Sana e corretta alimentazione - Pt.1

Sana e corretta alimentazione - Pt.1
Salve musicoffili, sempre più spesso mi capita di sentire discorsi, talvolta un po’ spericolati, riguardo gli alimentatori che utilizziamo nelle nostre pedaliere. Non è necessario essere degli ingegneri per suonare la chitarra, però un paio di semplici spiegazioni potrebbero aiutare chi di voi si trova davanti al problema di dover alimentare la propria pedalboard e non vuole per questo costruire un "ottimo" generatore di ronzio. I dispositivi elettronici, nel senso più generale del termine, funzionano nella stragrande maggioranza dei casi con tensioni continue. Per tensioni continue intendiamo quelle il cui valore resta costante nel corso del tempo. Le tensioni continue si diversificano da quelle alternate perché queste ultime variano ciclicamente il proprio valore nel corso del tempo.
Nel mondo intero, la distribuzione dell’energia elettrica avviene attraverso tensioni alternate, ma il valore di queste tensioni non coincide in tutti i continenti; si passa dai circa 110 volt AC, ai circa 240 AC. All’interno di un apparato elettronico, le tensioni che servono per farlo funzionare sono normalmente nell’ordine delle decine di volt di tensione continua. È chiaro quindi che non possiamo far funzionare un sistema che richiede, ad esempio, 12 volt di tensione continua con 230 volt di tensione alternata.
Per adattare la tensione di rete a quella necessaria al nostro dispositivo, servono due macro operazioni: la trasformazione ad un valore adatto al nostro scopo e il raddrizzamento, cioè il passaggio da tensione alternata a tensione continua. La prima operazione viene svolta da un trasformatore di tensione, in grado di cambiare il valore di tensione alternata portato al suo ingresso in uno diverso, più alto o più basso, lasciando invariata (almeno idealmente) la potenza in gioco.
Nel nostro caso, serve un trasformatore che abbassa il valore della tensione, ma teniamo presente che esistono anche trasformatori innalzatori, ad esempio il trasformatore di alimentazione di un amplificatore valvolare porta la tensione di rete da 230 volt fino a circa 450 volt per alimentare il finale di potenza.
Dopo aver trasformato la tensione di rete, dobbiamo raddrizzarla, passando dalla modalità ad alternanze cicliche (nel nostro paese 50 Hz, cioè 50 alternanze al secondo) a quella costante nel tempo.
La qualità del circuito che effettua questa operazione è determinante per avere una tensione perfettamente livellata e stabile; possiamo dire che più la tensione di uscita è stabile e costante, minore è la presenza di ronzio. Il ronzio di alimentazione è generato infatti dal residuo della componente alternata sulla tensione continua. Il segnale della chitarra è molto piccolo, nell’ordine dei 100-200 mV e se la componente alternata residua si aggira già intorno alla decina di mV, ecco che essa risulta perfettamente udibile. Dopo il circuito raddrizzatore viene posto un grosso condensatore elettrolitico che ha lo scopo di livellare il residuo di alternata il più possibile, ma questo, nei circuiti audio, spesso non basta.
Per nostra fortuna, esistono i “regolatori di tensione”, che hanno il solo scopo di fornire una tensione continua con residuo di componente alternata trascurabile. Malgrado però questa tecnologia sia oramai una cosa del passato, il problema del ronzio affligge spesso le nostre pedaliere, quindi cerchiamo di capirne il perché. Per prima cosa bisogna assicurarsi di avere degli alimentatori stabilizzati, cioè dotati di questi regolatori che, nella sostanza, azzerano la componente alternata e quindi il ronzio. Gli alimentatori economici, spesso non sono regolati, anche se i costruttori scrivono sopra l’etichetta “stabilized”.
Seconda cosa, occorre avere degli alimentatori in grado di fornire la corrente che realmente ci serve ad alimentare il nostro sistema; normalmente, un alimentatore serio ha dichiarata sulla targhetta identificativa quanta corrente è in grado di erogare.
Su questo argomento, un po’ tutti i costruttori barano leggermente (chi più chi meno...) dichiarando correnti spesso maggiori di quelle realmente disponibili e questo non va sottovalutato.
Infatti, un alimentatore sotto sforzo, cioè che sta erogando una corrente prossima a quella massima, genera una maggiore componente alternata che, finendo nei nostri circuiti, produce del ronzio. 
Questo fenomeno, detto “ripple”, è spesso causa di molti guai ed è chiaro quindi che esso vada contenuto il più possibile scegliendo alimentatori regolati e in grado di fornire correnti, se possibile, anche maggiori del necessario. Solitamente, in un qualunque dispositivo per chitarra, il costruttore dichiara, oltre la tensione di alimentazione, anche la reale corrente necessaria per farlo funzionare. Facendo la somma delle correnti assorbite da un gruppo di pedali, ad esempio, siamo in grado di sapere quanta corrente occorre per farli funzionare senza problemi.
Normalmente, i costruttori di pedali, dichiarano correnti assorbite leggermente maggiori della realtà. Questo viene fatto non certo per imprecisione, ma più semplicemente per essere sicuri di mettere il proprio dispositivo in condizioni ottimali di funzionamento. Facciamo un esempio pratico.
Se ho un pedale che assorbe 20mA e lo collego ad un alimentatore (regolato e stabilizzato) in grado di fornire 100mA, esso “prende” la corrente che gli necessita con un avanzo di 80mA, quindi non potranno esserci rumori dovuti al ripple.
Se invece il mio pedale assorbe 100mA, la situazione cambia perché costringo l’alimentatore a lavorare al massimo della sua prestazione, questo significa che potrebbe generare del rumore a seconda di quanto i 100mA dichiarati siano nella realtà quelli effettivi.Nella prossima puntata vedremo nel dettaglio come scegliere un buon alimentatore a seconda delle nostre esigenze, a presto musicoffili!Costantino Amici - Costalab  Link alla seconda parte dell'articolo: CLICCA QUI