Steinberg Studio Case

Steinberg Studio Case
Un caldo benvenuto a tutti i lettori!
Oggi parliamo della nuova suite Steinberg, comparsa sugli scaffali recentemente: Studio Case.
Abbiamo più volte apprezzato i prodotti Steinberg, recensiti su queste stesse pagine; questa volta "sotto la lente" non c'è un nuovo prodotto, bensì una vera e propria "confezione famiglia" dei più blasonati software Steinberg.
Vediamo in maniera dettagliata di cosa si tratta!
I programmi offerti in questo pacchetto non sono proprio delle versioni light come potrebbero sembrare, ma sono denominati Special Edition (SE), in quanto upgradabili a tutte le versioni superiori con diversi costi.
In ordine di importanza, molto soggettivo, troviamo Cubase SE, The Grand SE, D'Cota SE, Halion SE, Virtual Guitarist Electric Edition SE e Groove Agent SE, con Cubase SE su un cd, ed il resto suddiviso su altri due compact disc.
Mentre Cubase SE è accompagnato da un manuale tutto suo, il resto dei programmi che completano il pacchetto condividono un secondo manuale dove, tanto per cambiare, manca l'italiano.
La geniale confezione a forma di "flight case", contiene inoltre la chiave hardware usb necessaria per il funzionamento di Cubase SE, le schede per la registrazione con i numeri seriali, un buono sconto di 25 € per scaricare da Wizoo i campioni per Halion, ed infine un elegante mousepad per allietare le nostre lunghe sessioni di lavoro.
Per quanto riguarda i requisiti di sistema, Steinberg designa come configurazione minima un Pentium III con 256 Mb di Ram, o un equivalente processore AMD. Il sistema raccomandato è invece un processore da 1 GHz con 512 Mb di RAM.
Chi possiede invece un Mac avrà bisogno di un processore G4 con 512 Mb di Ram e tassativamente OS X 10.2, una bella "mela" succosa quindi ^__^.
Due parole sulle configurazioni hardware. In questo campo vige la regola del "the more the better", conosciuta nella nostra penisola (isole comprese) come "più ce n'è meglio è".
Crediamo sia ormai chiaro infatti, a tutti gli affezionati MusicOffili che ci seguono con attenzione, che lavorare con svariati canali e molti plug-ins richiede una grande quantità di memoria, uno o più hard disk con transfer rate e capienza elevati, hardware audio che supporti driver Asio e un sistema operativo "pulito" e dedicato esclusivamente alla registrazione ed all'editing audio-video. Passiamo all'installazione Iniziamo naturalmente con Cubase SE che va installato prima di inserire la chiave di protezione, in quanto i driver di quest'ultima si trovano tra i file che Cubase SE aggiunge nel nostro sistema.
Al termine dell'installazione di Cubase SE riavviamo il sistema ed inseriamo la chiave su una porta usb, così che il nostro sistema operativo possa riconoscerla e trovare automaticamente i drivers adatti.
Il setup degli altri programmi è molto semplice, in quanto ci permette di scegliere da un elenco quali plug-ins installare e quali tralasciare.
Ci verrà richiesto automaticamente di inserire il secondo cd e con un po' di pazienza, vista la durata del processo, troveremo Studio Case all'interno della cartella Vst Plug Ins di Cubase SE.
Tutti i Vst di Studio Case hanno necessità del "software host" per girare.
Iniziamo a vedere uno per uno i software che abbiamo appena installato sul nostro computer. Cubase SE Come dicevamo all'inizio, SE sta per Special Edition.
Effettivamente tutti questi software hanno delle limitazioni, più o meno evidenti, compensate pienamente dal prezzo ridotto. Ciò non toglie che avremmo preferito un nome più chiaro tipo Cubase Lite, o Essential, come la versione ridotta di Wavelab recensita tra l'altro su queste pagine.
Crediamo comunque che sia meglio badare al contenuto, piuttosto che alla forma, a maggior ragione quando si parla di prodotti studiati per un target di persone che cercano sì la qualità, ma non per ultimo il risparmio.
