La storia di Butch Vig, non un comune produttore

La storia di Butch Vig, non un comune produttore

Ci sono personaggi il cui nome resta poco risonante sebbene abbiano contribuito a delle vere pietre miliari della storia della musica: è il caso di Butch Vig.

Non sono molti gli artisti che possono vantare di aver lavorato alla produzione di una serie di album di grande successo (e anzi di clamoroso successo almeno in un caso, come vedremo) e al tempo stesso di aver fatto parte di una band che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo.

Vig, batterista originario del Wisconsin, rientra a pieno titolo in questa cerchia: vediamo per quali motivi.

Se il nome di Butch Vig vi è familiare, molto probabilmente dipende da questo: fu lui a produrre assieme ai Nirvana quel terremoto che "Nevermind" rappresentò per la musica non soltanto nei più o meno marcati confini del grunge.

La storia racconta di una band a metà del guado: reduci dal buon successo del loro album d'esordio "Bleach", Kurt Cobain e il bassista Krist Novoselic avevano da poco rimpiazzato il precedente batterista con "un certo" Dave Grohl, ed erano usciti da una Sub Pop (la storica etichetta discografica legata alla scena di Seattle) momentaneamente in disarmo per poter firmare con una major label.

Mentre erano ancora sotto contratto con la Sub Pop, i Nirvana avevano iniziato a lavorare sulla produzione del loro secondo album assieme a un professionista che fino a quel momento poteva vantare soltanto una serie di valide collaborazioni con artisti underground: si trattava, per l'appunto, di Butch Vig.
I Nirvana spinsero per questa scelta in virtù del suo lavoro con la band Killdozer, apprezzando il sound heavy dei loro album e desiderosi di riprodurlo in quello che sarebbe poi diventato "Nevermind"; così il terzetto chiese la conferma del producer anche dopo aver firmato con l'etichetta DGC Records, benchè circolassero nomi più altisonanti come quelli di Scott Litt (storico produttore degli R.E.M.) e David Briggs (nome legato a Neil Young).

Nonostante questa reciproca attrazione e pur nella generale soddisfazione per l'andamento delle sessioni di registrazione, le difficoltà non mancarono durante le prime fasi della produzione.
Vig faticò infatti a imporre a Cobain la pratica delle sovraincisioni di voci e chitarre, alle quali il frontman del gruppo oppose contrarietà finchè il produttore non addusse un argomento estremamente convincente: "John Lennon lo faceva".

Al di là degli aspetti più pratici, non è un mistero che il carattere dell'artista non fosse sempre di semplice gestione, e Vig non ha mancato di ricordare come a volte fosse complesso avere a che fare con un Kurt Cobain che passava da un atteggiamento al massimo dell'amabilità a momenti di mutismo assoluto.

A ogni modo, le registrazioni furono terminate senza eccessivi impedimenti, complice il rapido lavoro compiuto da Novoselic e Grohl nelle rispettive tracce.
Il missaggio fu un affare meno semplice: i primi tentativi non soddisfecero nè la band nè Vig, e fu così deciso di rivolgersi a un altro professionista per supervisionare le scelte di mixing; anche in questo caso la volontà di Cobain e soci ebbe la meglio, e la scelta ricadde su Andy Wallace (già tecnico del suono in "Seasons in the Abyss" degli Slayer).

Nonostante l'album si sia guadagnato di diritto un posto tra le pietre miliari della musica rock, coniugando un clamoroso successo commerciale al larghissimo apprezzamento da parte della critica, in più di un'occasione si è parlato di uno scarso apprezzamento da parte dei membri del gruppo, e in particolare di Cobain, riguardo la resa finale del lavoro: il motivo sarebbe da attribuire a un risultato eccessivamente polished.
"È più vicino a un disco dei Mötley Crüe che a un album punk rock", un commento rilasciato successivamente dal biondo frontman che non lascia spazio a interpretazioni.

Nello stesso periodo in cui ha lavorato con i Nirvana, Vig si è ritrovato a collaborare con un'altra band che prometteva assai bene e che anche grazie al suo contributo si sarebbe affermata tra i nomi più importanti della musica rock degli anni '90: stiamo parlando degli Smashing Pumpkins.

