Scala minore naturale

Scala minore naturale
In questo secondo appuntamento con le tre note per corda avrei intenzione, come promesso nella precedente lezione, di proporvi qualche fraseggio allo scopo di dimostrarvi come applicare questo sistema di diteggiature in maniera "pratica".Non vorrei, però, che si perdesse il punto di vista teorico, ovvero, una volta suonati gli esempi non pensate di essere in grado di sapere tutto sulle tre note per corda perché, ripeto, questi fraseggi sono soltanto delle applicazioni di un discorso teorico ben più complesso, che è stato appena iniziato.
Riprendendo quindi il discorso dove l'avevo lasciato, per questo appuntamento vi parlerò soltanto delle scale minori (... relative minori!) diteggiate, ovviamente, tre note per corda.
Sapete che ad ogni scala maggiore ne corrisponde una minore (detta "relativa minore"), che condivide le stesse note. La scala di do maggiore, ad esempio, possiede le stesse note della scala di la minore (la sua relativa minore), però fate attenzione a non identificare l'una con l'altra. Hanno infatti "caratteri" diversi (altrimenti si chiamerebbero allo stesso modo), ma questa non è la sede adatta per parlarne. Vi ho solo accennato l'argomento per farvi intuire che le diteggiature della scala maggiore, o meglio, i sette box di diteggiature proposti nella lezione precedente, sono gli stessi sia per le scale maggiori che per quelle minori.
Cambiano ovviamente le funzioni delle singole note (essendo due scale "caratterialmente" diverse) e, soprattutto, la posizione della tonica. Ripeto: fate attenzione, però, al loro uso - specialmente la nota di partenza e quella di arrivo - fate "respirare" il vostro assolo su una nota dell'accordo del giro su cui state suonando (anche se ci sono mille altre possibilità, a seconda dei gusti, della tecnica, della situazione in cui si suona, ecc.), assorbite attentamente ciò che riguarda le triadi e l'improvvisazione melodica. Ma non vorrei stancarvi con noiosi discorsi , quindi passo subito al sodo.
Qui sotto alla pagina trovate i sette box (di fronte ai quali proverete una sensazione di "strange deja vu") della scala minore diteggiata tre note per corda. Valgono le raccomandazioni della puntata precedente. Attenzione però! La TONICA è indicata sempre in rosso, ma nei seguenti schemi è intesa come TONICA di una scala minore. Quindi attenzione a non commettere errori. Poco più giù, invece, trovate i fraseggi di cui vi parlavo prima.
Non credo che farete molta fatica a riconoscere i box dai quali provengono. Per il primo fraseggio, ad esempio, mi sono limitato ad usare solamente il quarto box delle scale maggiori, considerando come tonica il la. Cercate di sfruttare la vostra fantasia per personalizzare al massimo il fraseggio, specialmente con queste diteggiature (allenatevi nei passaggi da un box all'altro adiacente), che spesso (a parere di molti) rendono il lessico musicale un po' "freddo" e impiantato sul concetto di "io suono velocissimo, quindi sono bravissimo". Non sono contrario all'ipervelocità o alle schematizzazioni, ma credo sia più funzionale e gratificante crearsi uno stile il più possibile personale, e suonare "le cose giuste al posto giusto".







Passiamo ora a qualche esempio pratico che non fa mai male.