Somber Light - Orgænia Ep

Somber Light - Orgænia Ep
In attività dal 2008, i Somber Light nascono a Legnago, comune della provincia di Verona. Il quartetto è così composto: Carlo Polo (chitarre), Francesco Danilo Felis (basso), Domenico Carnevale (batteria), Pietro Ansidei (tastiere, piano, synth). Nel corso del 2011 pubblicano il loro album d’esordio intitolato Akira, evidente omaggio al genio e all’estro di un autore immenso ed imprescindibile per i cinefili quale Akira Kurosawa.

Disco di chiara matrice post rock, anche se caratterizzato da una netta attitudine sperimentale, sul finire del 2012 Akira ha già un degno successore: la band veneta dà infatti alle stampe il suo secondo lavoro in studio ufficiale, vale a dire Orgænia. Si tratta di un Ep molto elegante tanto sotto l’aspetto sonoro quanto dal punto di vista del confezionamento (pregevole infatti la copertina, ma anche il packaging in generale è di tutto rispetto). All’interno di Orgænia, registrato e missato presso il Dork Records, trovano spazio quattro composizioni inedite a cui la band ha iniziato a lavorare successivamente alla realizzazione del precedente (e già citato) Lp. Anche in questa (auto)produzione non si scorge l’utilizzo di liriche, dal momento che i Somber Light scelgono nuovamente di manifestare i propri istinti artistici esclusivamente attraverso la musica.
 


Ecco quindi spiegato in parte il motivo della presenza di una manciata di componimenti del tutto strumentali dalla durata non proprio breve – il disco raggiunge un minutaggio complessivo di ben trenta minuti – e tendenti, per forza di cose, a palesare delle strutture non solo articolate, ma anche valide e sontuose. Il primo pezzo dell’Ep s’intitola proprio Orgænia, ed è forse quello in cui si avverte una più tangibile presenza del piano, autentico fulcro della traccia specialmente nelle battute iniziali. Chiaramente, di pari passo con lo sviluppo generale del brano e con il suo prevedibile crescendo d’intensità, gli effetti della chitarra elettrica di Carlo Polo finiscono con il prendere il sopravvento. Tuttavia, al termine delle due fasi più “concitate” del pezzo torna a farsi largo il tema limpido e disteso creato in apertura proprio dal piano; tema che va poi a chiudere una composizione di sette minuti e mezzo alquanto efficace. Altrettanto interessante e suggestiva è anche la seconda traccia dell’Ep, vale a dire Magellano.



Qui, come si evince del resto dal titolo, ci si trova di fronte ad un brano assolutamente visionario ed energico. Molto bello il tappeto sonoro creato sostanzialmente dalle belle progressioni chitarristiche, necessarie per dare quel senso “apocalittico”, “oceanico”, al pezzo. Inaspettata, per certi versi, l’incursione del piano nella parte conclusiva: una scelta di questo tipo finisce quasi con lo spiazzare l’ascoltatore e, d’altronde, funge anche da spartiacque, nel senso che stravolge del tutto quel preciso mood impostosi immediatamente fin dai secondi iniziali, dando così un’impronta assai particolare alla chiusura. 29.10.11 è forse l’episodio più struggente, emozionante, di Orgænia. Dà un po’ l’idea di essere un inno alla vita, e il pianto di un/a neonato/a, ascoltabile all’inizio, non fa che accentuare una sensazione di questo tipo.

L’impronta è decisamente eterea, siderale; le dilatazioni sonore sono preponderanti (e non potrebbe essere altrimenti). Eppure, in fondo, 29.10.11 non appare una traccia del tutto evanescente, nel senso che l’attenzione da parte di chi ascolta resta in ogni caso elevata fino alla fine. Efesto è il quarto e ultimo componimento della mini raccolta sfornata dai Somber Light, in questa occasione abili a dare vita ad un brano sicuramente ben scritto ed eseguito. Forse, in fatto di originalità, Efesto risulta essere la traccia meno esaltante. Al contempo, però, ci si trova a contemplare un pezzo abbastanza incisivo e rumoreggiante, tipicamente nordico nell’indole e post rock nella prerogativa. Cos’altro aggiungere riguardo un lavoro come Orgænia?



Nulla, se non il fatto di rimarcarne l’onesta resa globale e i buoni spunti che riesce a denotare in diversi momenti. Si capisce benissimo la più che discreta competenza musicale dei quattro elementi che lo hanno concepito ed inciso, così come non si fatica poi più di tanto a comprenderne il valore e le qualità reali. Gli amanti e gli esperti del genere non storceranno il naso. Alessandro BasileGenere: Post Rock Line-up: Carlo Polo – chitarre
Francesco Danilo Felis – basso
Domenico Carnevale – batteria
Pietro Ansidei – tastiere, piano, synth  Progetti simili consigliati: Menrovescio, Aldrin, The Jarman, The Autumn Leaves Fall In Tracklist: 1. Orgænia
2. Magellano
3. 29.10.11
4. Efesto