Il primo incontro tra il produttore e la band di Billy Corgan è avvenuto in occasione della nascita di "Gish", album di esordio del gruppo di Chicago alla cui produzione il sodalizio lavorò nell'inverno tra il 1990 e il 1991 presso lo Smart Studios di Vig nel Wisconsin.
Con un budget a cinque cifre e una durata di lavorazione che avrebbe toccato le trenta giornate, si è trattato per Butch del primo lavoro di una certa caratura. Il produttore ha dichiarato di essere andato in visibilio all'idea di poter dedicare ore di lavoro alle operazioni di fine tuning solitamente liquidate in maniera rapidissima (se non saltate a piedi pari) per poter rientrare nel monte ore a disposizione.

E tutto questo trovando in Billy Corgan, co-produttore dell'album, un compagno di lavoro eccellente per cura dei dettagli, creatività e spirito di iniziativa. La collaborazione avrebbe regalato agli SP il loro primo successo, contribuendo fortemente a creare il sound distintivo della band; ma non tutto fu rose e fiori...

Essendo all'esordio, la band non era infatti abituata ai ritmi della produzione professionale, e molto tempo fu perso a causa dell'inesperienza generale. Inoltre il perfezionismo di Corgan fu tale da spingerlo a suonare gran parte delle tracce di chitarra e basso, oltre che ad accollarsi il lavoro in studio assieme a Vig: un carico di responsabilità che l'avrebbe portato al crollo nervoso, come da egli stesso dichiarato successivamente.

Nonostante ciò, due anni più tardi il sodalizio si riformò per le lavorazioni del secondo album della band, quel "Siamese Dream" che avrebbe sancito la definitiva affermazione globale degli Smashing Pumpkins.
Le avversità in questa occasione furono ancora maggiori: Corgan combatteva contro gravi tendenze depressive (la lenta "Today" ruota in realtà attorno all'idea del suicidio), il batterista Jimmy Chamberlin era nel pieno di una seria dipendenza da eroina, al punto di convincere la band a registrare nella lontana Georgia, mentre James Iha e D'arcy Wretzky, rispettivamente chitarrista e bassista, erano reduci dalla fine della loro relazione.

In un contesto così pesante i turni di lavoro furono ancora più folli dei precedenti (complice un budget presumibilmente assai superiore al precedente), con giornate in cui Vig e Corgan arrivavano fino a 16 ore in studio, concentrandosi in maniera maniacale sui più piccoli dettagli per concretizzare l'idea di suono che avevano in mente; la conseguenza di questa maratona produttiva fu che si rese necessario delegare il missaggio dell'album ad Alan Moulder (suggerito dal leader della band a causa del suo lavoro con i My Bloody Valentine).

Qualcuno potrebbe dire che ne sia valsa la pena, perchè "Siamese Dream" fu a tutti gli effetti un successo enorme sotto tutti i punti di vista; ciò non toglie che probabilmente mise le basi per le future difficoltà che avrebbero successivamente afflitto il gruppo.

Se queste furono le esperienze che diedero a Butch Vig un nome importante nell'ambito della produzione musicale rock, non si può dire che nei vent'anni successivi ai primi trionfi siano mancate collaborazioni di altissimo profilo.

Tanto per citare due episodi, Vig vinse un Grammy Award con "21st Century Breakdown" dei Green Day e contribuì (nuovamente affiancato da Alan Moulder al mixing) a uno dei più grandi successi dei Foo Fighters, "Wasting Light".

Tutto questo senza rinunciare del tutto a produzioni dal taglio più indie, come ad esempio i due album "Dirty" (1992) e "Experimental Jet Set, Trash and No Star" (1994) dei Sonic Youth, oppure il più recente "All or Nothing" dei The Subways.

C'è infine un'altra componente dell'esperienza musicale di Butch Vig che merita assolutamente di essere messa in risalto, pur apparentemente non in diretta connessione con il suo ruolo di produttore.
Vig è infatti membro fondatore e batterista dei Garbage, band alternative rock che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo e che è celebre anche grazie all'inconfondibile personalità della vocalist Shirley Manson.

Un commento assai indicativo sui motivi che hanno portato Vig a lavorare alla creazione dei Garbage, nonostante la sua avviatissima carriera in studio di registrazione, fa riferimento proprio ai suoi trascorsi di produttore nell'epoca post-Nirvana: "Da quando ho lavorato a "Nevermind", avrò registrato, lo giuro su Dio, un migliaio di band che erano soltanto chitarra, basso e batteria".

Da lì l'idea di dare vita a un progetto musicale dal taglio del tutto differente: un rischio per gli standard dell'epoca, ma la scommessa ha decisamente pagato visto il successivo apprezzamento riscosso dai Garbage.
I cui album, tanto per la cronaca, hanno tutti beneficiato della produzione di Butch Vig.

Cover Photo by Valdo Howell - CC BY-SA 4.0

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