Cubase accompagna ormai da anni tutti i musicisti che hanno deciso di fare del computer il principale strumento nella registrazione e, in generale, nella creazione e perfezionamento di lavori musicali e multimediali in genere, visto che è ormai ufficiale il "matrimonio" di questo software con il mondo delle immagini in movimento e quindi del montaggio di colonne sonore.
Non ci dilunghiamo quindi a spiegare cosa è Cubase SE, né vogliamo fare un confronto con le versioni superiori che non sono paragonabili vista la grande differenza di prezzo. Credo sia più utile analizzare le potenzialità di questa versione, in modo da poter capire se effettivamente avrà tutto ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro specifico caso.
Abbiamo a disposizione tracce MIDI illimitate e 48 tracce audio stereo. Gli slot per i Virtual Instruments sono 16 e per quanto riguarda la sezione effetti, ci sono messi a disposizione 8 slot per effetti Send, 5 per gli Insert e 4 per i Master Effects.
Inoltre possiamo usufruire di 8 Group Track, un equalizzatore a 4 bande e una copiosa quantità di editor, ovvero Score Editor per le partiture, Key Editor, Drum Editor, List Editor, Tempo Track Editor ed un editor audio.
Non poteva mancare ovviamente il mixer virtuale con le solite infinite possibilità di routing del segnale a cui ci ha abituato Cubase, oltre all'automazione applicabile praticamente a tutti i controlli.
A differenza di Cubase SX che ha livelli di Undo/Redo illimitati, la versione SE è limitata a 10.
Unico dispiacere che abbiamo avuto è stato quello di non trovare il Logical Editor, a nostro avviso quasi indispensabile per chiunque abbia a che fare con molte tracce midi, sono comunque presenti i Logical Preset di più largo utilizzo.
Vediamo un poco più da vicino l'unica cosa che crediamo necessiti di un minimo di approfondimento, ovvero gli editors.
In ordine di citazione abbiamo lo Score editor, che ci mostra in partitura gli eventi di nota di tutti i canali selezionati.  Cliccate sull'immagine per ingrandirla   Nel Key Editor invece, le note vongono mostrate come dei rettangoli, posti su una griglia, la cui lunghezza rappresenta la durata della nota, mentre la posizione indica l'altezza della nota, identificabile anche dalla tastiera posta sul lato sinistro. Le "colonnine" in basso invece, rappresentano il valore del parametro scelto nel piccolo display posto subito sotto la tastiera, generalmente la Velocity.  Cliccate sull'immagine per ingrandirla   Il Drum Editor funziona in maniera simile, ma al posto della tastiera, sulla sinistra dello schermo avremo l'elenco dei vari pezzi della batteria, e le note, essendo percussioni, non avranno una durata, e saranno perciò indicate con dei rombi.  Cliccate sull'immagine per ingrandirla   Il List Editor è semplicemente l'elenco di tutti gli eventi midi registrati sulla traccia, indicati nella tabella a sinistra con il tipo di vento, l'istante di inizio e di fine dell'evento stesso, il canale su cui viene trasmesso, ed i due byte del segnale MIDI (MSB = Most Significant Byte ; LSB = Least Significant Byte) che esprimono le caratteristiche dell'evento. Ad esempio in un evento di NOTE ON, che viene trasmesso alla pressione di un tasto sulla master keyobard, il primo byte indica l'altezza della nota suonata ed il secondo la Velocity relativa.
