È morto Allan Holdsworth, eroe della fusion

È morto Allan Holdsworth, eroe della fusion

Attraverso un post facebook della figlia Louise, si è purtroppo diffusa in queste ore la notizia che ci ha lasciato uno dei padri più importanti del Jazz Rock e della Fusion, Allan Holdsworth, straordinario chitarrista inglese che è considerato uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo.

Pioniere sia degli stili musicali che nel campo degli strumenti stessi, basti ricordare l'uso del SynthAxe MIDI, Holdsworth aveva abbandonato l'iniziale amore per il violino a favore della chitarra, trasportato da musicisti come Django Reinhardt e Charlie Christian, ma anche dai migliori sassofonisti del Jazz, da cui prenderà moltissimo per il suo fraseggio, come John Coltrane.

Durante gli anni '70 esplora i territori del Progressive e Jazz Rock, in particolar modo con i Soft Machine, band di cui entra a far parte a metà del decennio imponendo tra l'altro il suono di chitarra come non era mai stato fatto prima dagli altri componenti.

Da lì in poi la sua stella inizia a brillare sempre con maggiore luce, prima di tutto al fianco del batterista di Yes e King Crimson, Bill Bruford, nel suo progetto solista e poi nel supegruppo U.K., e in parallelo iniziando la sua personale discografia, con l'album di debutto Velvet Darkness del 1976.

È il secondo album però (I.O.U., 1982) ad attirare l'attenzione niente meno che di Eddie Van Halen, che porta Holdsworth alla Warner Bros. Records. Van Halen aveva già dichiarato apertamente la sua adorazione per l'artista inglese in un'intervista del 1980 alla rivista Guitar Player.

È morto Allan Holdsworth, eroe della fusion

L'influenza sul chitarrismo moderno di Allan Holdsworth è innegabile e sconfinata, attraversa molteplici generi, stili e musicisti molto diversi tra loro, ma ognuno in qualche modo legato a quel complicato e affascinante modo di comporre e suonare la musica.

Colui che è considerato oggi da molti il chitarrista virtuoso numero 1, Guthrie Govan, ha dichiarato in una passata intervista: "Penso sia potenzialmente pericoloso quando un chitarrista rock ascolta Allan Holdsworth e poi si tuffa immediatamente in quello stile. Non è solo l'aspetto tecnico ad essere scoraggiante, c'è anche tutta quella conoscenza sulla composizione musicale dietro le quinte e assorbire entrambi gli aspetti in una volta è davvero difficile e rischi di compiere molti errori".

Una grande perdita, una delle menti e delle "mani" più dotate dei nostri tempi.