che si basa su una consolle della stessa casa (parliamo sempre, secondo me, di Harrison) ma differente dall'altra.
Si tratta di una consolle broadcast degli anni '80. Scelta interessante: come sappiamo le consolle broadcast di quegli anni erano realizzate con componenti al top, e infatti riprese ed utilizzate in tantissimi studi di registrazioni in giro per il mondo.
Ogni tanto, quando giro negli studi di registrazione come chitarrista però, scopro ancora dei costruttori nuovi di consolle che suonano estremamente bene!
Ce n'erano tante e la maggior parte era davvero di prima scelta.

L'intera suite Honey3 di Acustica Audio, che stiamo testando nel corso delle puntate L'intera suite Honey3 di Acustica Audio, che stiamo testando nel corso delle puntate

Torniamo al nostro confronto. Confronto e non sfida poichè i due equalizzatori, come detto, si basano su due macchine hardware diverse, con caratteristiche sonore diverse.

Quello che salta maggiormente all'orecchio è il carattere: mentre il Vintage Eq è morbido, gentile, il Classic è lo è secondo me un po' meno (pur restando sempre molto dolce), almeno fra i due.
Mantiene la caratteristica del Vintage di non suonare mai harsh, dona molta brillantezza e lavora veramente bene. È diverso dal "fratello" nella misura in cui quest'ultimo è secondo me un po' più "in-the-face" come suono, ha un carattere un filo più diretto del Vintage.

Ne condivide le funzioni (filtri e tipologie di curve) e secondo me è il complementare del Vintage EQ in termini di possibilità timbriche.

Ho scelto di confrontarli su un drums bus ed uno stem di chitarra acustica, due strumenti dagli estremi di banda molto larghi. Mi sono divertito nel farlo perchè c'è veramente tanto margine di "lavoro" e di gusto.

Ci tengo a precisare che gli interventi di eq, scollegati da qualsiasi mix, sono ovviamente volti a mostrare le sfaccettature della macchina (pur cercando di mantenere dei bei suoni, perchè di poi di quello, comunque, si parla).


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