Herbie Hancock, 78 anni e dimostrarne la metà

Herbie Hancock, 78 anni e dimostrarne la metà

Uno dei più grandi tastieristi e compositori jazz di tutti i tempi, Herbie Hancock, compie oggi 78 anni, ma è difficile considerarlo "anziano", perché ancora dotato di una vitalità umana e musicale senza pari. Da poco ha annunciato il suo nuovo album, come sempre al fianco di musicisti ben più giovani di lui come Kamasi Washington e Kedrick Lamar.

Difficile racchiudere Hancock in un solo genere, benché ovviamente la sua storia parta dal Jazz, per poi contaminarsi a tinte fortissime con il Funk. Scoperto velocemente come bimbo prodigio, a soli 21 anni la prestigiosa etichetta Blue Note lo mette sotto contratto. All'epoca essere sotto la Blue Note poteva essere considerato un punto d'arrivo per un jazzista, così come altre importanti etichette come la Columbia, la Atlantic, la Prestige, ecc. 

La storia musicale di Herbie invece inizia proprio da lì. E non a caso il suo primo album del 1962, Takin' Off, che vede la partecipazioni di altri due colossi come il trombettista Freddie Hubbard e il sassofonista Dexter Gordon, contiene già uno dei brani che ancora oggi lo rappresentano, "Watermelon Man".

L'album è la scintilla che lo fa subito balzare alle orecchie del più grande scopritore di talenti di sempre, Miles Davis, che lo chiama nel suo quintetto per l'incisione del bellissimo Seven Steps to Heaven, il picco Hard Bop di Davis prima della ricerca di nuove strade musicali, in cui Hancock sarà un tassello fondamentale anche per la composizione (qui sotto vi proponiamo la sua "Madness" dall'album Nefertiti).
Sarà con Davis fino al 1968 per album incredibili in cui dimostra prestazioni musicali di primissimo livello. E avrebbe inciso anche i successivi se non si fosse ammalato dopo un viaggio in Brasile (sarà sostituito da un altro futuro gigante del Jazz, Chick Corea).

Descrivere la discografia di Hancock è difficile, sia per la varietà di stile, sia, soprattutto, per il numero dei dischi incisi.
Di sicuro dobbiamo citare uno degli album più influenti degli anni '70, Head Hunters, nel quale il clavinet del musicista affonda nei ritmi Funk. 4 brani tra cui solo 3 inediti poiché ritroviamo la suddetta "Watermelon Man" in versione completamente riarrangiata. Si tratta di un album decisivo per la carriera dell'artista e uno dei dischi Jazz più venduti della storia.

Tanti auguri quindi al genio dei tasti bianchi e neri, non vediamo l'ora di ascoltare il nuovo lavoro che come al solito si annuncia davvero molto particolare.