Terry Kath, suicidio involontario

Terry Kath, suicidio involontario

Los Angeles, California; nel distretto di Woodland Hills, a sud della San Fernando Valley, sorge la villetta di Don Johnson, uno dei roadie più fidati della rock band Chicago. Questo pomeriggio Don ha convocato a casa sua un po’ di amici perché vuole festeggiare i successi professionali suoi e del gruppo.

Tra gli invitati c’è anche Terry Kath, fenomenale chitarrista della band ma anche personaggio inquieto e problematico. Terry, da tempo, ha problemi di dipendenza da alcol e droghe, sembra sempre infelice e teso all’improbabile ricerca di un qualcosa che neanche lui sa. 

Peter Cetera, bassista del gruppo nonché uno dei membri fondatori della band che ha preso il nome dall’azienda di trasporti della città dell’Illinois (la Chigago Tranist Authority), ne aveva profetizzato la dipartita: “Sarà il primo a lasciare il gruppo”, aveva detto qualche tempo addietro.

Terry Kath, suicidio involontario

Oggi Terry sembra di buon umore. Sono circa le 5 di pomeriggio quando, per darsi un po’ di arie prende una P38, se la punta alla tempia e preme il grilletto diverse volte. Il tamburo è vuoto e quindi non c’è nulla da temere. Non soddisfatto della sbruffonata, impugna una 9 millimetri, semiautomatica e ripete lo stesso gesto non prima di aver pronunciato una frase che si rivela, purtroppo per lui, fatidica: “Non preoccupatevi, anche questa è scarica”.

Effettivamente, il tamburo è vuoto. Malauguratamente però, una pallottola è rimasta in canna. Così, appena preme il grilletto … bum. Terry Kath muore sul colpo una settimana prima del suo 32esimo compleanno.

Il suo atto insensato gli varrà il Darwin Award, premio dato agli esseri umani che decidono di non riprodursi o si autoeliminano nei modi più stupidi possibili.


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