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Addio al Re della chitarra Surf, Dick Dale

Ci ha lasciato il Re della chitarra surf Dick Dale, uno di quelli che ha realmente contribuito al suono della sei corde elettrica.

Ci ha lasciato il Re della chitarra surf Dick Dale, uno di quelli che ha realmente contribuito al suono della sei corde elettrica.

Si dice di molti chitarristi, ma nel caso di Dick Dale non è solo un fatto di stile e/o influenza musicale. Per lui fu prodotto da Fender il primo amplificatore 100 Watt in assoluto, quello che più tardi si sarebbe chiamato “Fender Showman”, una vera bestia da palco per l’epoca (e ancora oggi!). 

Non solo, Dale fu uno dei primi grandi chitarristi ad essere conquistati dal fascino della Stratocaster, nata anch’essa dal genio di Leo Fender ma all’epoca, negli anni ’50, ancora agli inizi del suo successo. Del resto, chi conosce la storia di Fender sa benissimo che il buon Leo aveva in mente di produrre chitarre per il country, il surf e generi affini a lui cari, certo non per i rockers che di lì a pochi anni le avrebbero fatte proprie (con corde ben più fini per facilitare i bending presi in prestito dai bluesman americani).

Peraltro era mancino e come avrebbe fatto Jimi Hendrix anni dopo fu costretto ad usare una chitarra per destrorsi, nel suo caso però non girando le corde e quindi suonando effettivamente al contrario, con i cantini verso l’alto.

In più, tanto per completare quello che è il setup base di un chitarrista ancora oggigiorno, Dale fu uno dei primi chitarristi ad usare il riverbero sulla chitarra, per espandere la tridimensionalità del già notevole suono strato e del suo vibrato. Ed ecco servito il suono surf, il suono di Dick Dale.
Quello tanto amato ancora in tempi moderni e ripreso a man bassa anche dalla cinematografia, basti citare l’assoluta passione di Quentin Tarantino per brani come “Miserlou“, colonna portante della soundtrack di Pulp Fiction.

Lo stile di Dick Dale si potrebbe riassumere in una parola: aggressivo. O anche, percussivo. Ogni plettrata, una fucilata. Uno stile molto ritmico, forse derivato dalle sue esperienze musicali di gioventù, che lo videro accanto al batterista Gene Krupa, un altro che sui tamburi faceva fuoco e fiamme.

Dick avrebbe compiuto 82 anni il prossimo 4 maggio e nonostante numerosi problemi di salute – compreso un cancro, il diabete, una grave insufficienza renale e qualche vertebra non proprio al suo posto – ha finito la sua vita ancora in tour. Anche in questo 2019 lo avremmo visto calcare i palchi per numerose date, forse uno dei modi migliori di andarsene per un musicista, ancora sulla cresta dell’onda, ancora tra tonnellate di decibel dei live.

D’altronde, lui stesso aveva dichiarato: “Non lasciare che la paura di morire influenzi il tuo modo di vivere. Prendi quella paura e usala come una forza trainante per continuare ad avanzare, non importa quanto dolore tu abbia. È così che faccio quello che faccio sul palco.

Insomma, a lui si deve gran parte dell’inizio della chitarra elettrica. Del suono americano “surf” (anche se la sua costa di nascita non era quella californiana, ma quella esattamente opposta del Massachusetts). Di uno stile di musica con alte dosi di plettrata alternata e influenze mediorientali.

Riposa in pace Dick, al di là delle noiose classificazioni di genere, nell’anima sei stato uno dei primi rocker della storia!