Nel Tempo Track Editor possiamo effettuare tutti quei cambiamenti riguardanti la suddivisione ed i BPM del pezzo, quindi anche "rallentando", "accelerando" etc. etc..  Cliccate sull'immagine per ingrandirla   The Grand  Il pianoforte è sempre stato uno strumento ostico da riprodurre, per il fatto che è caratterizzato da un lungo sustain, e quindi da un decadimento particolarmente difficile da imitare. Per non parlare della conseguente pesantezza dei campioni che, per avere un risultato ottimale, andranno presi per ogni tasto e per un numero più alto possibile di livelli di dinamica. Steinberg non poteva tirarsi indietro e creò The Grand, che nella sua versione integrale consta di ben tre compact discs, offrendo, oltre ad una delle migliori riproduzioni mai sentite fino ad ora, una grande quantità di parametri da regolare in base al nostro "tocco" sulla tastiera, ed in base all potenza del nostro sistema, potendo scegliere il livello di definizione e persino la prevalenza di utilizzo di Ram o Hard Disk per caricare i samples. La versione SE è stata ridotta nel numero di parametri personalizzabili, e ci mette a disposizione 4 semplici presets (Natural, bright, soft e hard), la regolazione del Master Tune, ovvero dell'accordatura del pianoforte, e la scelta della qualità dei campioni riprodotti, anche per poter lavorare meglio in fase di realizzazione del pezzo, scegliendo una qualità più bassa, e magari optare per la risoluzione migliore in fase di esportazione in audio. D'cota SE  D'cota è un sintetizzatore analogico, basato sulla tecnica della sintesi sottrattiva, che consiste nel filtrare un segnale ricco di armonici per giungere al suono finale. Questa tecnica ha a suo favore la notevole "leggerezza" del materiale sonoro prodotto, in quanto frutto di molteplici "sottrazioni" appunto effettuate da vari filtri. Il fatto che poi la sintesi sottrattiva sia il metodo usato nei classici sintetizzatori analogici rende questo strumento davvero unico nella generazione di suoni "retrò", o comunque con quel sapore anni 80.
D'cota è dotato di due filtri passa-basso ed un passa alto, due oscillatori dotati ognuno delle quattro classiche forme d'onda (sinusoide, quadra, triangolare, dente di sega) più altre particolari waveform come la Parabolic, Formant 1, Formant 10, Vocal A, Add3, Octave, Prime, Resopulse, Slope.
Abbiamo a disposizione ovviamente un generatore di rumore, fondamentale per questo tipo di sintesi, ma anche la modulazione ad anello, la FM e l'arpeggiatore, come ogni analog synth che si rispetti.
Non manca un mini-dsp con una distorsione, il delay ed il phaser.
Tutto è molto semplice da usare ed a portata di "puntatore". Niente menù, niente shortcuts "scioglidita", solamente potenziometri il cui uso diventa piacevole con superficie di controllo adeguata. Halion SE  Halion SE è un campionatore virtuale, come se ne sono visti centinaia e centinaia, ma la sua caratteristica vincente è il fatto che, diversamente dalla maggior parte dei campionatori i quali caricano tutto il campione in memoria con conseguente limitazione della dimensione del campione stesso, legge i campioni direttamente dall'Hard Disk, caricandone in ram solamente la prima parte, così da non causare ritardi dovuti alla minor velocità di accesso ai dati di un Hard Disk rispetto alla memoria. In questo modo i samples possono essere di grandi dimensioni, e quindi di qualità eccezionale.
Halion SE ci offre 4 canali, sui cui possiamo caricare dei banchi di 32 programs ciascuno, così da ottenere una "multitimbricità" a 4 layers per un totale di 24 voci.
Completano la dotazione del campionatore una serie di filtri Notch, Hi-Pass, Lo-Pass, Band-Pass con una pendenza selezionabile tra 12dB e 24dB per ottava e, in aggiunta a questi, abbiamo a disposizione i decantati filtri dall'accento tedesco Waldorf.
Non potevano mancare i controlli sull'inviluppo, assegnati ad un DCA (Digitally Controlled Amplifier), un LFO (Low Frequence Oscillator) per creare effetti di vibrato (variazione della frequenza), tremolo (variazione di ampiezza), wah-wah (variazione della frequenza su cui è centrato il filtro passa banda) e l'accordatura per ottave, semitoni o cents.
