Gibson vuole lanciare un circuito di produttori autorizzati

Gibson vuole lanciare un circuito di produttori autorizzati

Dopo il controverso video di Mark Agnesi, Gibson apre un nuovo programma di partnership per l'utilizzo dei suoi modelli esclusivi.

Gibson, come tutti ben sappiamo, è un'azienda che ha fatto la storia della chitarra elettrica nel mondo, creando alcuni dei design più iconici della storia, ancora oggi apprezzati da tantissimi musicisti... e da altrettanti costruttori.
Seppur con le migliori intenzioni, quest'ultima azione secondo Gibson può essere definita come una forma di violazione del marchio e appunto nel video incriminato di Mark Agnesi, l'azienda americana ha inviato un messaggio a tutti coloro che stavano usando i loro disegni, una sorta di "vi teniamo d'occhio".

Giorni dopo è balzato agli onori della cronaca che Gibson aveva fatto causa a Dean Guitars e Luna Guitars non tanto per violazione di copyright, bensì per vera a propria contraffazione.
I fatti hanno avuto una reazione capillare mai precedentemente registrata nella community online dei chitarristi, una simile notizia è seconda solo allo scandalo che avvenne con Vertex oppure con Abasi Guitars.
La motivazione primaria è stata quella di aver dato l'impressione di voler quasi "bullizzare" i produttori minori (intesi come tali solo per la quantità di chitarre che producono in un anno) facendo la voce grossa, forse non proprio la miglior scelta di stile.

Dean Guitars V79, un modello ispirato alla storica Gibson Flying V Dean Guitars V79, un modello ispirato alla storica Gibson Flying V

JC Curleigh, presidente e CEO di Gibson, in un'intervista esclusiva per Channel 5, spiega quali saranno le prossime mosse di Gibson in merito all'utilizzo del loro materiale intellettuale: a quanto sembra Gibson ha in programma di collaborare inizialmente con alcuni selezionatissimi costruttori di chitarre boutique, dove i suddetti riconoscono che stanno utilizzando i design di Gibson, e quindi verrà dato loro il permesso di creare chitarre utilizzando misure e shape originali del marchio, previo accordo con quest'ultimo.

Sarà attraverso il nuovo Gibson Authorized Partnership Program, che metterà in campo accordi in cui i costruttori potrebbero essere in grado di costruire solo una determinata quantità di quelle chitarre, e potrebbe esserci una dinamica di royalty e licenze coinvolte (i dettagli sono ancora poco chiari).
Curleigh ha però detto che Gibson sosterrebbe i costruttori in termini di marketing e che tutto ciò non è pensato per essere un generatore di entrate per Gibson, piuttosto un modo per consentire ai costruttori di continuare a utilizzare le forme del marchio, ma questa volta in un modo concordato.

"Dobbiamo preservare e proteggere (i nostri marchi), ma penso che possiamo farlo in un modo che non sia conflittuale, bensì collaborativo", ha spiegato ulteriormente lo stesso Curleigh.

Curleigh ha affermato che attraverso la loro nuova attenzione per fermare la diffusione delle chitarre contraffatte prodotte al di fuori del paese, hanno bloccato migliaia di chitarre sul mercato e hanno fatto chiudere centinaia di siti che pubblicizzavano o vendevano chitarre false su forme e marchio Gibson, alcune denominate "Chibson"

"Ci  sono questi costruttori davvero sorprendenti che stanno facendo 10, 20, 50, 100 chitarre e che le stanno plasmando sia per i loro artisti che per la loro attività. Di tanto in tanto vediamo alcune di queste chitarre e esclamiamo: cavolo, sembra davvero una Gibson!"

Gibson sta ora incoraggiando quei costruttori a contattare direttamente i suoi funzionari in modo da poter stabilire una collaborazione a due vie.

  • Da parte di Gibson per la cessione dei design
  • Da parte dei vari costruttori per avere idee utili e innovative per i futuri strumenti

Curleigh ha poi continuato l'intervista affermando che lo scopo principale di Gibson non è tagliare le gambe ai piccoli costruttori che cercano in Gibson una forma di ispirazione per i loro modelli, bensì far chiudere tutti i vari stabilimenti che vendono chitarre contraffatte, e il loro programma di partnership avrà questo compito, concludendo:

"Ma il punto focale sono alcuni marchi che consapevolmente sfruttano le forme che hai creato e, dal momento che le usano da molto tempo, pensano che siano loro."

Successivamente Gibson ha annunciato il tutto attraverso i suoi canali social, confermando quanto detto nelle interviste del CEO:

Un interessante cambio di strada da parte di Gibson che, nonostante il passo falso precedente, sta creando una politica interessante e che potrebbe anche avere dei risvolit utili per tutti.
Intanto, fate un ripassino su come riconoscere una falsa Gibson in pochi secondi.


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