Nel lunedì dell'Angelo i fan cantano al cielo per Freddie

Nel lunedì dell'Angelo i fan cantano al cielo per Freddie

Di fronte alla domanda "che si fa a Pasquetta", nel 1992 non vi era alcun dubbio: a Wembley e in diretta mondovisione, si teneva uno dei più grandi concerti della storia: il Freddie Mercury Tribute Concert.

La ferita per la perdita di uno dei più grandi frontman della storia del rock non si era affatto rimarginata, come del resto non lo è neanche oggi, e al solo annuncio del concerto tutti i biglietti vennero letteralmente "bruciati" in pochissime ore (e in questo caso non c'era il secondary ticketing, ma solo l'amore dei fan).

Brian May, Roger Taylor e, per l'ultima volta sul palco sotto nome Queen, il bassista John Deacon, si preparavano ad accogliere una carrellata di ospiti che ancora oggi fa venire i brividi lungo la schiena.

Prima di tutto, si esibiscono con i propri brani band come Metallica e Guns N' Roses, nonché Def Leppard, Bob Geldof ed altri.
Ma ovviamente la serata vera e propria era destinata ai Queen e al tributo a Freddie.

Salgono quindi sul palco Roger Daltrey e Tony Iommi, Robert Plant, poi è la volta del commovente duetto di David Bowie ed Annie Lennox (ovviamente con il brano "Under Pressure", inciso da Mercury proprio con Bowie).
Uno dei momenti più incredibili, rimasto non solo nella storia del concerto ma in generale in quella dei live show. è quando George Michael, grande amico di Freddie (e primo "sospettato" a dover prendere il suo posto nella band, cosa che però non avverrà mai), sale sul palco per "Somebody to Love".

Quando arriva il momento più atteso della canzone, quello in cui Freddie intonava in solitaria quel ben noto, splendido, vocalizzo, George Michael rivolge il microfono verso il pubblico. La risposta è da brividi sulla pelle, tutta la band sul palco ha un impeto di commozione.
Quello non è un pubblico normale, quello è il pubblico dei Queen!

L'altro grande momento è dedicato a "Bohemian Rhapsody", forse la più bella canzone di sempre della band. Inizia Elton John, anch'egli uno degli amici di sempre di Mercury. L'esperienza di cantante navigato gli permette, qui e nella successiva "The Show Must Go On", di incantare il pubblico, dosando bene le frecce del proprio arco di fronte a ciò che solo Freddie era in grado di fare.

Tutti aspettano il momento dell'esplosione rock del brano. E appena dopo la proiezione della famosa parte corale della canzone, ecco deflagrare sul palco la potenza della chitarra di May e uno scatenatissimo Axl Rose. Il cantante dei Guns non ha mai nascosto la sua totale devozione per Freddie Mercury, per lui un esempio in tutti i sensi.


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