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Chitarra semiacustica: corde lisce, ruvide o in bronzo?

In questo articolo metto a confronto la corda ruvida con la corda liscia e addirittura la corda in bronzo ruvida, che solitamente si monta sulle chitarre acustiche flat top.

In questo articolo metto a confronto la corda ruvida con la corda liscia e addirittura la corda in bronzo ruvida, che solitamente si monta sulle chitarre acustiche flat top.

In un articolo precedente mettevo a confronto tre corde lisce per chitarra semiacustica, comparando semplicemente i diversi materiali presenti sul mercato.

In questa prova ho voluto mettere a confronto tre categorie di corde, montandole su questa Ibanez AKJ90 dal suono decisamente classico e rotondo, come il jazz tone tradizionale vorrebbe essere.
Mi sono limitato alla registrazione del suono riprodotto dall’amplificatore, in quanto il suono acustico, purché interessante, risulterebbe inutilizzabile. Ho comunque eseguito una registrazione di sola chitarra e un giro d’improvvisazione su una backing track, per capire che effetto faceva quel suono inserito in un contesto musicale.


All’inizio la corda in bronzo, a 0.51 liscia acciaio, a 1.41 ruvida acciaio

La prima a essere messa sul banco di prova è la corda in bronzo ruvida. Di norma sulla chitarra semiacustica si monta una corda liscia o al massimo ruvida, ma in acciaio e nichel: per questo motivo questo test, già sperimentato in passato tra l’altro, è risultato molto interessante, anche se distante dalle sonorità più classiche.

Suonata da acustica risulta frizzante, piena, ma totalmente sbilanciata sulle frequenze alte, praticamente inutilizzabile; ma una volta amplificata riprende parte delle basse frequenze, il suono risulta più medioso con frequenze alte onnipresenti, ma tutto sommato utilizzabile.

L’effetto collaterale abbastanza fastidioso è la perdita di volume delle corde ricoperte in bronzo: il suono decade drasticamente e c’è una forte scompensazione timbrica tra i due cantini e il resto del set di corde.
In generale è, per me, una piena bocciatura (suono valido forse per qualche strano esperimento), ma la scompensazione timbrica e il calo di volume ne comportano una cattiva gestione del suono.

Scende in campo la classica corda liscia. Suono rotondo, caldo, definito e robusto… Un classico! Paragonerei il suono della semiacustica a quello del pianoforte, pulito e limpido.
La corda liscia viene prodotta con un’ulteriore lavorazione di una corda ruvida. In pratica per ottenerla vengono schiacciate le spire e in questo modo si attenuano le frequenze alte, modificando le armoniche del suono: decisamente un classico e un’accoppiata vincente per ottenere un tradizionale jazz tone.


All’inizio la corda in bronzo, a 0.31 liscia acciaio, a 1.11 ruvida acciaio

In ultimo, sul banco di prova ci mettiamo sempre una corda in acciaio come la precedente, ma la categoria appartiene alle cosiddette “ruvide“: la classica corda da solid body, ma con un diametro ovviamente sempre 0.12, come tutte quelle confrontate in questo test.
C’è stata solo qualche discrepanza al basso, avendo una 0.52 per la ruvida e 0.52 per la liscia, ma è stato inevitabile per mantenere i cantini di pari misura.

La ruvida ha un che di molto interessante. Accetta meglio una certa saturazione ed enfatizzazione delle armoniche, il suono è decisamente più brillante e le frequenze acute si fanno sentire, i bassi rimangono comunque abbondanti, corposi, ma molto definiti.

Lascio in ultimo il principale ed evidente rovescio della medaglia, che è il continuo rumore prodotto dallo spostamento della mano sinistra. In realtà la differenza sostanziale la troviamo nella corda liscia, che è la risposta per ottenere un suono caldo, limato al punto giusto sulle frequenze alte e quindi perfetto per sound che vanno dallo swing al jazz, ma particolarmente apprezzato anche nel country e rockabilly.

La sintesi è che il jazz sound rimane inconfondibile nell’insieme di tanti particolari (chitarra, pickup, amplificazione, corde… chitarrista!) e ingredienti che ci permettono di costituire il nostro personale suono di chitarra jazz… e non solo!