La fine degli Steely Dan?

La fine degli Steely Dan?

Los Angeles, California. Il loro ultimo album s'intitola Gaucho e ha appena conquistato il disco di platino. Eppure, Donald Fagen e Walter Becker, nel corso della conferenza stampa di oggi non sono lì per ringraziare il loro pubblico. A sorpresa, infatti, annunciano che il leggendario sodalizio Steely Dan conclude qui la sua corsa.

La band, il cui nome è una citazione da "Il pasto nudo", il celebre romanzo di William Burroughs, è attiva dai primissimi anni '70 anche se Fagen e Becker sono una coppia artistica rodata sin dal 1967, quando si conoscono al Bard College di Annandale-on-Hudson, nei pressi di New York.
I due, poi, decidono di tentare la fortuna nella Grande Mela.

La fine degli Steely Dan?

Il Brill Building non è più quello di qualche anno prima ma è pur sempre una fucina di talenti. E così Fagen e Becker riescono a piazzare le loro canzoni alcune delle quali, come "I Mean To Shine", diventano discreti successi grazie alla voce di Barbra Streisand.

Il loro amico Gary Katz, che nel frattempo è diventato direttore artistico della ABC Records, gli offe un contratto discografico. E così Fagen e Becker si trasferiscono in California, chiamano accanto a loro il talentuoso chitarrista Jeff Skunk Baxter e il cantante David Palmer.
Nel 1972 nascono ufficialmente gli Steely Dan, il cui album di debutto (Can't Buy A Thrill, non si possono comprare le emozioni) dà subito un segnale forte sulle intenzioni artistiche del sodalizio: rock d'autore con atmosfere west coast, profumi jazz e grande raffinatezza stilistica ed esecutiva.

Il brano che apre l'album, "Do It Again", è il manifesto artistico della band.


Cover photo by Marco Raaphorst - CC BY 2.0