Un ragazzo chiamato (Boy) George

Un ragazzo chiamato (Boy) George

Nel distretto londinese di Eltham nasce George Alan O'Dowd. La sua è una famiglia di origine irlandese che ha un grande problema: la madre, Dinah, vive nel terrore perché il marito, sempre più spesso, alza le mani e abusa di lei fisicamente e sessualmente.

Il piccolo George reagisce creando un universo parallelo alla dura realtà famigliare: un mondo colorato, fantasioso e, in qualche modo, trasgressivo. Tanto che, prima ancora di diventare una star della musica, è un'icona della Londra alternativa artistico/modaiola.
Il suo look androgino, le sue mise stravaganti e il suo modo di fare eccentrico e irriverente ne fanno un personaggio ancor prima che Malcolm McLaren, l'inventore dei Sex Pistols, lo scopra e decida di produrlo. Dopo una breve esperienza con i Bow Wow Wow, O'Dowd diventa leader e front man dei Culture Club con il nome d'arte di Boy George.

Un ragazzo chiamato (Boy) George

Nel 1982, la band firma un contratto con la Emi e pubblica l'album di debutto Kissing To Be Clever che contiene il singolo "Do You Really Want To Hurt Me?" che raggiunge il primo posto delle classifiche di 16 paesi. Anche se è con il secondo album "Color By Numbers" e con la hit "Karma Chameleon" che Boy George e i suoi Culture Club salgono sul tetto del mondo.
Il brano è promosso da un videoclip ambientato sul Mississippi nel 1870. George, vestito in modo estroso con le sue treccine agghindate con pezzetti di stoffa coloratissima, è circondato da personaggi in costume che salgono su un classico battello a vapore chiamato, appunto, The Chameleon.

Oggi, Boy George, da sempre vittima di una pesante dipendenza da eroina e cocaina, combatte per sopravvivere nel music business: ma la sua dissennata vita privata (3 arresti negli ultimi anni per reati vari) non lo aiuta.


Cover photo by Jessica Hanson - CC BY 2.0