Chitarre acustiche Effedot A-1CP e A-2CP

Le chitarre Effedot arrivano sul mercato con un prezzo davvero difficile da battere senza scendere di qualità, realizzando strumenti capaci di competere con avversari di ben altra taglia e rango, scopriamone insieme le caratteristiche dopo il test che ho effettuato su due modelli, A-1CP e A-2CP.

Se non conoscessi personalmente i personaggi principali di questa vicenda da vari decenni sarebbe forse stato meno facile capire le loro motivazioni. Un'altra chitarra cinese? E in una fascia di prezzo che definire "inflazionata" è un vero eufemismo? Eppur… si muove, anzi, suona. E suona più di quanto ci si potesse aspettare.

La visione di Reno Brandoni e soci parte da Fingerpicking.net, la comunità cresciuta nel corso degli anni intorno a quello che era un semplice blog per appassionati della chitarra arpeggiata e del basso alternato, e che oggi è un riferimento preciso per quanto riguarda il settore dell'acustica a 360 gradi. Non a caso la decisione di partire con una rivista dedicata, Chitarra Acustica, diretta da quello stesso Andrea Carpi che rappresenta da sempre un punto di riferimento nazionale prima con i suoi manuali in libreria e poi per un bel pezzo con la rivista Chitarre.

Le conseguenze di tutto questo sono una ricca collana di libri didattici e varie iniziative di cui le chitarre Effedot rappresentano solo l'ultimo episodio.
La scommessa nasce a contatto con il fervido ambiente produttivo di una Cina in piena evoluzione, dove ormai artigiani e produttori hanno imparato qual è la differenza fra uno strumento molto economico e uno degno di essere chiamato chitarra. La difficoltà è chiaramente quella di coniugare i due fattori, il prezzo basso e la qualità, ma se i miracoli sono sempre difficili da realizzare bisogna dire che la moderna tecnologia, abbinata all'attento studio della tradizione liuteristica, può arrivare a stupire anche chi ha perso ogni speranza.

La questione si fa interessante quando Brandoni (che è un rinomato chitarrista e conosce bene la problematica) incontra un produttore cinese che ha individuato un particolare approccio alla realizzazione delle catene interne del piano armonico. Queste vengono di solito alleggerite lavorando di scalpello sul loro margine superiore, mentre in questo caso sono dei fori triangolari realizzati accuratamente con il laser ad eliminare parte del legno senza alterare le caratteristiche delle catene. Grazie a questo il top della chitarra è leggero e particolarmente vibrante.
Era il tassello mancante all'idea di offrire strumenti di buona qualità a prezzi molto bassi. La chitarra "sociale" è sul trampolino di lancio e viene realizzata su specifiche precise con l'obiettivo ben chiaro di soddisfare le esigenze del fingerpicker medio, in particolare per quanto riguarda il manico.

Le due chitarre che abbiamo ricevuto dal distributore ufficiale del marchio Effedot, Aramini Srl, rappresentano la versione più recente di prodotti in continua evoluzione. La cassa Auditorium cutaway rappresenta come noto uno standard gradito a larghe fasce di strumentisti e nel catalogo odierno Effedot si affianca a chitarre dreadnought, jumbo, parlor e con corde di nylon. Tutti e due gli strumenti sono amplificati con sistemi Fishman di qualità indiscutibile.
In comune, oltre alla forma, hanno la paletta elegante con il marchio Effedot su inserto centrale in legno lasciato appositamente grezzo, non verniciato, e il top in abete massello.
Anche il manico in mogano è identico nei due casi e si presenta con una scala da 648 mm e una tastiera piuttosto larga al capotasto, 46 mm: sono queste le misure scelte appositamente per la mano del fingerpicker, poco a suo agio con manici più stretti. La sagoma è una C arrotondata con tastiera molto piatta.

Le chitarre sono leggere e bilanciate. Molto buona l'impressione sulla qualità della costruzione, dalla struttura generale all'eleganza del ponte fino alle rifiniture come il binding.
Anche uno sguardo all'interno della cassa evidenzia la pulizia del lavoro di costruzione, dove risaltano subito i fori triangolari che alleggeriscono le catene, caratteristica fondamentale di questi strumenti.
Belle e funzionali le meccaniche dorate chiuse con palettina in legno scuro
La rifinitura tasti è sufficientemente buona, considerato che anche in chitarre più costose all'uscita dalla fabbrica i frets meritano come minimo una buona levigatura.

Le differenze fra i due modelli riguardano il legno laminato della cassa e la verniciatura: la A-1 con cassa in sapele e finitura satinata, la A-2 con cassa in palissandro e finitura a specchio.
Diverso anche il tipo di preamplificatore sfruttato a complemento di quello che presumibilmente è lo stesso tipo di trasduttore installato sotto la selletta del ponte.
Nel caso della A-1 si tratta del Fishman Sonitone GT-1 all'interno della buca con due rotelline per volume e tono.
La A-2 è invece fornita del più raffinato sistema Fishman Isys+, dotato di accordatore, inversione di fase e regolazioni separate per bassi e acuti.

Alla prova pratica la differenza fra i due legni si sente ma non troppo. Il sustain e la profondità del suono sono simili, ma il palissandro sembra dare comunque qualcosa in più a livello di ricchezza e apertura armonica; il sapele d'altro canto, simile al mogano, ha un taglio deciso e scarno che valorizza un attacco deciso sulle corde.

Dipende dunque dal tipo di musica cui si deve adattare lo strumento, ma anche dall'approccio della mano del chitarrista. La voce c'è già in chitarre appena uscite dalla scatola. Mi viene in mente la risposta ricevuta da un amico chitarrista alla domanda sulla qualità delle Effedot: "A parità di prezzo non hanno rivali". Difficile da contestare.
Le due acustiche si lasciano suonare con piacere e non resta neanche quel sapore un po' ambiguo che a volte accompagna il rapporto stretto con strumenti economici: la sensazione è quella di avere tra le mani oggetti di classe immediatamente superiore. Pratiche e versatili anche sul palco grazie alla tipo di struttura e alla qualità dell'amplificazione.

Sono strumenti eleganti e funzionali in cui tutto è mantenuto nei limiti della sobrietà, anche il marchio sulla paletta ha un basso profilo, non si fa notare troppo. Bello il satinato per gli amanti del genere, non troppo spessa la vernice lucida.
Se non bastasse ancora, le gig-bag marchiate Effedot sono belle custodie, morbide ma non troppo, in grado di proteggere per bene lo strumento nella maggior parte dei casi. Una rarità in questa gamma di prezzo.

Ottime per iniziare, ma anche per affiancare strumenti più costosi che a volte è meglio lasciare a casa. E ne potreste sceglierne una anche solo perché… vi piace.

Maggiori informazioni sul sito web del distributore Aramini Srl.

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Autore


Stefano Tavernese

Storico collaboratore e infine anche direttore della trentennale rivista Chitarre, giornalista e ottimo musicista polistrumentista con un dichiarato amore per la chitarra & affini.