Pattern Ritmici

Pattern Ritmici
Esistono molti modi per personalizzare la propria tecnica. Uno di essi è l'utilizzo di pattern ritmici. Questo metodo consiste nell'utilizzare diverse sequenze di diversi valori musicali. Tali pattern si prestano a tantissimi e svariati utilizzi, essendo versatili sia in ambito melodico sia ritmico. Possiamo infatti suonare pattern ritmici utilizzando qualunque scala o frase e, con molta cautela, incasellarli in ogni suddivisione ritmica (3/4, 4/4, ecc…). Se è lecito o no, sta ad ognuno di noi stabilirlo, in base al proprio gusto estetico-musicale.Ora cerchiamo di inquadrare più da vicino questo magico sistema che amplierà notevolmente le nostre capacità di esprimerci musicalmente.
Partiamo da un semplice esempio. Consideriamo innanzitutto una suddivisione ritmica della battuta in 4/4. Partizioniamola (non c'è bisogno del partition magic…^_^) in questo modo: pausa di semiminima (valore di questa pausa: un quarto); terzina di crome (valore complessivo di queste tre note: un quarto); minima (valore di questa nota: due quarti). Facendo bene i conti, questo pattern rimtico si incasella perfettamente in una battuta del valore di 4/4.
Ora visualizziamolo secondo la nostra notazione musicale pentagrammata:  Esempio 1   Ascolta l'esempio  Ascoltando l'esempio, cerchiamo di familiarizzare con la sua divisione ritmica e non con le note suonate, in quanto ciò che ci interessa è proprio la disposizione di questa frase “nel tempo” e non la sua intonazione.
Bisogna eseguire questo esercizio finché non si possiede una totale padronanza della frase ritmica. Una volta che questo pattern è stato assorbito completamente dal nostro organismo, possiamo concentrarci sull'aspetto melodico. La libertà è quasi totale, possiamo suonare ciò che ci pare: approcci alle triadi, frammenti di scala, accordi, modi e chi più ne ha più ne metta… (…come disse Rocco Siffredi… eh eh).
Nei limiti del contesto in cui suoniamo e del nostro gusto musicale, ovviamente.
Come ricavare pattern ritmici?
Beh, ci sono vari modi. Possiamo ricavarli un po' dappertutto, dai ritornelli delle canzoncine pop, dai carillon, dalle clacsonate nel traffico, dalle fabbriche metallurgiche, da altri compositori…
Il pattern del primo esempio credo sia uno dei più conosciuti del mondo da circa due secoli, è un po' un omaggio a un certo compositore nato a Bonn.
Comunque nessuno ci vieta di crearne di nuovi, anzi, vi invitiamo caldamente a farlo. Quando avremo assimilato questo sistema, potremo infatti dare libero sfogo alla nostra creatività inventando pattern sempre nuovi, modificandone alcuni, “incollarne” altri.
Funziona molto bene alternare due o più pattern ciclicamente (per esempio, suonate frasi alternando il pattern 1 con il 2). Possiamo anche sovrapporre vari pattern, o cercare soluzioni metriche più complesse (per esempio: un pattern di una battuta in sei quarti sta esattamente due volte in tre battute di quattro quarti). Le possibilità sono pressoché infinite.
Vi lasciamo con altri due pattern di nostra creazione, corredati da esplicativi files audio, ognuno con una fra le infinite interpretazioni possibili.
Sperando di essere stati utili a nutrire la vostra linfa musicale, Vi aspettiamo alla prossima lezione MusicOffili ^__^. Esempio 2   Ascolta l'esempio  Esempio 1   Ascolta l'esempio 

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