No, non suonerete meglio bevendo alcol

No, non suonerete meglio bevendo alcol

Nell'immaginario comune delle persone che non hanno a che fare con la musica, delle mamme o delle nonne, suonare in una band significa essere drogati, alcolizzati e con un sacco di malattie veneree...

Ora, sappiamo tutti che non è così, per mancanza di fondi (per le prime due) e per mancanza di materia prima (per la terza)... A parte gli scherzi, l'idea della rockstar è ormai passata di moda. Certo, alcune persone persistono nell'utilizzo di sostanze per rivivere gli anni d'oro del rock n roll, ma ormai i tempi sono cambiati.

Stiamo vivendo un cambiamento sostanziale nella vita musicale, sia dal punto di vista di gusti musicali che dal punto di vista del musicista. È imprescindibile oramai, molta professionalità (anche per suonare in un semplice bar) che preclude diversi fattori, uno su tutti la sobrietà.
Viviamo ormai in una società dove l'apparenza è la prima cosa che conta, quindi, oltre a saper suonare bene, bisogna prendersi cura anche di se stessi.

In questo articolo, parliamo del perché effettivamente la troppa assunzione di alcolici è sconsigliata (tralasciando i fattori come il ritiro della patente e la pericolosità di azioni sotto effetto dell'alcol ecc.).
L'alcol è una sostanza nociva che l'organismo deve immediatamente neutralizzare e lo fa sia nello stomaco che nel fegato. Può danneggiare diversi tessuti come bocca, apparato gastroenterico e il cervello.

Appunto per il fatto che è nocivo, il corpo lo assimila in maniera diversa rispetto agli altri nutrienti con il risultato di avere riflessi lenti e prestazioni al di sotto della norma. C'è da dire inoltre che, pur non essendo un macronutriente, l'alcol può essere ritenuto tale perché 1 grammo assunto equivale a quasi 9 Kcal! Quindi, più si beve più si ingrassa.

Come abbiamo poi già detto in un altro articolo, sebbene diano la sensazione di calore, in realtà gli alcolici abbassano la temperatura corporea dilatando i vasi sanguigni sulla cute e sottraendo del prezioso sangue caldo agli organi interni a favore delle estremità (e noi con le mani dovremmo suonarci a quanto pare...).

La quota massima giornaliera raccomandata come massimo nell'uomo si aggira attorno ai 24g mentre nella donna si aggira attorno ai 12g.

Per farvi capire meglio le quantità, 12g di alcol corrispondono a:

  • Una lattina di birra da 33cl
  • Un bicchiere di vino rosso
  • Uno shot di un superalcolico di 35° in media

Quindi, per un uomo adulto, il massimo giornaliero sarebbe di 2 birre oppure di 2 bicchieri di vino rosso oppure di 2 shot (non 2 di ognuno però...).

Spendiamo qualche riga usando paroloni difficili per spiegarvi un concetto importante riguardante l'alcol. Un uso di sostanze alcoliche cronico porta il corpo ad accumulare grasso nel fegato e ad aumentare la resistenza insulinica.
Al contrario, in chi rispetta le quote raccomandate, troviamo un miglioramento della sensibilità insulinica data dal blocco della gluconeogenesi.

No, non suonerete meglio bevendo alcol Photo by U3144362 - CC BY-SA 4.0

Che cosa vuol dire quindi? Che è vero che l'abuso di sostanze alcoliche sia dannoso per l'organismo, ma un'attenta assunzione può essere di giovamento per il corpo. Il vino rosso per esempio, contiene i polifenoli (molecole naturali organiche note per un'azione positiva sulla salute).
In chi beve questo tipo di vino nelle dosi raccomandante, per esempio, è associata una maggior produzione del colesterolo HDL ed una minor infiammazione sistemica.

Concludendo, nessuno vi vieta di non bere. Sappiate però che una buona consapevolezza di cosa assumete, e soprattutto "quanto", aumenterà il vostro bagaglio di esperienze, facendovi diventare dei musicisti (e più in generale delle persone) ancora più seri e professionali.


Nota della Redazione: concordiamo com'è ovvio con quanto detto dal buon Marco, vorremmo in questo contesto chiarire una volta per tutte la differenza tra realtà e immaginario collettivo. Siamo tutti musicisti e tutti un po' rockettari dentro (non che i jazzisti bevano di meno...) e quindi amiamo, quando siamo sul palco, avere al nostro fianco la nostra pinta di birra fresca, dissetante e buona!
Quindi, non è questione di far la morale a nessuno di noi/voi. È questione di buon senso!
Purtroppo ad oggi tutto quello che pensiamo sia doveroso come "atteggiamento da palco" proviene da un'immaginario, da una mitologia, non dalla verità. L'immaginario ci fa ricordare musicisti strafatti sui palchi e fuori, con le loro vite al limite, da film, per cui "non sarebbero potuti essere così senza ecc." (però sarebbero ancora vivi molti di loro...). E magari qualcuno ha davvero vissuto così fino alla vecchiaia, il mondo, anche per fortuna, non è solo bianco o nero.
Ma detto questo, la verità è che se andiamo poi a verificare nei fatti, con filmati, bootleg e vari estratti storici, possiamo facilmente provare come la maggior parte delle performance di tanti di questi "miti" siano state sottotono, deludenti o addirittura delle vere e proprie figuracce, quando l'acceleratore dell'alcol (o peggio) andava fuori giri.
I riflessi, la capacità di ascolto, i movimenti muscolari non sono cose opinabili. E l'alcol non è un energy drink. E noi non viviamo nel mito, nei poster e nei racconti oramai addolciti dall'affetto che si porta verso i nostri musicisti preferiti. Viviamo nella realtà quotidiana nella quale i bicchieri di troppo non hanno l'effetto di "scioglierci", hanno l'effetto di non farci più percepire la differenza tra suonare bene e suonare male. Per cui, tutto si appiattisce e le performance ci sembrano più facili e divertenti, ma non sono mai "migliori".
Da cui il titolo messo a questo articolo, sicuramente provocatorio. A noi piace la birra, piace il vino e piace ogni tanto un sorso di rhum o whisky o altro che più aggrada al singolo. Ma ci piace anche suonare ed essere consci di ciò che facciamo mentre lo facciamo. Perché prima o poi l'età avanza e la battuta dell'amico di turno che dopo il concerto era ironica e divertente, a un certo punto può iniziare a diventare seriamente imbarazzante...


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