Il batterista dei Faces e degli Who racconta un’epoca

Il batterista dei Faces e degli Who racconta un’epoca

Quasi 60 anni di carriera in alcune delle più grandi band inglesi del periodo d'oro del brit rock, dagli Small Faces con Ronnie Lane e Steve Marriott ai Faces con Rod Stewart e Ron Wood, fino a sostituire lo scomparso Keith Moon per dieci anni negli Who di Pete Townshend. Oggi Kenney Jones pubblica la sua autobiografia raccontando storie e personaggi degli anni '70 e '80 all'apice del successo e degli eccessi.

Dalla rivoluzione dei Mod e la swinging London ai party condivisi con Stones, Beatles, Bowie, Dylan, cogliendo l'occasione anche per parlare dei problemi legali e finanziari che ancora continuano a caratterizzare la storia degli Small Faces.
Per quanto riguarda la vita privata non dimentica gli incontri con la famiglia reale inglese.

"Qual'è stata la migliore band di cui ho fatto parte? Gli Small Faces erano i più creativi, i Faces i più divertenti, gli Who i più emozionanti. Quelli sono stati giorni eccitanti per la musica. Eravamo tutti inesperti, non collaudati. Che cosa ci poteva fermare? Niente."

The Small Faces The Small Faces, 1965 - Da sinistra: Steve Mariott, Ronnie Lane, Jimmy Winston, Kenney Jones Photo: Public Domain

L'influenza del drumming potente e creativo di Jones e dei suoi compagni è presente in rock band come i Led Zeppelin, i Sex Pistols o gli Oasis e ora arriva per la prima volta il suo racconto di un'epoca irripetibile fatta di eccessi ma anche di grande musica. E soprattutto… rock'n'roll!

L'uscita di Let The Good Times Roll: My Life in Small Faces, Faces and The Who è annunciata per il 31 maggio e il libro è già acquistabile in pre-order sulle prevedibili piattaforme web.


Commenta