Un pianista italiano sordo dalla nascita

Un pianista italiano sordo dalla nascita

Anche chi non ha mai ascoltato una sua sinfonia sa che il grande Ludwig van Beethoven compose molte sue opere nonostante la sordità che lo colpì prima dei trent'anni.

Il compositore tedesco soffriva di ipoacusia, un fortissimo indebolimento dell'uditivo dovuto a una degenerazione costante dell'apparato uditivo.
Ma la storia del siciliano Davide Santacolomba è ben diversa. Perché lui, pianista classico, sordo lo è dalla nascita.
Lui, i suoni, non li ha mai sentiti neanche da bambino, ma nonostante questo suona, è diplomato in Conservatorio, ha un Master in perfezionamento artistico e didattica musicale e tiene numerosi concerti quasi sempre sold out.

Se ad oggi la sua situazione è migliorata grazie a un delicatissimo intervento (solo 5 anni fa) che ha impianto nel suo cervello un apparecchio acustico in grado di amplificare i suoni percepiti, diversa è la storia della sua infanzia, in cui la sua percezione era praticamente nulla. Ma nonostante questo, a 8 anni si trova davanti a un pianoforte, spinge i tasti e riesce in qualche modo a sentire addosso delle sensazioni mai provate prima.

Inizia così la sua personale sfida, coadiuvata da un'incredibile sensibilità per i suoni, una sorta di sesto senso nascosto che lo porta anche a imparare velocemente a parlare molto più correttamente di quanto facciano altre persone nelle sue condizioni, soprattutto in fatto di intonazione di parole e frasi.

Davide concentra gran parte della sua attività musicale sul registro grave dello strumento e della musica in generale, poiché la percezione dei suoni acuti è per lui assai difficile e faticosa. Pertanto, quando studia, lo fa sulle ottave più basse del pianoforte, laddove riesce a captare meglio intonazione e intensità di ogni nota o accordo.
E se pensate che sia un fatto mnemonico, abbandonate l'idea, perché negli ultimi anni Santacolomba ha approfondito moltissimo lo studio dell'improvvisazione. Nonché la composizione, scrivendo musica propria e portando anch'essa in concerto.

E se finora vi abbiamo affascinato con questo racconto, rimarrete ben più stupiti sentendolo suonare...


Commenta