Le parolacce di Janis Joplin

Le parolacce di Janis Joplin

Tampa, Florida. Questa sera, in scena, c'è la grande Janis Joplin, la regina degli hippie di San Francisco, l'unica bianca capace di cantare il blues come le grandi Mamie afroamericane.

Ogni suo concerto è un happening: il pubblico vuole partecipare cantando e danzando sulle note intense e i ritmi sensuali di questa incontenibile ragazzina texana. Già prima dello show, molti sono in piedi sulle seggiole. E questo irrita i poliziotti che, appena comincia il concerto, fanno di tutto per quietare i ragazzi e allontanarli dal palco.

Questo atteggiamento non piace a Janis che sbotta una prima volta, seppure in modo educato, con il poliziotto più vicino: "Mi ascolti, signore", dice,  "sono stata a un concerto più volte di quanto ci sia stato lei e nessuno si è mai fatto male. Lasci che i ragazzi si divertano".
Niente da fare: non appena la cantante attacca "Summertime", un poliziotto con un megafono la interrompe, intimando al pubblico di sedersi.

"Non fare lo stronzo" dice lei.
Il poliziotto le chiede di dire ai ragazzi di sedersi.
"Non gli dico proprio un bel cavolo di niente...".

Con preoccupazione dei proprietari del locale, centinaia di giovani stanno ormai ballando sulle sedie. Le luci e l'impianto elettrico vengono staccati, il concerto interrotto.
Mentre si allontana dal palco infuriata, Janis scorge il poliziotto con il megafono. Scatta la rissa: volano parolacce e insulti più una precisa minaccia: "ti prendo a calci in faccia".

Risultato: a mezzanotte, quando ancora si trova nel suo camerino, la cantante viene arrestata linguaggio indecente e minacce a pubblico ufficiale.
Janis commenta: "Sul palco dico e faccio ciò che voglio. Non m'interessa venir arrestata solo perché sono riuscita a far divertire il pubblico".


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