Una grande tradizione al cuore della Frankfurt Musikmesse

Una grande tradizione al cuore della Frankfurt Musikmesse

Una storia fieristica che risale addirittura al medioevo è al cuore dell'evento che fin dal 1980 riesce a riunire il mondo della musica richiamando produttori, negozianti, musicisti, insegnanti e semplici appassionati. In attesa della nuova edizione che avrà luogo dall'11 al 14 aprile 2018, ne ripercorriamo qualche momento di rilievo sulla base di ricordi personali e immagini significative.

Se non può competere in anzianità con il NAMM Show americano, fondato nel lontano 1901, la Frankfurt Musikmesse ottant'anni dopo è riuscita rapidamente a conquistare un ruolo centrale in un mercato ormai radicalmente diverso e allargato in maniera sempre più importante verso oriente.

Nei quasi quattro decenni della sua storia, la fiera tedesca ha consolidato il carattere di appuntamento nodale per gli addetti ai lavori e ha continuato a svolgere il proprio ruolo di raccordo fra i vari protagonisti del settore nel pieno dei più recenti cambiamenti e dei sobbalzi dovuti all'andamento poco favorevole dell'economia generale.

Con un raggio d'azione che abbraccia l'intero settore della musica e dello spettacolo, l'odierna accoppiata di Musikmesse e Prolight & Sound può vantare un pubblico complessivo di taglio internazionale che supera ormai le 100.000 unità.
L'offerta continua a essere una vasta panoramica di novità relative a strumenti a corda, fiati, percussioni, elettronica, tastiere, recording, illuminazione, amplificazione di palco, editoria musicale.

Curia Francofurtensis ad Moenum, 1658 Il centro di Francoforte, 1658, in una stampa dell'epoca Photo: Public Domain

Se i primi riferimenti scritti a una fiera locale nel centro di Francoforte risalgono addirittura al 1240 è passato più di un secolo dal 1909, quando l'evento si è trasferito nella Festhalle, ancora oggi sfruttata per i momenti di rilievo della stagione.
È ormai lontano anche quel 1948 in cui la città ha ripreso definitivamente la sua tradizione fieristica dopo le tragedie della guerra mondiale grazie alla visione di un sindaco capace di guardare lontano.

Avvicinandosi al suo quarantennale, la Musikmesse ha dunque visto passare nei suoi padiglioni ogni tipo di strumento e una lunga serie di protagonisti della musica moderna, iniziando in un periodo in cui lo sviluppo dell'elettronica portava l'attenzione verso tecnologie d'avanguardia come il MIDI, applicate anche a strumenti come la chitarra con prodotti innovativi.

Atari Stacy - Zoom 9002 Atari Stacy - Zoom 9002

Ripercorrendo le cronache dell'epoca si ritrovano nomi ormai dimenticati e novità che oggi fanno sorridere. Nel 1990, ad esempio, la sensazione era un computer Atari portatile dotato di 1 Mega di memoria base con hard disk da 40Mb.
Tutti i chitarristi presenti in fiera, d'altro canto, impazzivano per il primo vero multieffetto miniaturizzato da attaccare alla tracolla della chitarra, il pionieristico Zoom 9002.
L'età della pietra, secondo gli standard odierni.

Il bello della Musikmesse è anche quello di incontrare personaggi di ogni tipo a partire dagli artisti italiani impegnati nella collaborazione diretta con gli espositori, come quando nella stessa jam session improvvisata era possibile scorgere il bassista degli Who, John Entwistle, accanto a Beppe Gambetta, campione nostrano del flatpicking.

La sera stessa qualche fortunato poteva assistere a una serata esclusiva offerta dalla Gibson con miti della chitarra come Chet Atkins, Herb Ellis, Larry Coryell o Steve Howe, ma colpiva anche il fatto che Cesareo, chitarrista di Elio e le storie tese, diventasse il primo endorser ufficiale italiano di un marchio importante come Ibanez.

Cesareo Cesareo con la sua Ibanez firmata

Molti ricordano quando allo stand Electro-Harmonix accanto al boss Mike Matthews, creatore del Big Muff e varie altre delizie, spiccava la divisa militare della sua compagna sovietica allo scopo di promuovere la produzione di valvole Sovtek gestita in piena terra degli zar.
Contemporaneamente, la Musikmesse era il posto migliore per esporre al pubblico internazionale la crescente tendenza verso l'uso di materiali alternativi ecologicamente compatibili.

Volendo tracciare delle linee generali, è interessante notare come nel corso degli anni l'avanzata tecnologica verso processori digitali sempre più potenti e miniaturizzati sia andata di pari passo con una nuova valorizzazione del mondo analogico quasi in ogni settore, dal mondo della chitarra a quello dei sintetizzatori.

Jim Marshall Jim Marshall firma autografi al suo stand Photo by Penmachine - CC BY 3.0

Accanto a vere e proprie portaerei computerizzate capaci di ogni miracolo come la proposta dei primi "modelli fisici" di strumenti reali c'è sempre stato qualcuno come Jim Marshall, protagonista fino all'ultimo della fiera tedesca con i suoi ampli valvolari e indefesso testimonial del suo brand a colpi di autografi.

La lista di nomi di prestigio passati nei corridoi dei grandi padiglioni della Musikmesse è lunga e nel solo settore della chitarra si va da Slash a Mike Stern, da Steve Morse e Steve Vai a Tony Iommi.

Oltre a ospitare performance di alto rilievo nei suoi palchi interni, la fiera di Francoforte è stata e continua a essere il posto dove eventi importanti hanno luogo anche al di fuori della sede espositiva nelle serate dedicate ad artisti locali e internazionali.


Fra le novità più recenti l'allargamento del raggio di azione della Musikmesse verso est con la partnership in importanti eventi annuali a Shanghai e a Mosca, annunciati anche per il 2018 rispettivamente a ottobre e settembre.

La nuova edizione della Musikmesse, rinnovata nella location interna e nel programma, è attesa per l'11-14 aprile 2018 in parallelo con il Prolight & Sound del 10-13 aprile.

Maggiori informazioni da Messe Frankfurt Italia.

Cover Photo by Juliavoloshkaaa - CC BY-SA 4.0

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