Anche qui abbiamo i controlli per la qualità dei campioni riprodotti, del ricampionamento, ed i settaggi riguardanti lo streaming su disco, per adattare al meglio il software alla potenza della macchina su cui sta girando. Virtual Guitarist & Groove Agent

  Gli altri due software offerti nel pacchetto Studio Case, ovvero Virtual Guitarist e Groove Agent, possono essere considerati due programmi a se stanti a causa del loro particolare campo di applicazione, vediamo perchè.
Non ci troviamo infatti di fronte a delle perfette simulazioni di strumenti reali, né tantomeno a dei campionatori multitimbrici da cui attingere suoni da "appiccicare" sulle nostre performance registrate sotto forma di messaggi midi. A loro starebbe meglio il nome di Virtual Players piuttosto che Virtual Instruments, in quanto simulano il comportamento di un musicista (nei singoli casi di un chitarrista elettrico e di un batterista), attraverso il setup di alcuni parametri messi a disposizione dell'utente.
In Virtual Guitarist Electric Edition SE abbiamo la possibilità di scegliere lo stile con cui il chitarrista virtuale ci accompagnerà, tra Funk Basic, Funk Octaves, Wah Single notes, Wah Complex, Pop Brit 2 e Rock Classic, esattamente così come li elenca VG.
Oltre a questo abbiamo la possibilità di selezionare la parte che VG andrà ad eseguire e lo shuffle. Riteniamo più opportuno ascoltare gli effetti che si ottengono modificando i parametri, piuttosto che tentarne una descrizione che non renderebbe abbastanza ragione ai parametri stessi.

Groove Agent SE sarà invece il nostro batterista virtuale, un bravo "schiavetto" che suonerà al tempo che vogliamo noi, con lo stile che vogliamo noi, con la batteria sempre scelta da noi e che soprattutto non suona tra un pezzo e l'altro mentre noi tentiamo invano di accordare la chitarra ^__^.
Nella parte alta della finestra di GA abbiamo una sorta di "macchina del tempo" che ci permette di scegliere lo stile su cui impostare l'accompagnamento della batteria, in base al periodo in cui questo andava di moda. In ordine temporale, a partire dal più "vecchio", abbiamo il Jazz Trio, Rumba, Pop, Cajun, Dark Side, Hard Rock, Breakbeat, House, Modern Soul, Drum'n'Bass e NU RnB.
Tutti questi stili possono essere suonati dal GA con più o meno "complexity", ed anche qui è il caso di provare per comprendere appieno il significato di questo parametro. Possiamo regolare il volume di ogni singolo pezzo della batteria e se ottenere o meno un suono già effettato con il riverbero del classico ambiente in cui ogni stile viene usualmente suonato. GA potrebbe essere molto utile anche per avere una buona base ritmica per studiare e praticare i nostri esercizi di chitarra, di basso ecc.
Non è da sottovalutare la caratteristica di Groove Agent che si lascia usare anche come semplice expander; possiamo infatti assegnargli la traccia di batteria di un brano midi, ed usare i suoi suoni.
In generale possiamo dire che avere tutto questo per 245 € iva inclusa non è affatto male, anche se non è detto che ci serviremo di tutti i software inclusi. Anche l'aspetto di un eventuale Upgrade a prezzi scontati, rende Studio Case un prodotto molto appetibile ad una grande fascia di mercato.
Non ci rimane che ascoltare i samples dei VST, che sono stati realizzati con le versioni complete dei programmi, ma che, se non per la maggiore quantità di suoni e di parametri messi a disposizione, non differiscono dalle versioni SE come qualità audio.
Buon ascolto e buona lettura a tutti, sempre qui su MusicOff.
  • D'cota (sample 1)
  • D'cota (sample 2)
  • Groove Agent (sample 1)
  • Groove Agent (sample 2)
  • Groove Agent (sample 3)
  • The Grand (sample 1)
  • The Grand (sample 2)
  • The Grand (sample 3)
  • Virtual Guitarist (sample 1)
  • Virtual Guitarist (sample 2)
  • Virtual Guitarist (sample 3)
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