Una "tarantola" firmata Bob Dylan

Una "tarantola" firmata Bob Dylan

L'editore MacMillan annuncia l'attesa pubblicazione del primo romanzo di Bob Dylan. Si chiama Tarantula ed è un lavoro "sui generis" che i fan del cantautore aspettano da anni. Per la precisione, dal 1965; da quando, cioè, erano cominciate a circolare le prime indiscrezioni su questa stravagante pubblicazione.  
Ai tempi, John Lennon aveva lanciato una nuova moda: quella delle rockstar che scrivono libri. Dylan, che aveva già composto poesie e vergato diverse note di copertina per dischi suoi e della collega/fidanzata Joan Baez è sicuro di una cosa: lui con le parole se la cava meglio di Lennon.

E dunque, raccoglie la sfida. Anche perché si trova in un momento critico della carriera: lasciato il mondo della canzone di protesta è confuso o meglio, come avrebbe cantato nel ritornello di "Like A Rolling Stone", si sente "senza una direzione". Sta addirittura pensando di abbandonare il mondo della musica e allora perché non darsi alla scrittura?
In realtà, basteranno pochi mesi e una chitarra elettrica per fargli ritrovare nuovi stimoli...

Una "tarantola" firmata Bob Dylan

Intanto Tarantula è stato scritto: addirittura cominciano a girare copie non autorizzate, ciclostilate in proprio. Si tratta, forse, del primo libro "bootleg" della storia. Ma più che un romanzo Tarantula è una collezione di racconti sconclusionati, difficili da decifrare, scritti sotto l'effetto delle droghe, con qualche riferimento alla tecnica cut and paste (taglia e incolla) di William Burroughs.  
È un'opera pensata con la deliberata intenzione di sfidare la lingua scritta e di condurla ai limiti estremi dell'ambiguità fonetica e del senso.

Una "tarantola" impazzita, appunto. I temi sono l'America del dopo Kennedy, l'ossessione del sesso, la violenza dei rapporti umani, la guerra in Vietnam e la salvezza promessa dalla musica: "Questa terra è la tua terra, questa terra è la mia terra", scrive Bob Dylan, "ma intanto il mondo è gestito da gente che non ascolta musica".  
Come dichiara l'editore, non importa quali siano i contenuti: "è un libro di Bob Dylan e venderà comunque un sacco di copie". Nell'estate del 1966, Dylan comunica a MacMillan che ha bisogno di un paio di settimane per apportare alcuni cambiamenti.
Pochi giorni dopo, si schianta in motocicletta e sparisce dalle scene. Il libro subisce altri rinvii e alcune parti di esso finiscono per essere pubblicate su importanti quotidiani. L'attesa dura anni. Fino al novembre 1971.