Not very Nice: quando Keith Emerson bruciò la bandiera americana

Not very Nice: quando Keith Emerson bruciò la bandiera americana

Londra, Royal Albert Hall. Durante l'esecuzione della loro strana versione del tema di "West Side Story, America", originariamente composto dal grande Leonard Bernstein, il tastierista dei Nice, Keith Emerson, mostra al pubblico una bandiera a stelle e strisce che aveva tenuto nascosta sotto il suo organo Hammond.

Emerson (che considera quella sua elaborazione il primo strumentale di protesta della storia del rock) è solito concludere il pezzo con la voce di un bimbo che dice: "L'America è piena di promesse e di aspettative ma verrà ammazzata per mano di un destino inevitabile".

Stasera, Emerson ha un'idea altresì folle. Vuole aggiungere un tocco in più alla, già di per sé inquietante, premonizione. E così, dopo aver estratto dalla tasca dei pantaloni un accendino, dà fuoco alla bandiera americana per rafforzare il concetto ma anche in segno di massimo disprezzo.
Il gesto, trasgressivo e dissacrante, costa a Emerson e a tutta la band la messa al bando dal più prestigioso teatro londinese. Ma, se possibile, ingigantisce ulteriormente la fama dei Nice come gruppo avventuroso, sperimentale e (perché no?) anche piuttosto incontrollabile on stage.

Not very Nice: quando Keith Emerson bruciò la bandiera americana

Emerson non solo usa distorsori o altri effetti speciali mutuati dalla musica di Jimi Hendrix o degli Who. Di tanto in tanto, estrae un pugnale e accoltella la tastiera del suo Hammond che, a quel punto, sembra gemere, emettendo suoni agghiaccianti.

Dopo 3 album e una spettacolare esibizione insieme all'orchestra sinfonica di Newcastle nell'ottobre del 1969, i Nice vanno in crisi. Di lì a un anno, Keith Emerson, Greg Lake e Carl Palmer danno vita al primo supergruppo del prog che si esibisce in pubblico per la prima volta sul palco del Festival dell'isola di Wight.


Cover photo by Gorupdebesanez - CC BY-SA 3.0