Un museo per Jimi Hendrix

Un museo per Jimi Hendrix

All'interno del Seattle Center, nella città più importante dello Stato di Washington, apre al pubblico l'Experience Music Project, Originariamente dedicato a Jimi Hendrix ma poi esteso a tutti i grandi rocker di Seattle, il museo è stato fortemente voluto da Paul Allen, socio di Bill Gates e cofondatore di Microsoft.

Nel 1992, Allen ha contattato la famiglia Hendrix per esporre la sua idea. Qualche mese dopo, il comune di Seattle ha approvato un piano da 80 milioni di dollari per un museo da costruirsi nei pressi dello Space Needle, il simbolo architettonico della città. Per il design e la costruzione dell'edificio viene incaricato il famoso architetto Frank Gehry, ideatore del magnifico Guggenhein Museum di Bilbao.
"Per la forma", spiega Gehry, "ho voluto ispirarmi a una chitarra distrutta dopo una performance di Hendrix".

Un museo per Jimi Hendrix

La stravagante estetica del Museo (molto criticata da diversi personaggi influenti di Seattle) è solo uno dei motivi di scetticismo che nascono all'indomani del progetto anche se i curatori sostengono di essere in possesso di oltre 80.000 pezzi pregiati (tra memorabilia e documenti originali) in grado di raccontare in modo efficace e suggestivo alcuni dei momenti più salienti della storia del rock.
Tra le varie gallerie, il Museo presenta la più ricca mostra permanente dedicata a Jimi Hendrix che può vantare anche la Fender Stratocaster bianca imbracciata da Jimi sul palco di Woodstock e appartenuta per qualche anno a Red Ronnie.
Il budget di Paul Allen (alla fine dei giochi) finisce per superare i 250 milioni di dollari.

Ma, come hanno sempre sostenuto i suoi detrattori, l'Experience Music Project non decolla. A fronte delle perdite, i curatori cercano nuove strade artistiche.
Il Museo perde la sua connotazione originale rock per allargarsi (nel 2007) alla fantascienza prima e alle arti figurative poi.


Cover photo by Roland Tanglao - CC BY 2.0