MOTU Microbook IIc

MOTU Microbook IIc

Con oltre 30 anni di presenza sul mercato, ormai, l'americana MOTU non ha più bisogno di presentazioni; nota per l'altissima qualità dei propri prodotti, principalmente interfacce audio professionali, da qualche tempo, con la serie Microbook è entrata (a gamba tesa) nel mercato delle interfacce audio entry level e low budget.

MOTU Microbook IIc

La Microbook IIc è un'evoluzione dell'originale Microbook equipaggiata con 4-input/6-output con bus USB 2 e DSP interni. Come software a corredo troviamo CueMix FX mentre come DAW suggerito c'è AudioDesk, per Windows e Mac.
L'unità esterna è estremamente compatta e snella, il pannello frontale ha un ingresso bilanciato XLR, un ingresso mono ad alta impedenza (Hi-Z) per la chitarra e un ingresso cuffie. Sul retro troviamo un connettore USB 2 che funge anche da alimentatore se connesso a un pc, un'uscita S/PDIF RCA per sistemi audio esterni (es. home theatre), un mini-jack con due linee jack in ingresso (line in 3 e 4), un mini-jack per la line out (line out 3 and 4) e due jack bilanciati per l'output (main out 1 e 2).

MOTU Microbook IIc

Sul top ci sono due selettori circolari e i vari LED che controllano i livelli di uscita delle linee; questi selettori possono essere anche premuti per passare tra phantom 48V e un pad a -20dB (selettore sinistro) e tra main output e cuffie (selettore destro).
La scheda Microbook IIc è nel vero senso della parola una scheda plug-and-play. Subito riconosciuta da Mac e PC, almeno su Mac non ha bisogno di driver, mentre il software, non fornito in dotazione, va scaricato dal sito. Non ho avuto il minimo problema né a installarla né a farla riconoscere da Logic con cui l'ho immediatamente usata.

MOTU Microbook IIc

L'ingresso microfonico ha una qualità molto buona, non colora il segnale e il campionamento è più che soddisfacente (96 kHz). Stessa valutazione per l'ingresso della chitarra, anche se le variabili di ingresso e di trattamento del suono sono talmente tante che un'analisi puntuale è impossibile.
Per la mia prova ho usato la chitarra (Stratocaster) in diretta nella scheda con Logic Pro e la suite di guitar modeling della Line6 (Pod Farm) con risultati più che soddisfacenti.

MOTU Microbook IIc

A mio avviso il vero punto di forza, oltre il prezzo accessibile e l'alta qualità prestazionale, è il software di controllo CueMix FX che, oltre a consentire l'accesso a tutti i parametri della scheda, consente di gestire le varie configurazioni in modo da creare una vera e propria libreria di preset per i vari usi possibili di Microbook IIc.
Ad esempio, tramite il tab Mixes è possibile bilanciare tutti i segnali in ingresso nel caso di input multipli; questo consente di avere mix separati per i monitor, per le cuffie e per gli ingressi ai DAW.
Sono poi presenti un equalizzatore parametrico, filtri passa-alti e bassi e un compressore, oltre a un generatore di onde che serve a calibrare le uscite della scheda sui vari sistemi audio esterni. Completano la suite un accordatore, un analizzatore di frequenza e di spettro e un oscilloscopio!
Davvero un bel software che a mio avviso rende questa scheda una soluzione pratica, ad esempio, anche per un duo che vuole fare un live, chitarra e voce, e utilizzare il pc per gestire i segnali in ingresso e in uscita (oltre a fungere da playback o registratore). Tutto il software è gestibile anche da iPad.

MOTU Microbook IIc

In conclusione, per un prezzo inferiore ai 300 euro ci portiamo a casa una scheda di marca, dalle caratteristiche eccellenti che consente di creare un piccolo studio di registrazione domestico o un setup di un live acustico. Il software in dotazione è ottimo e consente di fare tranquillamente a meno di un mixer esterno, snellendo notevolmente la gestione del sistema.
Per chi ha bisogno di pochi ingressi, magari solo chitarra e voce, direi che questa è forse tra le migliori soluzioni attualmente in commercio.

MOTU Microbook IIc

Per maggiori informazioni vi consigliamo di consultare la pagina dedicata nel sito web dell'importatore Backline.

Lino Muoio


Lino Muoio inizia ad ascoltare musica con passione sin da piccolo, ma solo a 16 anni decide di dedicarsi completamente alla chitarra, spinto dall'ispirazione di grandi chitarristi rock come Jimmy Page, Angus Young, Jeff Beck e Van Halen. Quando poi inizia a cercare le origini della musica a cui si era appassionato, inevitabilmente ci fu l'incontro con il Blues!
Nel 1993 inizia a prendere lezioni da un maestro, Gianni Tamburelli, e grazie a lui partecipa nel 1994 al suo primo disco:"Nuovamente", compilation di giovani chitarristi emergenti in cui suona un brano di sua composizione intitolato "Blue". 
Nell'autunno del 2000 entra a far parte di un gruppo che ha fatto la storia del Blues a Napoli ed in Italia, ovvero i Blue Stuff di Mario Insenga, con i quali è tuttora impegnato. Agli inizi del 2009 è uscito il primo disco solista "Blues on me", composto da brani originali che ripercorrono le sue principali influenze nel Blues come il fingerstyle, la slide e il mandolino.
Nel 2012, dopo due anni di studio e ricerca, realizza il suo disco più importante: "Mandolin Blues", il primo disco in Italia interamente dedicato al mandolino Blues. Un progetto con musicisti di eccezione, unico nel suo genere sia in Italia che in Europa.
Nel 2016, continua l'evoluzione del progetto Mandolin Blues con "The Piano Sessions", dove si sperimenta il suono del mandolino Blues assieme a pianoforte (con Mario Donatone) e contrabbasso.

Tags


Autore


Redazione

La redazione di MusicOff è composta da molte menti, molte persone, molti sforzi, che uniti riescono a creare questo magnifico mondo virtuale e il suo universo "editoriale", nella speranza di dare sempre il meglio, in totale trasparenza e onestà, in modo che Moff sia davvero per tutti un valore speciale!